martedì 21 febbraio 2012 - 09:56
by Redazione Basketnet
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E’ il giorno dopo il trionfo di Siena a Torino e la Gazzetta dello Sport dedica il richiamo in prima pagina a un articolo scritto da Simone Pianigiani in cui il tecnico senese spiega le sette regole d’oro per vincere sempre. Pianigiani le elenca partendo dalla società e dal modello: ‘Col Presidente Minucci noi vogliamo creare un clima culturale, fondato sul miglioramento costante, partita per partita, allenamento per allenamento, pallone dopo pallone. La valutazione del nostro percorso è fondato su questo”.
Seguono poi gli altri segreti che sono: l’autoreferenzialità (cioè la necessità di annullare l’emotività e la umoralità); la “seconda squadra” intesa come lo staff che non va in campo ma è ugualmente decisiva; poi la chiarezza sui ruoli; l’azzeramento della cultura degli alibi: la strategia sui nuovi acquisti e la loro condivisione, e infine l’aspetto umano.
Ancora sulla Gazzetta una pagina è dedicata ai trionfatori di Torino: Luca Chiabotti titola “Epopea Siena, sempre diversa e sempre vincente”. Soffermandosi su quella eroica di un anno fa che conquistò la Final Four senza Mc Callebb. Su quella classica che ha conquistato l’ultimo scudetto; su quella attuale nel segno della coppia Lavrinovic-Andersen, chiudendo poi con la forza del sistema: “Quello nel quale è normale giocare con Rakocevic al posto di Lavrinovic e viceversa poche ore dopo. Siena cambia uomini e assetti tattici ma resta sempre se stessa, non solo in difesa. Ecco perché è difficile batterla. Prima devi riuscire a prenderla”.
Sulla rosea un box è dedicato anche alla gaffe di Alessandro Gentile che ha messo su Twitter un fotomontaggio con i 3 arbitri della semifinale tra Siena e Milano (Facchini, Paternicò e Sabetta) in maglia Mps poi tolto con le virgolette del giocatore che spiega: “Ma non abbiamo perso per colpa degli arbitri. Mi faceva solo ridere”.
Il Corriere dello Sport unisce i trionfi di Siena con quelli di Trento vincitrice della Coppa Italia di volley e dominatore del campionato sotto rete: “Siena e Trento cannibali” titola a tutta pagina il quotidiano romano: “Il segreto? Non i soldi” scrive Barocci nel suo commento indicando nella chiarezza dei ruoli in ogni settore, un solo dirigente come il Presidente Minucci a decidere la programmazione e la fiducia nel suo sistema le chiavi del successo.
L’abbinamento della Montepaschi spiega Barocci “…da solo non avrebbe permesso di conquistare consecutivamente cinque titoli italiani quattro coppe Italia, cinque supercoppe…
Se alla base del successo ci fossero esclusivamente i soldi da molti anni avremmo molti vincitori nella pallacanestro italiana. Treviso, Roma, Bologna negli ultimi anni hanno speso cifre consistenti per spezzare il dominio senese, vedendo continuamente frustrati i loro sforzi”.
Infine Tuttosport: anche qui una pagina è dedicata alla Montepaschi dove Piero Guerrini sposta già il discorso dalla Coppa Italia alla Eurolega: “Siena in Europa, da finale”, evidenziando l’obiettivo senese che ora è quello di vincere il girone di Top 16 per sperare di incrociare il Cska Mosca soltanto nell’epilogo di Istanbul: “Sarebbe l’ennesima impresa – scrive Guerrini - di una società che davvero dovrebbe essere portata ad esempio nello sport italiano, non soltanto nel basket. Con un presidente che si assume responsabilità e mette lo staff tecnico (di primissimo livello) nelle condizioni di lavorare e sviluppare le qualità dei giocatori. Sembra facile, a dirsi, evidentemente non lo è se da anni ci riesce soltanto la Montepaschi”.
Seguono poi gli altri segreti che sono: l’autoreferenzialità (cioè la necessità di annullare l’emotività e la umoralità); la “seconda squadra” intesa come lo staff che non va in campo ma è ugualmente decisiva; poi la chiarezza sui ruoli; l’azzeramento della cultura degli alibi: la strategia sui nuovi acquisti e la loro condivisione, e infine l’aspetto umano.
Ancora sulla Gazzetta una pagina è dedicata ai trionfatori di Torino: Luca Chiabotti titola “Epopea Siena, sempre diversa e sempre vincente”. Soffermandosi su quella eroica di un anno fa che conquistò la Final Four senza Mc Callebb. Su quella classica che ha conquistato l’ultimo scudetto; su quella attuale nel segno della coppia Lavrinovic-Andersen, chiudendo poi con la forza del sistema: “Quello nel quale è normale giocare con Rakocevic al posto di Lavrinovic e viceversa poche ore dopo. Siena cambia uomini e assetti tattici ma resta sempre se stessa, non solo in difesa. Ecco perché è difficile batterla. Prima devi riuscire a prenderla”.
Sulla rosea un box è dedicato anche alla gaffe di Alessandro Gentile che ha messo su Twitter un fotomontaggio con i 3 arbitri della semifinale tra Siena e Milano (Facchini, Paternicò e Sabetta) in maglia Mps poi tolto con le virgolette del giocatore che spiega: “Ma non abbiamo perso per colpa degli arbitri. Mi faceva solo ridere”.
Il Corriere dello Sport unisce i trionfi di Siena con quelli di Trento vincitrice della Coppa Italia di volley e dominatore del campionato sotto rete: “Siena e Trento cannibali” titola a tutta pagina il quotidiano romano: “Il segreto? Non i soldi” scrive Barocci nel suo commento indicando nella chiarezza dei ruoli in ogni settore, un solo dirigente come il Presidente Minucci a decidere la programmazione e la fiducia nel suo sistema le chiavi del successo.
L’abbinamento della Montepaschi spiega Barocci “…da solo non avrebbe permesso di conquistare consecutivamente cinque titoli italiani quattro coppe Italia, cinque supercoppe…
Se alla base del successo ci fossero esclusivamente i soldi da molti anni avremmo molti vincitori nella pallacanestro italiana. Treviso, Roma, Bologna negli ultimi anni hanno speso cifre consistenti per spezzare il dominio senese, vedendo continuamente frustrati i loro sforzi”.
Infine Tuttosport: anche qui una pagina è dedicata alla Montepaschi dove Piero Guerrini sposta già il discorso dalla Coppa Italia alla Eurolega: “Siena in Europa, da finale”, evidenziando l’obiettivo senese che ora è quello di vincere il girone di Top 16 per sperare di incrociare il Cska Mosca soltanto nell’epilogo di Istanbul: “Sarebbe l’ennesima impresa – scrive Guerrini - di una società che davvero dovrebbe essere portata ad esempio nello sport italiano, non soltanto nel basket. Con un presidente che si assume responsabilità e mette lo staff tecnico (di primissimo livello) nelle condizioni di lavorare e sviluppare le qualità dei giocatori. Sembra facile, a dirsi, evidentemente non lo è se da anni ci riesce soltanto la Montepaschi”.
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