“La mitragliata!”- La Rubrica di Mario Boni per BasketMercato.com

Sono un giocatore di Serie B. Mi sono sempre considerato tale. Con questa considerazione voglio sottolineare il fatto che l'aver giocato e di giocare tutt'ora nelle minors italiane mi inorgoglisce, mi rende fiero e soprattutto mi rende un osservatore privilegiato di tutto ciò che succede nel vero mondo del basket italiano.
Mi scappa da ridere quando leggo sui media i vari incontri che ci sono tra i rappresentanti delle Leghe per cercare di mettere regole certe ai campionati maggiori.
Mi scappa da ridere quando sento i vari soloni pontificare su ciò che deve essere fatto per rilanciare il basket italiano e per far giocare questi benedetti giovani.
Regole che vogliono far piovere dall'alto senza voler verificare ciò che succede, per davvero, negli inferi dei campionati minori.
Regole che pochi hanno voluto e che sono ricadute sui molti che con passione portano avanti la miriade di piccole realtà che sono la vera linfa della pallacanestro italiana.
Che dire della storia dei parametri che stanno strozzando un sacco di squadre in giro per l'Italia?
I parametri sono quell'invenzione diabolica che obbliga le società a versare 4.000 euro per la Serie C Dilettanti; 7.450 euro per la Serie B Dilettanti; 9.200 euro per la Serie A Dilettanti per giocatore che non sia Under-21.
Vi dico subito che la mia società, Roveleto in C Dilettanti, avendo, da regolamento, due Under-21, ha dovuto sborsare più di 30.000 euro. Ma vi sembra possibile?
Non vi sto ad angustiare su come vengono divisi i proventi di questa gabella ma potete immaginare il disastro che questo sta provocando non solo tra le società ma pure tra i giocatori. Oltre a questo c'è il regolamento distorto sull'obbligatorietà degli "Under" che ha creato una generazione di falsi illusi: giocatori che fino a quando hanno goduto della status di "Under" sono stati protagonisti di feroci trattative tra le varie squadre che pur di accapparsi gli elementi più appetibili, in relazione all'età, hanno dato vita a vere e proprie aste. E poi? Una volta usciti da questo "status" ed entrati nel vero mercato si sono trovati impreparati mentalmente e fisicamente.
Il protezionismo ha sempre fallito. Io, che vengo dai campionati minori, così come tanti altri miei colleghi della mia generazione siamo riusciti ad emergere senza alcun tipo di regolamento punitivo ma lasciando al libero mercato il compito di decidere...
Mario Boni

I più letti