La triste vicenda di Drew Nicholas

Drew Nicholas

Drew Nicholas

“Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano e Drew Nicholas comunicano di aver raggiunto un accordo per la rescissione consensuale del contratto che legava l’atleta al club fino al termine della stagione 2011-2012. La società, nel ringraziare Nicholas per il lavoro svolto in questi mesi trascorsi a Milano, porge al giocatore il più sincero in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera cestistica.”

Così lo scorso 21 febbraio, pochi giorni dopo la conclusione della Final Eight di Coppa Italia dove pure, come ama ricordare il suo allenatore, ha migliorato la posizione della stagione precedente (l’anno prima era stata eliminata nei quarti da Avellino) l’Olimpia Milano scaricava il giocatore che avrebbe dovuto essere l’ideale uomo in più rispetto agli avversari. Si chiudeva così la esperienza milanese dell’uomo che per 3 anni era stato protagonista con il Panathinaikos Atene con cui aveva conquistato due vittorie in Eurolega nel 2009 e 2011 e tre titoli di Grecia. Segnalandosi come l’uomo capace di entrare in campo e cambiare la gara con il suo tiro da 3 punti. Niente di tutto questo nei mesi di Milano a parte uno sprazzo nella gara di Madrid contro il Real: per tutto il resto Nicholas ha girato a vuoto caricato dal fardello che gli era stato messo sulle spalle. Trasformato da uomo tattico in uomo da quintetto non per sua colpa, Nicholas veniva snaturato e costretto a un ruolo anomalo. Finiva così per pagare colpe non sue sulle quali però non ha voluto spiegarsi. Comprensibile il riserbo da parte di chi si doveva evidentemente tutelare la parte del ricco contratto che la Olimpia avrebbe dovuto pagargli sino al termine della stagione (ma alla Olimpia, come vi abbiamo già spiegato, vedi Eze…). 

“Vorrei dire molte cose ma sarò breve: tutte le cose belle hanno una fine”. Le molte cose che Nicholas vorrebbe dire ma non può dire sono quelle riportate nei corridoi del basket europeo e parlano di un rapporto difficile tra Nicholas e Sergio Scariolo, facile agli innamoramenti dei suoi giocatori come pronto a scaricarli non appena si rende conto di averli sopravvalutati. Era accaduto in Russia con Eze, accadeva ora a Milano con Nicholas: eppure stiamo parlando di giocatori che hanno sempre costituito una garanzia per i loro allenatori: era accaduto così a Siena con Pianigiani per Eze; lo stesso era stato per Nicholas a Treviso prima (era il 2005-06 e coincise con l’ultimo scudetto di Treviso sotto la guida di David Blatt) e poi nei tre anni di Atene con il mago Obradovic. 

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