La scommessa. Milano puntando sui greci crea il quintetto dei sogni

Fotsis e Bourousis. Il collante e, finalmente, un pivot vecchio stampo. 
NELLA STORIA dell’Olimpia Milano la Grecia ha un posto particolare. In primis il nome della società, evidente riferimento allo sport dei tempi antichi voluto dal fondatore Adolfo Bogoncelli, ma scavando negli archivi anche la nazionalità del primo straniero di sempre a vestire la maglia biancorossa è greca: il carneade Mimis Stephanidis nella stagione 1955-1956.
 
Dall’epoca post-Bosman in poi un paio di timidi tentativi con alterne fortune con i vari Kalaitzis e Sigalas ormai oltre dieci anni fa, ma per il resto l’Ellade è stata terra sconosciuta per il mercato Olimpia. 
Fino a questa estate, quando con le idee chiare, un budget importante e una crisi senza precedenti in Grecia, la stessa è diventata terra di conquista proprio per i biancorossi che hanno puntato forte su due giocatori per costruirci il quintetto dei sogni: Antonis Fotsis e Ioannis Bourousis, punti fermi della Nazionale biancoblù (campioni d’Europa nel 2005), giocatori di altissimo profilo europeo.
SCARIOLO HA AVUTO le idee chiare, Fotsis è uno dei collanti che ha permesso negli ultimi tre anni al Panathinaikos di salire due volte sul tetto d’Europa e già nella prima partita al Forum si è visto il perchè. 
“Killer” silenzioso, passatore sopraffino, giocatore intelligente e, all’occorrenza, anche spettacolare. 
Bourousis è un pò più indietro di condizione, normale per un “omone” di 213 cm che praticamente non si è mai fermato visto che dopo gli Europei con la Grecia ha fatto solo 5 giorni di vacanza prima di iniziare l’avventura milanese. 
Nel primo tempo ha faticato, Scariolo non ha avuto remore a cambiarlo subito, ma la reazione avuta a inizio terzo quarto (quello del terrificante parziale di 14-0 in due minuti) ha messo in mostra le sue qualità. Milano finalmente ha un pivot vero, vecchio stampo.
"L’obiettivo è far diventare l’Olimpia un top team europeo - dice Antonis Fotsis - la strada è lunga, ma il cammino è quello giusto. Il segreto è non fermarsi mai, lavorare con pazienza e costanza". 
Per Bourousis il “viaggio” è stato breve, stesso nome, dall’Olympiacos all’Olimpia, stessi colori biancorossi, ma prima vera esperienza all’estero (a parte 3 gare con il Barcellona nel 2006): 
"È una grande occasione - dice il pivot del 1983 - stiamo lavorando duro in palestra, gli obiettivi sono chiari e di alto livello, non resta che raggiungerli".