In un libro la storia di Abdul Jeelani

La vita di Abdul Jeelani, al secolo Gary Cole, passata tra tiri a canestro e disavventure che lo portarono a vivere da senzatetto. Poi il ritorno al basket ma questa volta per insegnarlo ai bambini di periferia. 
Questa ed altre storie sono al centro del libro 'Abdul Jeelani, ritorno a colori' scritto dall'imprenditore e presidente della Lazio Basket Simone Santi
Dopo gli anni del successo in Italia, indossando la maglietta prima della Lazio Basket poi della Libertas Livorno, il cestista statunitense si ritirò ma perse prima il lavoro e poi fu operato tre volte per un tumore.
Convertito all'Islam Jeelani nel 2011 torna in Italia grazie a Simone Santi che lo ingaggiò per insegnare la pallacanestro ai ragazzi di alcuni centri in periferia. 
Alla presentazione del volume questo pomeriggio erano presenti tra gli altri il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e l'ex assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi
"E' stata una sorpresa leggere questo libro - ha commentato Croppi - in cui si intrecciano diversi filoni e significati. Viviamo in una società che induce al cinismo e in tempi di grande confusione questo libro ci regala qualche speranza". 
"Un libro importante - ha detto Zingaretti - perché sono racconti di esperienza di vita, di belle storie che regalano una boccata d'ossigeno. Lo sport ha un valore non solo per chi lo pratica ma anche una funzione sociale di grandissima rilevanza. E il progetto Colors portato avanti da Jeelani e Santi è bellissimo perché cambia la realtà". 
"Tornare in Italia? Mi sono sentito a casa - ha raccontato Abdul Jeelani - Dare ora ai ragazzi con 'Colors' la stessa possibilità che è stata data a me di risollevarmi è una cosa unica. Io dico sempre: one world, one love". 

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