giovedì 2 giugno 2011 - 14:09
by Redazione Basketnet
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FIVE – A LeBron James, vero dominatore dei “play-off”. Il 26 maggio, James e compagni hanno disputato gara 5 contro i Bulls, vincendo in rimonta e staccando il biglietto per le “NBA Finals”: in questo match LBJ ha messo a referto 28 punti, 11 rimbalzi e 6 assist, risultando il primo degli Heat in tutte e tre le statistiche. Inoltre, 12 dei 26 punti segnati dagli Heat nel quarto finale portano la firma di James (i restanti 14 sono stati segnati dagli altri due componenti del “big three”: Wade 10 e Bosh 4) e hanno alimentato un parziale terrificante di 18-3 che, negli ultimi 3 minuti di gioco, ha messo al tappeto la squadra di Chicago. Come se non bastasse, ribadendo ulteriormente la sua superiorità sul parquet di gioco, James ha cancellato ogni speranza di vittoria dei Bulls andando a portare una rischiosa, ma pulita stoppata ai danni di Rose, il quale stava tentando la tripla della disperazione per mandare l’incontro in “overtime”.
LBJ ha continuato a giocare su questi livelli anche in gara 1 delle “Finali NBA”, mettendo a referto 24 punti e 9 rimbalzi, tirando complessivamente 9/16 dal campo e 4/5 da tre punti. Con questa prova, non solo James ha portato i suoi Heat alla vittoria, ma ha anche mandato un forte messaggio ai Mavericks, i quali dovranno faticare non poco per riuscire a limitare il suo gioco nelle prossime partite.
FOUR – A Dwyane Wade, che, come sempre, coadiuva l’operato di James e Bosh fornendo un apporto fondamentale e imprescindibile per il successo della squadra di Miami. In gara 1 delle “NBA Finals”, dopo aver faticato per tre quarti di gioco, Wade è riuscito a riemergere nel quarto finale mettendo a segno 7 punti che hanno contribuito a dare il colpo di grazia a Nowitzki e compagni, confezionando un prova finale da 22 punti, 10 rimbalzi e 6 assist.
Nella ormai storica gara 5 disputata contro i Bulls, D-Wade ha ampiamente contribuito alla vittoria con una difesa molto aggressiva sugli avversari e con un fondamentale gioco da 4 punti che, aggiunto alle giocate di James nel quarto quarto, è risultato essere troppo da gestire per gli avversari.
THREE – A Shawn Marion, ovvero il miglior giocatore dei Dallas Mavericks in gara 1 delle “NBA Finals”. “The Matrix” non solo ha disputato una buona prova difensiva, ma ha anche prodotto una “doppia-doppia” da 16 punti e 10 rimbalzi, tirando 6/12 dal campo e smistando anche 4 assist.
TWO – All’esilarante commento sul “big three” che Chris Rock, famoso comico afro-americano statunitense, ha pubblicato su twitter. Poco dopo il termine di gara 1 delle fra Heat e Mavs, Rock ha scritto il seguente “twit”: “If people are saying Wade & LeBron are Batman & Robin I guess that makes Chris Bosh Batgirl”, che in italiano significa: “Se la gente dice che Wade & LeBron sono Batman & Robin, penso che questo faccia di Chris Bosh Batgirl”. Scommettiamo che una risata ve la siete appena fatta anche voi !
ONE Negativo – Alla panchina dei Dallas Mavericks. Oltre al talento di Nowitzki, il segreto dei successo in “post-season” dei Mavericks è stato l’apporto proveniente dalla panchina. Tuttavia, in gara 1 delle “NBA Finals”, tutta la panchina di Dallas è venuta a mancare, di fatto condannando texani alla sconfitta. Sugli 84 punti totali messi a segno dai Mavs, solo 17 sono venuti dalle riserve e, in particolare, Jason Terry ha deluso le aspettative: per lui ci sono stati 12 punti, che non solo sono stati frutto di un pessimo 3/10 dal campo, ma sono tutti giunti nella prima metà di gara, stando a significare che l’apporto offensivo di “the Jet” nel secondo tempo è stato pari a zero. Per un giocatore che nei “play-off” ci ha abituato a ben altre prestazioni, questa prova risulta essere decisamente sotto tono.
ZERO – A Carlos Boozer, che ha ampiamente deluso durante questi “play-off”. Le cifre messe a referto in “post-season” sono state parecchio insoddisfacenti: Boozer ha segnato 12.6 punti e preso 9.7 rimbalzi a gara. Considerando che l’ala ex-Jazz è ritenuto il secondo giocatore più decisivo dei Bulls dopo Rose, queste statistiche non possono che far storcere il naso. Tuttavia, nessun dato è più esplicativo delle sue cifre fatte registrare in gara 5 contro i Miami Heat: per lui ci sono stati solo 5 punti, frutto di un misero 1/6 dal campo. Tenendo in considerazione che per Chicago si trattava di un “elimination game”, forse è il caso chiedersi se i 60.6 milioni di dollari che Boozer percepirà nelle prossime quattro stagioni non siano una cifra eccessiva. Dopo tutto, anche Scottie Pippen ha recentemente definito Boozer una “liability”, ovvero una “passività”, andando proprio ad evidenziare come la presenza dell’ala ex-Jazz nel “roster” dei Bulls venga considerata più un peso che un vantaggio.
HONORABLE MENTION FOR … Dirk Nowitzki, autore in gara 1 delle “Finals” di una “doppia-doppia” da 27 punti e 10 rimbalzi. Nonostante questo, è doveroso menzionare come il tedesco abbia fatto fatica lungo tutti i 48 minuti di gioco, tirando complessivamente 7/18 dal campo e soffrendo l’ottima difesa di Haslem, il quale si è avvalso anche dell’aiuto difensivo dei suoi compagni di squadra, che hanno portato efficaci raddoppi e triplicazioni sul tedesco. Come se non bastasse, sembra che Nowitzki si sia procurato una parziale lacerazione al tendine della mano sinistra, fatto che sicuramente non aiuta a risollevare il morale dopo un prova non del tutto positiva.
HONORABLE MENTION FOR … Mario Chalmers, che, in gara 1 contro i Mavs, è stato l’unico giocatore non del “big three” ad andare in doppia cifra alla voce punti: per lui le segnature sono state 12, tirando un discreto 3/7 da tre.
Giordano Goggioli, Edoardo Lavezzari e Vittorio Festa
LBJ ha continuato a giocare su questi livelli anche in gara 1 delle “Finali NBA”, mettendo a referto 24 punti e 9 rimbalzi, tirando complessivamente 9/16 dal campo e 4/5 da tre punti. Con questa prova, non solo James ha portato i suoi Heat alla vittoria, ma ha anche mandato un forte messaggio ai Mavericks, i quali dovranno faticare non poco per riuscire a limitare il suo gioco nelle prossime partite.
FOUR – A Dwyane Wade, che, come sempre, coadiuva l’operato di James e Bosh fornendo un apporto fondamentale e imprescindibile per il successo della squadra di Miami. In gara 1 delle “NBA Finals”, dopo aver faticato per tre quarti di gioco, Wade è riuscito a riemergere nel quarto finale mettendo a segno 7 punti che hanno contribuito a dare il colpo di grazia a Nowitzki e compagni, confezionando un prova finale da 22 punti, 10 rimbalzi e 6 assist.
Nella ormai storica gara 5 disputata contro i Bulls, D-Wade ha ampiamente contribuito alla vittoria con una difesa molto aggressiva sugli avversari e con un fondamentale gioco da 4 punti che, aggiunto alle giocate di James nel quarto quarto, è risultato essere troppo da gestire per gli avversari.
THREE – A Shawn Marion, ovvero il miglior giocatore dei Dallas Mavericks in gara 1 delle “NBA Finals”. “The Matrix” non solo ha disputato una buona prova difensiva, ma ha anche prodotto una “doppia-doppia” da 16 punti e 10 rimbalzi, tirando 6/12 dal campo e smistando anche 4 assist.
TWO – All’esilarante commento sul “big three” che Chris Rock, famoso comico afro-americano statunitense, ha pubblicato su twitter. Poco dopo il termine di gara 1 delle fra Heat e Mavs, Rock ha scritto il seguente “twit”: “If people are saying Wade & LeBron are Batman & Robin I guess that makes Chris Bosh Batgirl”, che in italiano significa: “Se la gente dice che Wade & LeBron sono Batman & Robin, penso che questo faccia di Chris Bosh Batgirl”. Scommettiamo che una risata ve la siete appena fatta anche voi !
ONE Negativo – Alla panchina dei Dallas Mavericks. Oltre al talento di Nowitzki, il segreto dei successo in “post-season” dei Mavericks è stato l’apporto proveniente dalla panchina. Tuttavia, in gara 1 delle “NBA Finals”, tutta la panchina di Dallas è venuta a mancare, di fatto condannando texani alla sconfitta. Sugli 84 punti totali messi a segno dai Mavs, solo 17 sono venuti dalle riserve e, in particolare, Jason Terry ha deluso le aspettative: per lui ci sono stati 12 punti, che non solo sono stati frutto di un pessimo 3/10 dal campo, ma sono tutti giunti nella prima metà di gara, stando a significare che l’apporto offensivo di “the Jet” nel secondo tempo è stato pari a zero. Per un giocatore che nei “play-off” ci ha abituato a ben altre prestazioni, questa prova risulta essere decisamente sotto tono.
ZERO – A Carlos Boozer, che ha ampiamente deluso durante questi “play-off”. Le cifre messe a referto in “post-season” sono state parecchio insoddisfacenti: Boozer ha segnato 12.6 punti e preso 9.7 rimbalzi a gara. Considerando che l’ala ex-Jazz è ritenuto il secondo giocatore più decisivo dei Bulls dopo Rose, queste statistiche non possono che far storcere il naso. Tuttavia, nessun dato è più esplicativo delle sue cifre fatte registrare in gara 5 contro i Miami Heat: per lui ci sono stati solo 5 punti, frutto di un misero 1/6 dal campo. Tenendo in considerazione che per Chicago si trattava di un “elimination game”, forse è il caso chiedersi se i 60.6 milioni di dollari che Boozer percepirà nelle prossime quattro stagioni non siano una cifra eccessiva. Dopo tutto, anche Scottie Pippen ha recentemente definito Boozer una “liability”, ovvero una “passività”, andando proprio ad evidenziare come la presenza dell’ala ex-Jazz nel “roster” dei Bulls venga considerata più un peso che un vantaggio.
HONORABLE MENTION FOR … Dirk Nowitzki, autore in gara 1 delle “Finals” di una “doppia-doppia” da 27 punti e 10 rimbalzi. Nonostante questo, è doveroso menzionare come il tedesco abbia fatto fatica lungo tutti i 48 minuti di gioco, tirando complessivamente 7/18 dal campo e soffrendo l’ottima difesa di Haslem, il quale si è avvalso anche dell’aiuto difensivo dei suoi compagni di squadra, che hanno portato efficaci raddoppi e triplicazioni sul tedesco. Come se non bastasse, sembra che Nowitzki si sia procurato una parziale lacerazione al tendine della mano sinistra, fatto che sicuramente non aiuta a risollevare il morale dopo un prova non del tutto positiva.
HONORABLE MENTION FOR … Mario Chalmers, che, in gara 1 contro i Mavs, è stato l’unico giocatore non del “big three” ad andare in doppia cifra alla voce punti: per lui le segnature sono state 12, tirando un discreto 3/7 da tre.
Giordano Goggioli, Edoardo Lavezzari e Vittorio Festa
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