Il Pagellone della XXI giornata: Griccioli in Paradiso, FulgorLibertas Forlì all'inferno

Giulio Griccioli

Giulio Griccioli

VOTO 10 a Giulio Griccioli, poche parole e molti fatti. Prima viveva della luce riflessa di un certo Simone Pianigiani (molte parole molti fatti, tranne che in Nazionale), ora a suon di ‘W’ ma soprattutto di una stupenda e altrettanto semplice pallacanestro - chi ha detto che deve essere complicata? -, quella luce, ce l’ha puntata addosso tutta per lui. Bravissimo.
VOTO 9 a Michele Antonutti (12 punti, 10 rimbalzi, 2 recuperi), altro esempio di giocatore italiano medio-buono che, in un Paese normale, dovrebbe guardarla alla tele, la LegaDue, e giocare titolare dove si contano gli scudetti. Ma qui o sei Gallinari, Bargnani, Belinelli e allora ‘vai di la’ oppure se vuoi giocare più di 5 minuti ‘vai di giù’. Il marchese del Grillo.
VOTO 8 a Giacomone Eliantonio (17 con 6/11 dal campo ma soprattutto 7 rimbalzi, Caja avrà drizzato le orecchie...), a pensare male si potrebbe dire che a Carnevale ogni scherzo vale. A pensar bene, invece, ad Alice nel Paese delle Meraviglie rinsavita per una domenica. Alla buon’ora.
VOTO 7 a Tommy Rinaldi (14, 3/4 al tiro, 7/8 in lunetta, 4 rimbalzi), con gli auguri ritardati e incorporati, felice dell’incisione di un ragazzo che suda e sbava ogni singolo giorno e, finalmente, che incide pure "per chi guarda e passa" sulla salvezza. Ah, ovviamente: contro Canavesi e Baldassarre - non proprio Andersen e Stonerook - vale ma necessità di conferma. In Time.
VOTO 6 a Ronald Dupree (21, 10/14,5 rimbalzi e 3 assist), tendenzialmente sa far canestro, però speriamo che conosca anche il verbo "difendere" altrimenti se prima ci volevano due palloni adesso ce ne vorranno tre. Ah, si, anche a Roberto Rullo (14 e 5/6 dal campo), assassino finale di Forlì: avete presente il detto sparare sulla Croce Rossa? Ecco, uguale. Indelicato.
VOTO 5 a Trent Whiting (13 ma a babbo morto, 5 perse), avendo di lui una profonda e giustificata venerazione ci si rifiuta di credere che a 36 anni, e non essendosi mai risparmiato neanche il martedì mattina, si possa cominciare a intraprendere il viale dove cala il sole. Scricchiolii.
VOTO 4 a Nando Gentile, perché non puoi rischiare di perdere contro una squadra che farebbe fatica ad arrivare ai playoff in DNA e che l’unico americano che ha passeggia per il campo a cercar risposte sulla farfallina di Belen e poi fregiarti pure della coralità del tuo gruppo. Gruppo di recupero, bene che vada...Sottofondo.
VOTO 3 ad Andrea Pecile (0/7 da tre e -2) e Tre Kelley (0/3 da tre), fortuna che c’era qualche rimasuglio del Blizzard altrimenti si faceva prima ad andare al Luna Park a tirare gli anelli dentro le anatre di plastica. Mattonari.
VOTO 2 a Matteo Da Ros (0/1, 0/2 ai liberi e -1 in 8’) e ad Alessandro Piazza (0/2 da tre e -3 in 3’), dice ‘ah beh però come faccio a dimostrare il mio valore se gioco così poco?’. Fidatevi, alle volte quel poco basta e avanza. Meteoriti.
VOTO 1 a Dusan Vukcevic (8, 2/9) e Andrea Renzi (5, 1/6), aldilà del fatto che in due costano quasi la metà di 2-3 squadre che lottano per salvarsi, non possono scientificamente farsi sopraffare da Folarin Campbell e Giacomone Eliantonio. Insomma, sa di presa per quel posto li. E neanche piccola fra l’altro. Riflessologia.

VOTO 0 all’inevitabile caduta nel baratro della Forlì dei canestri e delle stranezze inspiegabili. Se hai 4.000 anime di media al Palazzo e non riesci a prendere uno meglio della riserva di Darryl Middleton prendendotela coi giornalisti e con la sfortuna che non ti ha permesso di sostituire, in 3 mesi, un playmaker, lo zero in pagella è anche troppo. Il grande freddo.
Giulio Griccioli

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