Minucci: "Un altro successo frutto del nostro lavoro"

Ferdinando Minucci

Ferdinando Minucci

"Mens Sana vince grazie a città, istituzioni, sponsor, giocatori, staff tecnico e medico, società. Finalmente si sono visti insieme Andersen e Lavrinovic come era nei nostri programmi iniziali". 
 La Mens Sana ha impresso a lettere di fuoco l'ennesimo record nella storia del basket italiano. Domenica sera, sollevando la quarta Coppa Italia consecutiva, è diventata la società che ne ha vinte di più in maniera consecutiva. Treviso (per 2 volte) e la grande Ignis Varese si sono fermate a quota 3, e già le loro erano state imprese magnifiche. 
Siena ha saputo fare di meglio, con classe, senza appoggiarsi a polemiche e rimanendo impassibile davanti ai polveroni sollevati da altri per inquinare le acque e le gioie dei trionfatori. 
Emblematiche le accuse all'arbitraggio della semifinale che sono sfociate anche nel caso "Gentile-Twitter". 
Guardando il trofeo del poker, il presidente Ferdinando Minucci non può che essere orgoglioso. 
"Bisogna impegnarsi a fondo per ottenere risultati del genere - sottolinea. - Occorre rimanere sempre concentrati e con i piedi a terra, e non è semplice, ma ormai il modo in cui raggiungiamo certi traguardi è una sorta di marchio di fabbrica. Abbiamo anche la fortuna di avere al nostro fianco una città che ci segue con passione, istituzioni attente e, soprattutto, il Monte dei Paschi, il nostro sponsor, che ci permette di puntare in alto ottenendone in cambio un importante ritorno in termini di immagine. Anche a Torino è stata celebrata la piccola provinciale che si è scontrata con il grande basket e ne è uscita a testa alta grazie a un progetto vincente". 
Alla vigilia quanto credevate alla possibilità di portare a casa l'ennesimo alloro? 
"Più che sulle chance di vittoria, noi ci concentriamo sul lavoro. Crediamo in quello che facciamo, poi si sa, vittorie e sconfitte arrivano per un pallone che entra o esce. Certo, il record che abbiamo appena conquistato regala un sapore di impresa che ci rende ancora più fieri. Tutti noi puntiamo ai medesimi obiettivi: giocatori, staff tecnico e medico, la società sempre presente anche nelle piccole cose, anche nei dettagli più insignificanti. Questa è la vera differenza tra vincere e continuare a farlo, tra conquistare una soddisfazione e pianificare qualcosa di importante e solido che non si fermi al singolo successo". 
Certo che, questa volta, la Montepaschi non si presentava proprio al top all'appuntamento di Torino. Ma il risultato non è cambiato... 
"In verità, da 2 stagioni ci troviamo a lavorare per costruirci una nuova identità, ma questa volta il cammino non è ancora concluso. L'anno scorso abbiamo visto partire 5 elementi come Mclntyre, Sato, Domercant, Eze e Hawkins ma li abbiamo sostituiti con giocatori straordinari che ci hanno permesso di vincere subito. In estate, per poter prendere Andersen siamo stati costretti a fare una scommessa su una pedina inesperta che non conosceva l'Europa, ma con Summers non abbiamo avuto la stessa fortuna che con Hairston. Se a questo si aggiungono gli infortuni e altre vicissitudini, praticamente non abbiamo mai visto giocare la squadra che avevamo costruito". 
Questo significa che la Mens Sana che domenica ha stritolato Cantù può fare addirittura meglio? 
"Nelle Final 8 abbiamo finalmente potuto schierare Andersen e Lavrinovic insieme, come era nelle nostre idee quando abbiamo assemblato la squadra, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma nella stagione in corso, era accaduto raramente di averli avuti in campo contemporaneamente". 
Le finali di Coppa Italia 2012 passeranno alla storia anche per le troppe polemiche che hanno circondato le vittorie di Siena... 
"Fa parte delle regole del gioco e lo sappiamo, anche se, sinceramente, mi sembra un atteggiamento un pò provinciale accampare scuse di fronte a un dominio così evidente e duraturo. Non c'è niente di male nell'ammettere che una squadra è superiore, e per fortuna tante testate giornalistiche lo hanno capito e ci danno ciò che meritiamo". 
Eppure c'è anche chi vi accusa di bloccare la crescita del movimento... 
"Ritengo che la presenza di 3 italiane nelle Top 16 di Euroleague sia anche merito nostro, che abbiamo stimolato il progresso delle altre formazioni, che oggi possono competere ai massimi livelli in Europa. Di questo Siena deve andare orgogliosa". 
Tracciando un bilancio delle Final 8, cosa si può dire? 
"A Torino si sono viste delle gran belle partite". 
E' d'accordo con chi dice che la vera finale è stata la sfida con Milano? 
"No. Con l'Emporio Armani abbiamo offerto una prova di enorme intensità che ci ha portato anche a +18 con il |pallone in mano. E' evidente che gli avversari, a quel punto, hanno tentato ogni carta per ribaltare il risultato, cambiando anche il piano tecnico. Questo può servire per vincere una partita, ma non è proponibile in una serie" .
Al momento, restano Milano e Cantù le avversarie più pericolose in chiave scudetto? 
"Questo è un campionato equilibrato, in cui siamo stati sconfitti anche da outsider che meritano il massimo rispetto, come per esempio Pesaro, Venezia, Caserta o Bologna, e che in una partita secca sono in grado di mettere in difficoltà chiunque. In una serie, invece, in ordine sparso direi che Milano e Cantù sono le più temibili".
Ferdinando Minucci

I più letti