giovedì 8 dicembre 2011 - 12:03
by Redazione Basketnet
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Fonte: www.basketmercato.com - Luca Virgilio
Gentile Junior: "Un consiglio che posso dare è quello di mettere tanto impegno e dedizione in quello che si fa perché alla fine il lavoro paga sempre"
D: Si sta avvicinando l'edizione 2011-2012 del Città di Roma, tu hai giocato questa manifestazione nella stagione 2008-2009 sfiorando la vittoria finale. Un brutto infortunio alla caviglia ti costrinse a saltare la finale ma giocasti comunque un grandissimo torneo viaggiando a 37,5 punti realizzati, 4,5 rimbalzi e 2 assist per gara. Che ricordi ti porti dietro di quell'esperienza?
R:"E' stata un esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti dei migliori prospetti europei.. Purtroppo l'infortunio alla caviglia mi ha escluso dalla finale ma nonostante ciò posso dire che abbiamo disputato un bellissimo torneo ed é stata una grande soddisfazione raggiungere la fase finale."
D:Sei uno dei pochi giovani del basket italiano che si può dire che "ce l'ha fatta". Che consiglio daresti ai tanti ragazzi che lavorano ogni giorno per poter calcare palcoscenici importanti?
R:"Un consiglio che posso dare è quello di mettere tanto impegno e dedizione in quello che si fa perché alla fine il lavoro paga sempre"
D: Hai avuto la possibilità di lavorare nei settori giovanili di Virtus Bologna e Benetton Treviso. Cosa ti ha convinto che andare via di casa e trasferirti in foresteria fosse la scelta migliore?
R:"Alla virtus ho passato un anno difficilissimo.Nessuno credeva in me e non avevo alcun tipo di fiducia da parte di nessuno, mi avevano addirittura suggerito di smettere. Questo momento difficile mi ha indotto a trasferirmi a Treviso in foresteria per la prima volta senza la famiglia. È stata un esperienza fantastica e mi ha permesso,grazie ai miei allenatori, di crescere molto sia come uomo che come giocatore"
D:Dal mondo delle giovanili al grande salto della Lega A, quanto cambia?
R: "Il basket professionistico è molto diverso dal basket delle giovanili. Il livello fisico e tecnico è molto alto e bisogna essere pronti anche dal punto di vista mentale."
D: Tra i giovani italiani chi sarà il prossimo Alessandro Gentile?
R:"Sinceramente è da tanto che non vedo partite di ragazzi giovani. Ho sentito parlare molto bene di Matteo Imbro e l'ho visto giocare una volta l'anno scorso. Penso che abbia molto talento e tanta faccia tosta, secondo me può farcela"
D: Si sta avvicinando l'edizione 2011-2012 del Città di Roma, tu hai giocato questa manifestazione nella stagione 2008-2009 sfiorando la vittoria finale. Un brutto infortunio alla caviglia ti costrinse a saltare la finale ma giocasti comunque un grandissimo torneo viaggiando a 37,5 punti realizzati, 4,5 rimbalzi e 2 assist per gara. Che ricordi ti porti dietro di quell'esperienza?
R:"E' stata un esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti dei migliori prospetti europei.. Purtroppo l'infortunio alla caviglia mi ha escluso dalla finale ma nonostante ciò posso dire che abbiamo disputato un bellissimo torneo ed é stata una grande soddisfazione raggiungere la fase finale."
D:Sei uno dei pochi giovani del basket italiano che si può dire che "ce l'ha fatta". Che consiglio daresti ai tanti ragazzi che lavorano ogni giorno per poter calcare palcoscenici importanti?
R:"Un consiglio che posso dare è quello di mettere tanto impegno e dedizione in quello che si fa perché alla fine il lavoro paga sempre"
D: Hai avuto la possibilità di lavorare nei settori giovanili di Virtus Bologna e Benetton Treviso. Cosa ti ha convinto che andare via di casa e trasferirti in foresteria fosse la scelta migliore?
R:"Alla virtus ho passato un anno difficilissimo.Nessuno credeva in me e non avevo alcun tipo di fiducia da parte di nessuno, mi avevano addirittura suggerito di smettere. Questo momento difficile mi ha indotto a trasferirmi a Treviso in foresteria per la prima volta senza la famiglia. È stata un esperienza fantastica e mi ha permesso,grazie ai miei allenatori, di crescere molto sia come uomo che come giocatore"
D:Dal mondo delle giovanili al grande salto della Lega A, quanto cambia?
R: "Il basket professionistico è molto diverso dal basket delle giovanili. Il livello fisico e tecnico è molto alto e bisogna essere pronti anche dal punto di vista mentale."
D: Tra i giovani italiani chi sarà il prossimo Alessandro Gentile?
R:"Sinceramente è da tanto che non vedo partite di ragazzi giovani. Ho sentito parlare molto bene di Matteo Imbro e l'ho visto giocare una volta l'anno scorso. Penso che abbia molto talento e tanta faccia tosta, secondo me può farcela"
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