Dove sono finiti: Luigi Ercolino

Luigi Ercolino

Luigi Ercolino

C’è stato un periodo in cui Avellino ha cessato di essere la realtà un po’ nascosta, ai margini dell’impero del basket che era stato per anni, per diventare una potenza del basket italiano: quel periodo è incarnato dalla proprietà della famiglia di costruttori Ercolino con il padre Vincenzo in testa e il figlio Luigi, nel ruolo di amministratore delegato a mettere in campo le idee vulcaniche ed ambiziose.
I risultati sono lì a dimostrarlo e sono quelli di più alto livello nella storia del basket irpino: una esaltante vittoria nella Coppa Italia 2008 sul campo della Virtus Bologna con una squadra che tutta Italia ha ammirato e che scopriva il talento di Marques Green e Devin Smith: un posto nell’Eurolega della stagione successiva dopo una semifinale contro la Lottomatica Roma. Ma soprattutto un grande restyling del PaladelMauro diventato nuovo e accogliente per l’avventura europea che richiedeva un impianto da 5.000 posti e soprattutto con tutte le infrastrutture necessarie. E ancora nel 2009 l’organizzazione della Final Eight di Coppa Italia terminata con un grande successo di pubblico. Gli Ercolino sono stati la prova concreta che anche al sud si poteva costruire qualcosa di bello, di organizzato e vincente.
Poi la crisi economica ha via via costretto il gruppo Ercolino al disimpegno sino alla decisione nella scorsa stagione di lasciare per favorire il passaggio a una nuova proprietà che non riesce però ancora a consolidarsi nonostante l’appoggio di politici, istituzioni e forze imprenditoriali locali.
Luigi Ercolino è così tornato a lavorare nell’azienda del padre ma la passione del basket gli è rimasta intatta: una passione che lo avrebbe portato, secondo alcune voci, nella scorsa stagione ad un importante contatto con l’Olimpia Milano per un ruolo dirigenziale nel club presieduto da Livio Proli. Nonostante non sia andato a buon fine, la voglia di Ercolino di rientrare nel mondo del basket è ancora grande e potrebbe concretizzarsi prima o poi in un incarico di manager in un club. L’azienda paterna può aspettare, in fondo Luigi è giovane e ha tempo per raccogliere l’eredità di papà Vincenzo. E il mondo del basket potrebbe così ritrovare un’importante risorsa che in questi anni ha avuto come suo modello Siena e l’esempio di Ferdinando Minucci, capace di portare Siena da una realtà provinciale a dominatrice in Italia e protagonista in Europa.
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