Vittorio D’Alessandro, avvocato dello Scafati Basket, commenta il rigetto del ricorso avverso la squalifica di Ghiacci

L’avv. Vittorio D’Alessandro, che ha tentato inutilmente di far valere le buone ragioni dello Scafati Basket e dell’atleta Andrea Ghiacci, discutendo personalmente il ricorso nel primo pomeriggio di venerdì a Roma innanzi alla Commissione Giudicante Nazionale, intende ritornare sull’argomento e sottolineare con fermezza che la situazione verificatasi risulta del tutto inaccettabile nei campionati professionistici nazionali di pallacanestro dove, a fronte di investimenti notevolissimi da parte delle società, si deve assistere all’impotenza dei giudici sportivi ingabbiati da regolamenti oramai al di fuori dei tempi.
L’accaduto deve far riflettere molto tutti gli addetti ai lavori perché, a prescindere dall’episodio, a tutte le società di Lega A o di Legadue potrà capitare di dover tentare di smontare le risultanze di un referto arbitrale per fatti accaduti dopo la gara e descritti, in buona fede, dagli arbitri nell’immediatezza dei fatti e, quindi, ancora sotto “stress” a cui anch’essi sono sottoposti.
Nei campionati professionistici è fatto noto che tutte le società hanno la disponibilità immediata del filmato e, quindi, tutte le società, nessuna esclusa, potrebbe farne uso quando le immagini smentiscono in maniera clamorosa le risultanze del rapporto degli arbitri, vista l’impossibilità di ricorrere ad altri mezzi di prova.
Pertanto non si comprende perché la federazione non intervenga con una leggera modifica dell’art. 4 bis del Regolamento di Giustizia, introdotto nel lontano 2006, che consente già l’uso delle immagini ma in maniera molto limitata e solo in casi particolari e sempre su ricorso della sola Procura Federale.
Per cambiare basterebbe una semplice delibera del consiglio federale e potrebbe bastare anche concedere, ai soli Giudici di secondo grado, la facoltà di visionare le immagini e lasciar loro,poi, la possibilità di decidere se servirsene o meno.
“Cui prodest” invece questa ostinazione a non cambiare le regole almeno limitatamente ai campionati professionistici?
Ma questo non è un aspetto puramente tecnico e, quindi, è opportuno che altri tentino di fornire una adeguata risposta.
Altro aspetto tecnico, però, che ugualmente andrebbe subito affrontato, per non restare sempre nel dilettantismo puro, sarebbe l’obbligo da parte del Giudice Sportivo di chiedere chiarimenti scritti agli arbitri, prima di applicare squalifiche, che non prevedono la commutazione automatica, allorquando il loro referto sia palesemente scarno e privo dei particolari necessari a far configurare, inequivocabilmente, le ipotesi di violazioni del regolamento previste dal legislatore, insomma, evitare giudizi frettolosi, che poi risultano, quasi sempre, ingiusti.
Data per scontata la buona fede di tutte le componenti che amministrano la giustizia nella pallacanestro non può non invocarsi a gran voce una sostanziale riforma dei regolamenti e delle procedure che risultano essere fuori dai tempi, fuori dal professionismo e che, inevitabilmente, finiscono con l’incidere sulla regolarità dei campionati per la loro inadeguatezza.

I più letti