Oggi sui "Big Three". Milano-Cantù vs Siena, Sassari-Pesaro vs Milano. E Siena?

Oggi si che possiamo parlare di “Big Three”. Una giornata davvero sfiziosa per gli amanti del basket, o meglio, delle politiche di basket. Negli ultimi tempi si è parlato di aria rancida, di sudditanza, di alleanze, di designazioni. A scendere in campo sono adesso i presidenti, stuzzicati dall’intervista di qualche giorno fa di Livio Proli sul Corriere della Sera.

Oggi Proli parla a TuttoSport mentre dalle pagine del Corriere dello Sport sembra rispondergli Stefano Sardara, presidente di Sassari.

Andiamo con ordine.

Dopo la sparata al Corriere della Sera, Livio Proli sembra aggiustare i toni anche se la mira è sempre a fuoco: “Siamo la storia e vogliamo vincere. Con una lega unita il basket risorge”. Nell’intervista di Piero Guerrini il riferimento a Siena è d’obbligo: “Per vincere devi superare tutti. Certo, Siena resta la squadra da battere. Noi siamo a inizio ciclo, con una squadra giovane, una base solida: 7 giocatori sotto contratto per il prossimo anno. La continuità è la strada per vincere, tanto che quando scadranno i 3 anni di contratto di Scariolo gliene proporremo altri  tre. Arbitri? Nei playoff ci saranno i top e con designazioni attente il rischio di cose  strane è distante. Abbiamo mentalità positiva e fiducia”.

Una digressione. Proponiamo a Proli le stesse parole che abbiamo usato recentemente in risposta ad un lettore. Finchè si continuerà a parlare di arbitri di serie A e arbitri di serie B, finchè si continuerà a definire una designazione “più attenta” di un’altra, il basket non farà mai un passo avanti.

In questo senso Sardara, nell’intervista curata da Andrea Barocci sul Corriere dello Sport, sembra entrare nell’argomento sollevato da Proli: “Condivido il pensiero del presidente di Pesaro Del Moro su quanto dichiarato ultimamente da Livio Proli (il presidente di Milano ha parlato di «arbitraggi strani, reiteratamente strani» a favore di Siena). Proli è un grande manager abituato a vincere nel suo mondo. Ma Armani non è diventato il n. 1 della moda dicendo che Gucci o Fendi stavano gestendo un sistema: lo ha fatto sul campo, presentando il prodotto più bello. Capisco che chi sta al vertice è odiato, però se lui pensa di cambiare il mondo del basket con queste dichiarazioni incendiarie, alimentando sospetti... Io sono l'ultimo arrivato, e magari sarò un ingenuo, però tutto quello di cui Proli parla, io non lo vedo. Se avessi avuto un dubbio su arbitro, la prima cosa che avrei fatto sarebbe stato dirlo in assemblea di Lega. E non mi sembra di aver mai sentito in tale sede dichiarazioni simili da parte di Milano...”.

Manca la Gazzetta dello Sport. E anche qui la rivalità a distanza tra Siena e Milano viene messa sul piatto. Un piatto prettamente sportivo, finalmente, presentato da Jonas Maciulis nell’intervista curata da Giuseppe Nigro. “A Milano – ha detto il nuovo esterno del Montepaschi - mi usavano in modo diverso, in contropiede e sull'arco dei tre punti. Preferisco giocare sotto canestro, spingere, attaccare”.

Sulla scelta di Siena, Maciulis non cade nel vortice delle polemiche: “Mi piace di più il verde... (e in quanto lituano... n.d.r.) Non è strano, prendo le opportunità che si presentano. (Siena e Milano n.d.r.) Sono due squadre al top, Siena mi ha fatto l'offerta e Milano no”.

Infine l’inevitabile previsione sui play off: “Senza serie facili e con una finale tra Siena e Milano, anche se ho visto Cantù molto bene in Eurolega. Chi vincerà la finale? Stavolta penso di essere nel posto giusto”.

Si parla di basket. C’è spazio sui giornali. E’ il 25 aprile: tutto molto liberatorio. Un solo "prurito": ma Minucci non parla mai? 

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