Sbezzi ricorre contro Comellini che viene deferito dalla Commissione Giudicante

Riccardo Sbezzi

Riccardo Sbezzi

Primo caso nel mondo degli agenti: Sbezzi ricorre contro Comellini che viene deferito dalla Commissione Giudicante FIP. Avrebbe contattato Crosariol e Giachetti, “controllati” dal procuratore ragusano.


Mondo strano quello degli agenti di basket: nonostante l'inquadramento avvenuto con l'istituzione dell'Albo dei Procuratori, a volte appare come una specie di giungla.
Vi sono agenti che in passato facevano i tifosi o persino i capi degli ultras, altri erano giornalisti professionisti, altri ancora offrivano servizi scouting, commercialisti; e poi ancora ex allenatori, ex giocatori o ex dirigenti. E poi ci sono agenti "amici" e agenti "nemici". Insomma, ce n'è per tutti e non ci si fa mancare nulla. E adesso, per la prima volta abbiamo anche il caso di un procuratore che avrebbe ottenuto il deferimento di un collega.
Questo, secondo le notizie in possesso di WorldBasket.com, grazie al ricorso proposto da Riccardo Sbezzi, iscritto ai Registro dei Procuratori FIP e uno dei “big” del settore (assistito nell’occasione da Enrico Cassì, fratello di Giuseppe Presidente della Giba), contro il collega Matteo Comellini, anche lui iscritto al Registro dei Procuratori FIP.
Sbezzi si è rivolto alla Commissione Giudicante della Fip contestando il provvedimento della Procura Federale FIP che aveva precedentemente rigettato la sua accusa archiviando il caso. Quale era stata la contestazione di Sbezzi? Comellini avrebbe contattato due giocatori, Andrea CROSARIOL e Jacopo GIACHETTI della Virtus Roma, legati alla “scuderia” di Sbezzi, cercando di convincerli ad interrompere il rapporto professionale con Sbezzi e a sottoscrivere un nuovo contratto con lui. Risultato parzialmente ottenuto se è vero che uno dei due giocatori, Giachetti, finiva per lasciare Sbezzi passando a Comellini.
Un comportamento che ha generato il sospetto quanto meno di condotta poco trasparente e di una violazione delle norme regolamentari e deontologiche in materia di rapporti tra procuratori e atleti. Il regolamento prevede infatti che un procuratore non possa intrattenere contatti con atleti seguiti da altri agenti, fatta eccezione per il periodo di tre mesi precedenti la scadenza dei contratti oltre ad un generale obbligo di rispettare i rapporti contrattuali dei colleghi astenendosi da azioni che possano indurre giocatori a revocare mandati ai loro attuali agenti. Così ha sentenziato la Commissione Giudicante, disponendo che la Procura Federale provveda ai deferimento di Comellini. A firmare il provvedimento è stato il vice presidente della Commissione Giudicante, Thomas Martone, titolare dello studio legale Martone & Martone assieme al fratello, Michel, giovanissimo vice del Ministro Elisa Fornero al dicastero del Lavoro nel Governo Monti e salito alla ribalta alcune settimane fa per la famosa frase con cui dava degli "sfigati" a quei giovani che non riescono a laurearsi entro i 28 anni (cosa che a lui è riuscita brillantemente). I due sono figli di una persona molto conosciuta nell’ambiente giudiziario italiano, il potente avvocato Antonio Martone che fu a sua volta presidente della Commissione Giudicante FIP. Nella sua lunga carriera Antonio Martone è stato tra l’altro presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, membro del Consiglio Superiore della Magistratura ed è stato ascoltato nella estate del 2010 come persona informata sui fatti nel caso della cosiddetta Loggia P3 che ha fatto tremare i palazzi del potere romano.
Riccardo Sbezzi

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