giovedì 10 maggio 2012 - 14:40
by Redazione Basketnet
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Fonte: Corriere Adriatico - DAVID LUCONI
Manca solo l'ufficialità ma l'ex general manager della Fabi Shoes, Gianmaria Vacirca, sarebbe ad un passo dalla Cimberio Varese. Per lui c'è pronto un ruolo incentrato sul marketing, ricerca risorse e rapporti con consorziati e sponsor nell'ottica di creare quella serie d'iniziative ed eventi che possano valorizzare il marchio storico della Pallacanestro Varese creando ulteriori legami col territorio nell'intento d'incrementare il numero dei partner.
Tramonta, dunque, il rumor che voleva l'ex dirigente, tra le altre, di Castelletto Ticino e Capo d'Orlando, nuovamente in sella alla Sutor come sembra, fortemente voluto dalla famiglia Fabi, attuale sponsor principale del club gialloblù, in particolar modo nella persona di Emanuele da tempo molto amico di Vacirca. Morta sul nascere, dunque, l'ipotesi di un ritorno alla Sutor di Vacirca attuale direttore della divisione Sports ed Entertainment dell'agenzia di procuratori sportivi Side by Side, è facile prevedere che l'intenzione della dirigenza gialloblù sia quella di confermare l'attuale general manager Alessandro Crovetti affidando, di conseguenza, ancora a Giorgio Valli la guida tecnica della squadra; chiaro che i due andrebbero a garantire la continuità di un progetto sportivo che seppur potrebbe passare di mano con la dipartita della triade Basso, Trapé e Cannella a favore di un allargamento societario, verrebbe portato avanti da chi come Crovetti e Valli tanto bene ha lavorato in seno alla società dallo scorso novembre quando Vacirca diede le dimissioni dopo la sconfitta interna contro Biella e Sharon Drucker, coach scelto in Israele per condurre la Fabi già nelle ultime partite della scorsa stagione, venne esonerato.
Prima di sedersi al tavolo delle trattative e mettere in piedi le strategie tecniche, è però necessario gettare le basi per il futuro e rispondere alle attese per la nascita del consorzio salva Sutor. A tal proposito, tra oggi o domani è atteso un nuovo incontro che coinvolga almeno quegli imprenditori che avrebbero almeno nelle intenzioni, aderito in origine all'iniziativa.
Il tutto nell'ottica di far partire un progetto che, altrimenti, nell'attesa di arrivare al numero minimo stabilito di 25 interessati alla creazione del consorzio, rischierebbe di arenarsi e, dunque, svanire.
Per adesso le adesioni al consorzio sarebbero poco più della metà rispetto a quelle stabilite ma l'idea di fondo è quella di far partire il tutto, cominciando a reperire le risorse da mettere sul piatto (quasi il doppio rispetto ai trenta mila euro inizialmente concordati) presentandosi così di fronte alla triade gialloblù con qualche dato di fatto che attesti almeno le buone intenzioni dei pretendenti.
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