Alessandro Gentile si sfoga su Twitter

Alessandro Gentile

Alessandro Gentile

Pubblica un fotomontaggio contro la Mens Sana.
Il giovane giocatore dell'Armarni ha violato il regolamento sportivo dando giudizi lesivi della reputazione della terna arbitrale.  
Sfogarsi su un social network può anche essere normale, soprattutto se si è delusi e se si hanno 20 anni. Se però si è un personaggio pubblico e si svolge una professione in cui vige un regolamento, il discorso cambia. 
Così un fotomontaggio pubblicato su Twitter poche ore dopo la sconfitta in semifinale con la Mens Sana potrebbe costare caro ad Alessandro Gentile, figlio di Nando (ex mensanino, anche se per pochi mesi) e uno dei talenti più cristallini dell'intero movimento italiano.
Neil' immagine incriminata si vedono i volti dei tre arbitri di sabato Facchini, Paternicò e Sabetta "montati" sui corpi di altrettanti giocatori della Montepaschi. Intorno, una serie di scritte "Mvps" che inneggiano a un presunto schieramento della terna dalla parte dei campioni d'Italia. 
Anche una cosa spiritosa e ironica, se vogliamo, come se ne vedono tante sul web. Peccato che vada a violare un articolo del regolamento di giustizia della Fip, precisamente il numero 2. 
Andiamo a leggerlo. 
"Obbligo di lealtà e correttezza 
(l)Tutti i tesserati, i giocatori, gli allenatori, i dirigenti delle società affiliate, gli arbitri, gli ufficiali di campo e tutti gli associati in genere hanno il dovere di comportarsi con lealtà e correttezza, osservando scrupolosamente tutte le disposizioni che regolano l'esercizio e la partecipazione allo sport in generale ed alla pallacanestro in particolare. 
(2)A tutti è fatto divieto di esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di persone o enti parimenti operanti nell'ambito federale, nonché di fare comunicati, concedere interviste o dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardino fatti per i quali siano in corso di emanazione provvedimenti da parte degli Organi di Giustizia federale. 
(3)1 tesserati sono tenuti all'osservanza del codice di comportamento sportivo, la cui violazione costituisce grave inadempienza, passibile di adeguate sanzioni". 
Gentile è inciampato nel paragrafo 2, come appare evidente. È nel 3 si parla esplicitamente del rischio di "adeguate sanzioni". 
Il giocatore, poco dopo, ha cancellato il post (o tweet, come si chiama in gergo), ma era troppo tardi: c'è chi lo ha salvato e lo ha diffuso in rete. 
Adesso tocca agli organi preposti decidere se si tratti di una ragazzata o se la cosa merita una punizione. 
Certo è che ha infiammato l'atmosfera a poche settimane dal big match di campionato, in programma in viale Sclavo. 
Quel giorno il figlio del grande Nando non sarà accolto come un trionfatore, questo è sicuro. 
Alessandro Gentile

I più letti