sabato 11 febbraio 2012 - 15:53
by Redazione Basketnet
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Fonte: La Provincia - Fabio Cavagna
"Pallacanestro Cantù? Una società splendida e una realtà emergente del basket europeo. Lo sostengo non tanto sulla base dei pur eccellenti risultati ottenuti sul campo ma della serietà e dello spirito di collaborazione che sta dimostrando il club nei riguardi dell'Eurolega. Personalmente sono felicissimo di aver conosciuto una società italiana tanto avveduta e all'avanguardia quale questa Cantù".
Jordi Bertomeu è il "capo" dell'Eurolega. Alludessimo alla Nba verrebbe definito un commissioner alla Stern.
Alla voce basket, l'Eurolega rappresenta il secondo movimento al mondo per rilevanza, e Bertomeu ricopre dunque una carica di altissimo profilo oltre che di notevole prestigio.
Il dirigente spagnolo era alla Nokia Arena non in veste ufficiale ma da spettatore incuriosito perché "voglio gustarmi dal vivo una grande partita" osservava prima che la sfida avesse inizio. E allora il discorso non poteva che scivolare sulla Bennet.
"Ciò che sta dimostrando Cantù come squadra è sotto gli occhi di tutti. Presentandosi da neofita, dapprima disputando un'ottima regular season con la conseguente e meritata qualificazione alle Top16 e ora persino guadagnandosi la possibilità di proseguire il cammino nei quarti di finale. Ma io non sono un tecnico e dunque non entro nel merito di tali questioni. Piuttosto, prendo atto con estrema soddisfazione dell'affidabilità che questo club sta esibendo alla sua prima partecipazione a una rassegna come l'Eurolega. Prestigiosa, di indubbio fascino, di spiccato richiamo, ma pure particolarmente esigente con le realtà che la compongono. Ebbene, Cantù sta rispondendo con molta maturità. Della proprietà Cremascoli non posso far altro che parlarne un gran bene".
Chi conosce anche solo in maniera superficiale Jordi Bertomeu, sa che non si tratta di un personaggio che dispensa elogi gratuitamente o soltanto per dovere istituzionale. No, anzi. Il dirigente spagnolo è uno che non le manderebbe a dire qualora le cose non funzionassero come il board dell'Eurolega gradirebbe. Il termine piaggeria non appartiene assolutamente al suo vocabolario.
"La scelta della società di eleggere Desio come campo da gioco per le partite europee si ò rivelata lungimirante. Quel palazzetto, pur non avendo la capienza di molli altri impianti europei, risulta praticamente sempre pieno. E in più, lì dentro si sente la passione. La si annusa, la si respira. La si avverte persino guardando le partite in televisione, come spesso ho fatto io".
Appunto, sinora il numero uno dell'Eurolega al Pala Desio non ha ancora messo piede...
"Contavo di presentarmi a Desio in occasione del prossimo match della Bennet con il Barcellona, ma in agenda è spuntato per quei giorni un appuntamento negli Stati Uniti che non posso disattendere. Se la Bennet si qualificherà per i quarti di finale, allora assicuro che dalle vostre parli verrò ben volentieri. E' una promessa".
Morale: magari Cantù non riuscirà a farsi trovare puntuale all'incontro perché il risultato che si è determinato l'altra sera alla Nokia Arena rischia di non far deporre per una tale ipotesi, ma se anche dovesse saltare questo rendez vous al PalaDesio la credibilità che nel frattempo è stata riconosciuta alla società brianzola appare destinata a staccare dividendi in tempi brevi. Insieme a quelli ottenuti sul campo, è un altro successo mollo importante.
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