Nel giorno di San Crispino

Liberamente tratto dal quarto atto – scena terza – del dramma teatrale “Enrico V” di W.Shakespeare (1598-1599). 
Il contesto storico

- La vicenda storica vera, ha luogo durante la terza fase, detta dei Lancaster, della guerra combattuta tra inglesi e francesi, detta dei cent’anni e che durò per ben 116 anni (dal 1337 al 1453). La sera prima del giorno della storica battaglia.
Il luogo
- Nei pressi della cittadina normanna di Agincourt dove nel 1415, il giorno dei Santi Crispino e Crispiano, si svolse la leggendaria battaglia nel corso della quale gli inglesi inferiori per numero rispetto ai francesi, ne rovesciarono infine, ma con gravi perdite, le sorti. Le gesta di quel giorno passarono alla storia e furono cantate nella letteratura e nella cultura anglosassone, come ciò che avvenne “NEL GIORNO DI SAN CRISPINO”.
I personaggi

- Enrico V re d’Inghilterra e i conti inglesi di Gloucester, Exeter, Erpingham, Salisbury e Westmoreland.
La narrazione dei fatti
- E’ ormai sera e il re d’Inghilterra, Enrico V, sprona i suoi nobili Pari d’Inghilterra a non rinunciare alla battaglia in virtù dell’inferiorità numerica delle loro truppe e magari rimpiangendo coloro che sono rimasti in patria, ma rivolge loro un accorato appello all’impegno più totale e disinteressato in favore della giusta causa.
La metafora che vi propongo qui e adesso … dove gli inglesi inferiori per numero siamo noi dello Staff Nazionale del MiniBasket e di EasyBasket, a Valeggio sul Mincio e dove gli altri, il nemico, i francesi, superiori per numero, sono quelli (tanti ancora) preoccupati di contaminare cultura, evidenze scientifiche e sport, che non hanno mai desiderato almeno una volta d’essere maestri, educatori, magari sapendolo fare … prende lo spunto da quelle nobili e vigorose esortazioni.
Ma sono costoro anche quelli che in certe istituzioni discettano circa le percentuali giuste che ci devono essere tra gioco e sport perché un progetto possa definirsi educativo; quelli che…”il giocosport è roba da giocarelli e lo sport, quello vero, non ne ha bisogno”; quelli che…” io sono il referente sportivo e a scuola si fa quello che dico io, quando lo dico io e con chi dico io”; infine quelli che “a me del giocosport frega niente…nella mia città si fa una cosa che si chiama Gioca-lo-sport-che-ti-diciamo-io-e-il-sindaco-che-ci-mette-isoldi-che-è-veramente-un-sacco-bello-e-che-si-chiama-palla-in-piazza-non-rimbalza”.
Eppoi sono convenuti i referenti istituzionali più accreditati che, come un elastico oscillano tra il rassicurante …”noi abbiamo il nostro di giocosport che va bene così e voi il vostro”, il furbesco…”tanto mi faccio ricevere dal ministro che il figlio gioca a palla-in-piazza-non-rimbalza e vedrete che entriamo nella scuola dal portone principale pure se sta zozzeria che proponiamo, di giocosport ha solo il nome”.
E intanto manca del tutto la tensione che ci vorrebbe invece per fare autocritica, studiare, cercare, non stare sul pezzo, confrontarsi, condividere, coordinarsi, mettere insieme due euri visto che oggi in fatto di euri tira una brutta aria … come oggi che potremmo definire il NOSTRO GIORNO DI SAN CRISPINO … e ci spiace per quelli che non ci vogliono stare, che non vogliono battersi.
ATTO QUARTO
SCENA TERZA –
Sul campetto di minibasket dell’oratorio parrocchiale dove Magister sta giocando con i bambini.
Arrivano i Convenuti, preceduti da sonanti squilli di tromba e da una coppia di Vigili Triciclisti (due vigili urbani a cavallo del triciclo di ordinanza) cioè un Esperto di Politica Sportiva, un Grande Metre à penser, un Famoso Giornalista-Giornalaio, un Esperto Pallonaro, un Idiota Commentatore Televisivo.
LO SPORTIVO, L’ESPERTO , IL GIORNALAIO, IL PALLONARO, L’IDIOTA TELEVISIVO, tutti in coro: Ohhh ! Oh! se avessimo qui anche uno solamente dei diecimila consulenti & laureati che in patria se ne stanno sfaccendati oggi!
MAGISTER: Chi esprime questo desiderio? LO SPORTIVO, IL GIORNALAIO o L’IDIOTA ? E magari siccome siamo senza di loro, dovremmo ritirarci, rinunciare a promuovere lo sport, volgere le spalle all’impegno formativo? Ai bambini, ai ragazzi?
Eh no, cari miei, prosegue Magister, se è destino che si faccia formazione seria, rigorosa ed efficace, siamo in numero sufficiente a costituire per la patria una buona compagine; e se perciò siamo destinati a studiare ed aggiornarci; quanto serve ed occorre il giusto numero, tanto più grande sarà la nostra parte di responsabilità.
Per Giove! Non sono avido di denaro, né mi curo di vedere chi mangia a mie spese e non mi addoloro se altri desiderano indossare i miei abiti di formatore. Tali cose esteriori non sono tra le mie preoccupazioni: ma se è un peccato essere avido di competenze, allora sono l'anima più peccatrice di questo mondo.
E ancora no, caro il mio PALLONARO, non augurarti neanche un solo educatore o istruttore o persino formatore che ci venga rappresentato come tale senza averne né animo né sostanza.
Alla pace di Dio! Non vorrei perdere quel tanto d'onore che un sol falso e fasullo formatore di più potrebbe condividere con me, neanche se ne andasse di mezzo la salvezza dell'anima mia. Perciò non desiderarne neanche uno in più di quelli che non sanno.
Piuttosto tu, IDIOTA TELEVISIVO, organizza uno speciale dibattito a Finestra & Serrande, quello condotto da Calabrone, perché deve essere chiaro che chi non si sente l'animo di fare aggiornamento e formazione se ne vada: gli daremo il passaporto diplomatico e gli metteremo in borsa denari e un voucher per un viaggio a Sharm più, a scelta, una card di partito o di sindacato, e inoltre una comparsata da mille euri allo speciale “Palle e Palloni Gonfiati” su rete 4 condotto da Miss Smandrappona Incampo 2010, dove ovviamente si parlerà di sport giovanile.
Non vorremmo morire con alcuno che temesse di esserci compagno nella formazione e che non voglia, giacchè oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiniano e chi sopravviverà alla formazione e tornerà a casa, si leverà in punta di piedi e si farà più grande al nome di San Crispino.
Chi sarà formato oggi e vivrà sino alla vecchiaia e ogni anno, la vigilia della festa, conviterà i colleghi insegnanti & istruttori e dirà: "Domani è San Crispinino": poi aprirà la zip della tuta e mostrerà la maglietta e dirà: "Questa la ebbi il giorno di San Crispino". I vecchi istruttori & insegnanti spesso dimenticano: anch’egli forse dimenticherà tutto come gli altri, ma ricorderà le sue gesta di quel giorno... e fors'anche un tanto di più.
E allora i nostri nomi, che saranno termini familiari in bocca vostra, Ser Maurizio e Lord Marco, il Prence Tonino e Don Fabio, il Cerusico Guido e Magister e Lady Carla e Mastro Lucius, saranno ricordati di nuovo in mezzo ai bicchieri traboccanti di birra, spuma e gazzosa: questa storia il buon formatore insegnerà ai suoi istruttori & insegnanti; questa storia racconterà ai più distratti, ai senza memoria.
E sino alla fine del mondo, il giorno dei Santi Crispino e Crispiano non passerà senza che vengano menzionati i nostri nomi. Felici noi, noi pochi, schiera di fratelli formatori, poiché chi oggi spargerà il suo sangue con noi sarà nostro fratello, e per quanto bassa sia la sua condizione questo giorno la nobiliterà.
Molti gentiluomini allenatori, istruttori & insegnanti che dormono ora nei loro letti in Padonia, come in Terronia, come in Centronia, malediranno se stessi per non essere stati qui oggi, e non parrà loro neanche di essere allenatore, istruttore o insegnante quando parleranno con chi avrà combattuto e si sarà formato con noi, nel giorno di San Crispino. E quindi si tace non senza aver apposto la sua mano aperta sul pallone da Mini, a mò di giuramento solenne e imperituro.
Postfazione
A Roma, al quartiere Esquilino, nella chiesa di S.Lorenzo in Panisperna, c’è un altare dedicato dove sono conservati i resti dei Santi Martiri Crispino e Crispiano che nel giorno della loro festa (il 25 di ottobre) e durante la Stazione Quaresimale, vengono esposti all’omaggio dei fedeli.
A Soissons (Normandia) in Francia il 25 ottobre di ogni anno, vengono ricordati i Santi Martiri Crispino e Crispiano, nobili Romani e cristiani che, durante le persecuzioni dell’Imperatore Diocleziano (III secolo d.c.), sotto il presidio del generale Riziovaro, dopo crudeli e prolungati tormenti furono trucidati con la spada, conseguendo così la corona del martirio.
A noi non resta che testimoniare con i comportamenti il senso ed il privilegio dell’appartenenza. Poca cosa oggi chè appartenenza viene ormai inteso come AVERE mentre per noi s’intende ESSERE.
Oggi a Valeggio sul Mincio come nel giorno di S.Crispino.

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