Alleanza Trinchieri-Scariolo contro Pianigiani?

Signore e Signori, questa è la settimana in cui si decide tutto e niente. Significato di tutto: alleanze più o meno concrete che servono per mettere le basi a risultati futuri. Significato di niente: risultati numerici che possono influenzare solo il presente. 
Può sembrare un rompicapo ma in realtà questa presentazione si svelerà nella sua cristallina chiarezza attraverso l'inconfutabile calendario: giovedì Cantù-Siena, domenica Milano-Cantù. Due terzi di un triangolare del quale prendiamo come buona la terza sfida già conclusa, visto che Milano-Siena si è risolta con sostanziale parità nelle due partite. 
Un filo conduttore, anzi, il filo conduttore? Andrea Trinchieri. Perché? E’ bastata una stagione al coach della Bennet Cantù per convincersi che la Guerra Santa da lui iniziata durante la scorsa finale scudetto contro il tiranno Siena avesse poche probabilità di essere vinta. La Supercoppa e la Finale di Coppa Italia devono avergli ulteriormente rafforzato l’idea, convincendo il coach poliglotta che fosse meglio mandare avanti altri: nuovi eredi, nuove forze designate, nuovi alleati per sfidare Siena. Lo ha confessato a Piero Guerrini su Tuttosport: “Inutile parlare di volata scudetto? Può essere naturale ridurre gli obiettivi in simili condizioni. In prima fila contro Siena? Milano, la società che certifica il momento (?): ha una grande struttura, uomini giusti e sono certo che alla fine avrà grandi risultati.”
Una benedizione in piena regola sulle ambizioni dei cugini milanesi, a confermare un'inedita alleanza lombarda che Trinchieri aveva già anticipato nei giorni successivi alla polemica innescata da Sergio Scariolo contro Simone Pianigiani sul part time azzurro. Era il 17 marzo. Queste le parole di Trinchieri: “Pianigiani è il ct giusto per la Nazionale? La risposta è: senza dubbio. Ma noi italiani siamo una razza particolare (…) E allora ecco che l'allenatore è importante per una squadra che è una conditio sine qua non per il movimento. Se non torna a fare grandi manifestazioni e vincere qualcosa, il momento oscuro perdurerà. Quindi il ct. ha tantissimo lavoro da fare, non bastano 24 ore. Non entro in strumentalizzazioni ma credo che la regola del full time va pensata per il tipo di impegno che richiede. E' molto più facile che quello della Spagna sia part time perché ha quattro generazioni di giocatori super rispetto al nostro, che ne ha pochi sparsi nel sommerso e che dovrebbe poter vedere giocare ogni giorno".  Un vero capolavoro di sofismo che però non nasconde il sostegno alla nuova Guerra Santa: che evidentemente Trinchieri, un anno dopo, preferisce provare a combattere in due (cugini). Forse solo mettendo le mani avanti in vista di una settimana in cui conta tutto e niente. Una sola conferma: il futuro del basket italiano, come dice Trinchieri, deve evidentemente dipendere solo dal Ct. Perché se dovesse dipendere da altri… allora be', oltre a Marconato (36 anni), Basile (36) e Cinciarini (26), neppure la progressista Cantù  potrebbe potrare niente alla causa.
C.B.

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