Flamini accende la Scavolini

Simone Flamini

Simone Flamini

Il capitano e i playoff con Cantù: "Siamo pronti e sappiamo come batterli". 
Per Simone Flamini quella di domenica scorsa è stata una giornata piena di emozioni. Al Centro arti visive della Pescheria è stato infatti presentato il libro "Walking towards the game", curato dal fotografo Rossano Ronci. Racconta in 166 scatti il capitano della Vuelle sia fuori dal campo che all'interno della squadra. 
"E' stata una giornata diversa - ricorda Flamini -. Solitamente la mia domenica, da dodici anni a questaparte, la trascorro sempre in un campo da basket. Invece in questa occasione ero su un palchetto rialzato davanti a tanta gente e molti amici, in un posto che solitamente non è mio. E' stato molto bello e mi sono emozionato in modo diverso rispetto a quella che comunque può essere la mia vita". 
Tornando al basket giocato, come stanno andando questi giorni di lavoro? 
"Siamo tutti sul pezzo e questa è una gran bella notizia - dice il capitano della Scavolini Siviglia -. Nelle ultime due giornate di campionato, abbiamo disputato due match non brillantissimi. Probabilmente avevamo bisogno di staccare la spina un paio di giorni e di ricaricarci. Comunque la parola playoff dà sempre a tutti quell'energia e quella carica che, anche dopo nove mesi tirati, ti permette di stare assieme a sudare ogni giorno in palestra per vedere dove si può arrivare". 
Considerato che per quasi tutta la stagione siete rimasti tra le prime quattro, ha un po' di rammarico per il sesto posto finale? 
"No, nessun rammarico - ribatte Flamini -. E' stato un campionato stranissimo. Sapevamo che una vittoria, oppure un canestro in più o uno subito in meno, avrebbero potuto fare la differenza. Il campo alla fine ha emesso il suo verdetto, ma noi sappiamo bene che tipo di squadra siamo. Giocheremo contro Cantù, con cui abbiamo una storia in questa annata positiva, anche se adesso tutto quello che è stato fatto non conta più niente. Sappiamo però come affrontarli". 
Rispetto alle tre precedenti sfide, sarà una Bennet diversa, visti gli infortuni a cui deve fare fronte. Che ne pensa? 
"E' vero, mala Bennet resta sempre una squadra solida, visto che ha un sistema di gioco super collaudato. Abbiamo iniziato questo campionato da outsider ma nel corso della stagione siamo cresciuti riuscendo anche a essere concreti. Per questo dico che sarà proprio una gran bella serie playoff". Dopo Siena, siete la squadra che ha vinto di più fuori casa e avete spesso giocato meglio lontano dall'Adriatic Arena. Paradossalmente giocare le prime due partite in Lombardia, potrebbe essere un vantaggio per voi? 
"Speriamo di sì. Comunque questa dei playoff è una formula strana e ogni partita avrà la sua storia. Penso che entrambe le squadre avranno tanta pressione addosso". 
Secondo lei, sarà più facile portare a casa eventualmente gara-uno o gara-due? 
"Andiamo a Cantù per portare via la prima ma anche la seconda e più ne vinciamo e meglio è". 
In stagione regolare, siete stati una delle poche squadre che hanno sbancato il palasport Pianella. Quanto potrà influire il fattore ambientale? 
"Giocare la post season su un campo storico come quello di Cantù è sempre bello per un giocatore. Il fattore campo in un contesto del genere conta, ma noi non vediamo l'ora di scendere in campo". 
Considerato che le vostre rotazioni sono abbastanza corte, giocare ogni due giorni potrà essere un problema? 
"No, perchè ci alleniamo di meno. A parte le battute, siamo una squadra a cui piace giocare partite ravvicinate e inoltre riavremo anche Cusin". 
Simone Flamini

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