Mps. Prossimo traguardo il record di scudetti

Shaun Stonerook

Shaun Stonerook

Mai nessuno in Italia ne ha messi in bacheca sei di fila. 
All'indomani della fine del proprio sogno europeo, che si è fermato nei quarti di finale di Euroleague contro l'Olympiacos, Siena si risveglia raccogliendo le forze per l'ultimo obiettivo stagionale: quel sesto scudetto di fila che sarebbe record di ogni epoca per il basket italiano. Questo è dall'estate l'obiettivo della una stagione, anche se non mancavano i presupposti per tentare l'assalto continentale. 
La Montepaschi ha avuto la forza, nonostante i mille guai fisici, di vincere 12 delle prime 14 partite europee, ed e' stata l'unica in stagione a battere il Barcellona. La superiorità dei catalani e del Cska Mosca rendeva l'assalto al trono una missione impossibile, ma la qualità espressa sul campo aveva messo Siena subito alle loro spalle, con l'ambizione legittima almeno di andare alle Final 4. E anche la costruzione della squadra andava in questa direzione con l'innesto dì una stella assoluta per l'Europa come David Andersen, il centro che mancava allo scacchiere, reduce da due anni in Nba, e a stagione in corso anche il capocannoniere dell'ultima Euroleague, Igor Rakocevic. Per non parlare della conferma di Bo McCalebb, il play americano di passaporto macedone tra i migliori all'Europeo dell'estate scorsa. 
Ma se con le invidualità vinci le partite che valgono un trofeo, per arrivarci occorrono un sistema efficace e, soprattutto, gambe e polmoni. Ma il fiato, in un roster martoriato dagli infortuni, è venuto a mancare sui più belio. 
Lasciando perdere l'ingaggio sbagliato di Summers, come ammesso dallo stesso presidente Ferdinando Minucci ai momento di chiudere il rapporto con il capriccioso statunitense privo di carattere, la Mens Sama ha perso quasi subito il forte lituano Kaukenas, ha visto fermarsi di nuovo il suo connazionale Lavrinovic per i soliti problemi alla schiena, e anche in questi quarti è arrivata senza Michelori e perdendo a serie in corso Thornton. E' solo la punta dell'iceberg della stagione di sofferenza di un gruppo che ha pagato un conto salato a fattori come l'età media avanzata e tanti acciacchi da gestire. E' nata anche da qui la diversa energia che ha permesso ali'Olympìacos di travolgere la Montepaschi, ri- baltando i valori tecnici come l'anno scorso era riuscito a Siena proprio contro i Reds del Pireo. 
Il logorio del gruppo ha spìnto la società a programmare una radicale rifondazione estiva, che partirà dai 2 anni di contratto che rimangono con lo sponsor Montepaschi, ma anche dal fatto che metà dei contratti sono in scadenza e che il momento richiede una sensibile riduzione degli investimenti economici. Di questo ci sarà modo di parlare a tempo debito, adesso c'è una stagione da portare in fondo e gli sforzi si focalizzano sul record di scudetti consecutivi da appendere al soffitto. 
Per tagliare un traguardo da leggenda occorrerà respingere l'assalto delle ambiziose Cantù e Milano, ma anche delle agguerrite Bologna e Pesaro, senza perdere d'occhio chi vola senza aver niente da perdere, ovvero Sassari e Venezia. Resta una punta di rammarico per aver perso un treno europeo che non è detto che ripassi, vista la "rivoluzione" all'orizzonte. Ma in queste condizioni era difficile fare di più, e lo hanno capito anche ì tifosi, che ieri hanno fatto trovare ai giocatori uno striscione appeso alle balaustre esterne del palasport che danno sul parcheggio dove ì beniamini hanno lasciato le macchine per andare in trasferta: 
"Vittoriosi o sconfitti... Sempre al vostro fianco". Firmato Commandos Tigre. Più chiaro di così...
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