domenica 19 febbraio 2012 - 08:01
by Redazione Basketnet
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Fonte: www.bolognabasket.it - Davide Lugli
Arriva la corazzata Scafati e debutta Dupree in maglia Andrea Costa. Il tutto andrà in scena domani alle 18.15 al Cattani. Imola viene dalla roboante, per mezzi messi in campo e per punteggio finale, vittoria contro Verona e vuole far vedere che la retta via è ritrovata.
Dall’altra parte c’è una squadra che non ha certo bisogno di presentazioni. Bastano i nomi. Da Marigney a Radulovic, da Levin a Thomas senza dimenticare il solito utilissimo Ghiacci. Una squadra che forse farebbe la sua bella figura anche in categoria superiore, insomma, per i nomi che mette in campo.
E Scafati viene a Faenza proprio per continuare la sua cavalcata verso la massima serie, ben sapendo di affrontare una squadra che di quadrato in questo momento ha poco, ma che vuole comunque riprendere un discorso con la vittoria che, fino alla partita con Verona, è stato un qualcosa di innominabile e quasi dimenticato.
Debutta il nuovo americano di Imola che deve far dimenticare, ma si immagina sia qualcosa di veramente facile, la parentesi di un connazionale, Daniels, che poco ha fatto e ancor meno lasciato da queste parti.
Con la serie A ferma per la coppa Italia, i riflettori saranno puntati per diverse ragioni proprio su Faenza. Il perché è facile da capire in quanto si affrontano due squadre che hanno da dire la loro in contesti importanti anche se distanti come la terra e il sole.
Come detto i campani arrivano come una delle favorite del campionato e sono forti dell’aver trovato una chimica di squadra che mancava in trasferta e aveva di fatto rallentato la loro corsa verso i piani alti.
Ora è tutto diverso con Griccioli che sembra aver messo a posto il motore della sua compagine e i risultati, anche se a singhiozzo, arrivano anche lontano dal palaMangano, dove Scafati risulta di fatto imbattibile.
E questa non è certo una buona notizia per i biancorossi che sono alla ricerca di una continuità che li traghetti fuori dalle acque pericolose della zona retrocessione.
La vittoria con Verona è arrivata al momento giusto ridando grinta ed energia ad un ambiente che stava quasi tirando i remi in barca. Il tutto figlio di infortuni e sfortuna ma soprattutto di gestioni poco oculate nei finali di gara, con gli uomini di Fucà che spesso e volentieri hanno gettato via vittorie già conquistate regalando di tutto agli avversari di turno nei finali di partita, vedi Jesi e Barcellona.
Ora con Dupree, la squadra dovrebbe aver chiuso quel cerchio sempre rimasto a mezza via a causa delle continue defezioni culminate con il taglio di Daniels e l’operazione di Andreaus.
Certo, avversario peggiore non poteva capitare in questo momento, ma è anche chiaro che, forse, è meglio incontrare oggi una squadra come Scafati che non nelle ultime decisive giornate quando il peso dei due punti diventa un vivere o morire senza ulteriore scelta.
L’unica incognita per il nuovo americano è l’adattabilità a un campionato che non conosce e a regole che in Europa ha visto, per molto poco tempo, solo in quel anno passato a Bonn. Fortuna sua però è che a fianco avrà un Kotti che da qualche partita a questa parte sembra tutto un altro giocatore rispetto a quello visto fino alle feste natalizie.
Di contro c’è la condizione di Bruttini, decisamente involuto rispetto ai progressi che l’avevano portato ad essere necessario per Imola e che ora, con l’arrivo di Dupree, rischia seriamente di vedere la partita più seduto in panca che in campo.
Ci sono tante incognite per la partita di domani che vede comunque favorita Scafati non solo per i nomi che compongono il suo importante roster, ma più che altro per quella chimica che ha e che manca, per ovvi motivi, ancora ai biancorossi.
La speranza vera per domani è rivedere gente al Cattani, visto che nell’incontro infrasettimanale con Verona il palazzo di Faenza sembrava davvero essere una cattedrale nel deserto e, soprattutto, che Imola faccia vedere che ha ancora qualcosa da dire in un campionato, finora, molto deludente anche se con tanti alibi.
Arbitri dell’incontro i sigg. Pascotto, Bartoli e Cappello.
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