martedì 21 febbraio 2012 - 15:09
by Redazione Basketnet
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Fonte: Corriere Adriatico - MIRKO FACENDA
Mentre la serie A premia Hackett, Dalmonte indica la strada alla Vuelle.
Ieri a Quattro Castella, nella suggestiva cornice del Castello di Bianello, Daniel Hackett ha ritirato il premio Pietro Reverberi, come miglior giocatore della stagione 2010-2011. Alla premiazione di Daniel hanno assistito mamma Katia, papà Rudy, giunto appositamente dall'America e la fidanzata Elisa.
Hackett succede nell'albo d'oro come "Miglior giocatore italiano" a Stefano Mancinelli, mentre gli altri premiati della serata sono stati Francesca Modica (miglior giocatrice), Andrea Trinchieri (miglior allenatore), Massimiliano Duranti (miglior arbitro), Alessandro Frosini (premio alla carriera), Settimo Pagnini (premio al personaggio), Giancarlo Cerutti (premio speciale per il contributo fornito al basket italiano), Andrea Barocci (miglior giornalista), Giovanni Lucchesi (premio speciale Fip), Pallacanestro Novellara (premio Piccinini, Progetto "Addiopizzo" Aquila basket Palermo (premio speciale) e Sergio Scariolo, a cui la Champion ha assegnato il premio come "Personaggio dell'anno 2011".
Intanto a coach Luca Dalmonte, abbiamo chiesto di tracciare un bilancio sui due match giocati in Piemonte dalla Scavolini Siviglia.
"Credo che dobbiamo avere la consapevolezza, di essere usciti a testa alta dalla final four di Torino. Dico final four perchè siamo usciti sabato sera e abbiamo giocato la semifinale, altrimenti avrei detto final eight. Penso però che dobbiamo anche essere arrabbiati e non possiamo pensare di essere soddisfatti. Bisogna che miglioriamo a livello mentale e non ci si deve accontentare, in modo da poter affrontare e quindi attaccare certe difese e non subirle fisicamente, visto che sabato abbiamo affrontato una difesa da Eurolega. Per fare questo, serve anche un miglioramento nelle esecuzioni offensive. Se vogliamo uscire dalla parte media della classifica e cercare di stabilizzarci nelle zone alte, non possiamo esimerci dal fare questo passo, visto che centimetri non possiamo acquisirne, così come peso e profondità in panchina. Non so se riusciremo a fare questo step, però dobbiamo provarci ad ogni costo, per acquisire quella forza interiore e durezza, che ci possano far fare un ulteriore salto di qualità sia in attacco die in difesa. La cosa fondamentale è che questa idea sia condivisa da tutti, perchè così da più forza all'idea stessa".
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