martedì 7 febbraio 2012 - 12:49
by Redazione Basketnet
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Fonte: il Cittadino di Lodi - Luca Mallamaci
Il patron dell'Assigeco aveva studiato il progetto quando era presidente della Lnp. "Un solo campionato professionistico, proprio come auspicavo io".
Il consiglio federale tenutosi venerdì e sabato a Roma, tra i vari punti in discussione, ha approvato a larga maggioranza (18 voti favorevoli, solo LegaDue e Lnp contrari) la nuova struttura dei campionati nazionali italiani di pallacanestro.
Il consiglio federale tenutosi venerdì e sabato a Roma, tra i vari punti in discussione, ha approvato a larga maggioranza (18 voti favorevoli, solo LegaDue e Lnp contrari) la nuova struttura dei campionati nazionali italiani di pallacanestro.
La riforma, sostanziosa e di notevole impatto, destinata a modificare il panorama cestistico nazionale nel giro di un paio d'anni trova l'incondizionato consenso di Franco Curioni, patron dell’Assigeco ed ex numero uno della Lnp.
"Sono contento perché l'impianto generale ricalca quello che a suo tempo portavo avanti come presidente della Lnp discutendo con Maifredi, allora a capo della Fip - ricorda Curioni -. Ho avuto la possibilità di confrontarmi diverse volte con Dino Meneghin, con il quale mi complimento per la forza avuta nel portarla a termine. Nonostante la critiche sui media, Dino è il presidente che sta rivoluzionando il basket italiano: questa riforma va nella direzione giusta. Ci potranno essere miglioramenti ma fondamentalmente favorisce la crescita dei nuovi Gallinari, anche se un altro come lui sarà difficile trovarlo, Aradori e Simoncelli in ottica Nazionale e Serie A, abbattendo i costi e valorizzando l'impegno nel settore giovanile".
Lo schema generale della riforma prevede una Serie A professionistica vertice del movimento, che nel giro di tre stagioni torna a 16 squadre, seguita da una seconda lega dilettantistica formata da 32 squadre suddivise in due gironi “Gold” e “Silver” (due stranieri e otto italiani, con under obbligatori, stesse regole e play off/play out congiunti), poi quattro gironi di B Nazionale a 16 squadre e dodici gironi di C (gestisti dai comitati locali).
"Sono contento perché l'impianto generale ricalca quello che a suo tempo portavo avanti come presidente della Lnp discutendo con Maifredi, allora a capo della Fip - ricorda Curioni -. Ho avuto la possibilità di confrontarmi diverse volte con Dino Meneghin, con il quale mi complimento per la forza avuta nel portarla a termine. Nonostante la critiche sui media, Dino è il presidente che sta rivoluzionando il basket italiano: questa riforma va nella direzione giusta. Ci potranno essere miglioramenti ma fondamentalmente favorisce la crescita dei nuovi Gallinari, anche se un altro come lui sarà difficile trovarlo, Aradori e Simoncelli in ottica Nazionale e Serie A, abbattendo i costi e valorizzando l'impegno nel settore giovanile".
Lo schema generale della riforma prevede una Serie A professionistica vertice del movimento, che nel giro di tre stagioni torna a 16 squadre, seguita da una seconda lega dilettantistica formata da 32 squadre suddivise in due gironi “Gold” e “Silver” (due stranieri e otto italiani, con under obbligatori, stesse regole e play off/play out congiunti), poi quattro gironi di B Nazionale a 16 squadre e dodici gironi di C (gestisti dai comitati locali).
Il consiglio federale ha nominato una commissione composta dai rappresentanti di tutte le componenti coinvolte (Lega Serie A, LegaDue, Lnp, Giba, Cna e comitati regionali rappresentati dal presidente lombardo Enrico Ragnolini) che avrà il compito, entro il prossimo consiglio federale di metà aprile, di approfondire normative e tempistiche riguardanti l'assetto da dare ai campionati.In pratica nella seconda serie nazionale il girone “Gold” assorbirà le attuali squadre di LegaDue, il “Silver” il 60% della Dna (16 su 24) con le restanti destinate a confluire in B con tutta la Dnb e le migliori di Dnc.
"I dettagli saranno studiati dalla commissione: per ora conta il cambio alla radice del basket italiano - continua Curioni -. La riforma incide in senso positivo su quello che deve essere il target del nostro movimento: lanciare e far giocare i giocatori italiani per avere dei risultati tangibili a breve termine. Lo spettacolo? Gli stranieri danno qualcosa in più, il campo darà una risposta. Come ho già avuto modo di ricordare bisogna interrogarsi su cosa ci si può permettere in questo momento di crisi economica. Prevedendone gli sviluppi ho fatto uscire con una scelta dolorosa in anticipo l'Assigeco dalla LegaDue, campionato che tecnicamente si attagliava alla nostra realtà".
Dove si potrebbe riposizionare il club rossoblu?
"I dettagli saranno studiati dalla commissione: per ora conta il cambio alla radice del basket italiano - continua Curioni -. La riforma incide in senso positivo su quello che deve essere il target del nostro movimento: lanciare e far giocare i giocatori italiani per avere dei risultati tangibili a breve termine. Lo spettacolo? Gli stranieri danno qualcosa in più, il campo darà una risposta. Come ho già avuto modo di ricordare bisogna interrogarsi su cosa ci si può permettere in questo momento di crisi economica. Prevedendone gli sviluppi ho fatto uscire con una scelta dolorosa in anticipo l'Assigeco dalla LegaDue, campionato che tecnicamente si attagliava alla nostra realtà".
Dove si potrebbe riposizionare il club rossoblu?
"Non facciamo voli pindarici - risponde Curioni -. Vediamo se il secondo campionato diventa dilettantistico, sempre ricordando il nodo della capienza del “Campus".
Dopodomani il palazzetto di Codogno ospita il big match della Dna con la capolista Omegna.
"Una squadra forte, meritatamente prima, con tifosi simpatici e dirigenti appassionati - chiosa il presidente dell'Assigeco -. Malgrado l'inclemenza del tempo mi aspetto il pienone, in linea con il sensibile aumento di spettatori, sugli 850/900 presenti, degli ultimi tempi, grazie anche alla propaganda fatta dai giocatori nelle scuole".
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