Dalmonte: «Addio Scavo, grazie di tutto»

Luca Dalmonte

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Dalmonte e il contratto saltato: "Rispetto la scelta ma provo tristezza". "Ho un senso di tristezza e mi rifiuto di pensare che ci siano altre motivazioni, oltre a quella economica, che hanno portato a questa scelta". Questo il commento del coach Luca Dalmonte che ieri da Folgaria, dove è in ritiro la nazionale sperimentale, ha commentato la scelta della Scavolini di uscire dal contratto con il tecnico imolese.
"Provo un po' di tristezza, ma non per la decisione della società e la motivazione, visto che non posso fare altro che rispettare la clausola del mio contratto - dice Dalmonte -. Però sapete anche che non ho mai negato il mio pensiero su quello che è Pesaro come città da vivere. Capisco e comprendo le motivazioni della società a cui credo al cento per cento, visto che non ho nessun indizio per dubitare che non sia così. La qualità della persona che mi ha comunicato questa decisione (il commercialista Andrea Rombaldoni, che è all'interno del Cda, ndr) è talmente alta che mi rifiuto di pensare che ci siano altre motivazioni oltre a quella economica che hanno portato a questa scelta. Io faccio il tifo perchè questa situazione precaria dal punto di vista economico si risolva, in modo che Pesaro possa avere una squadra competitiva e di livello, a prescindere dalla mia posizione che è assolutamente secondaria".
Il coach stila un bilancio su questi tre anni che lo hanno visto protagonista sulla panchina della Victoria Libertas.
"Il mio cammino qui è iniziato con la sofferenza alla massima potenza nelle prime otto giornate di campionato del primo anno. Quando abbiamo sistemato la squadra, siamo riusciti ad avere i risultati finendo in progressione. Il rientro di Eric Williams e l'arrivo di Cvektovic hanno sistemato tante carenze. Nel secondo anno il budget è stato ridotto in maniera sostanziale e per questo abbiamo dovuto fare delle scommesse su certi giocatori. Alcune sono state vinte e altre perse. Nel momento in cui abbiamo capito le scommesse perse, la società ha legittimamente detto che, essendo l'obiettivo una salvezza tranquilla, si sarebbe potuta raggiungere anche con quelli che eravamo e così non abbiamo pensato a degli aggiustamenti in corsa".
Si arriva all'ultimo campionato, con la splendida rimonta contro Cantù nei playoff scudetto e la semifinale persa con l'Armani.
"Quello che è successo quest'anno dipende in buona parte dalla costruzione del gruppo degli italiani fatta l'anno scorso, con gli arrivi di Hackett, Cusin e la conferma di Flamini. Sia Daniel che Marco sono migliorati tantissimo. Quest'anno abbiamo cercato di correggere le cose che non andavano negli anni precedenti e tutto è stato più facile a livello di costruzione di squadra".
Oltre alle difficoltà economiche, sulla decisione della società di uscire dal contratto, potrebbe aver influito anche il fatto che il coach non era in ottimi rapporti con qualche dirigente.
"No, non credo - smentisce Dalmonte -. Non voglio andare a scavare per forza nella dietrologia, perchè se qualcuno pensa che ci siano altri problemi al di fuori di quello economico, allora per cortesia chiedo di portarmi delle prove. Non ho mai nascosto che ci siano state delle frizioni e non ho mai pensato che queste fossero insanabili. Del resto credo che dei diverbi ci possano anche stare nel corso di un anno. La cosa strana è che queste frizioni, finita un'an- nata sportiva, debbano e possano continuare. Se oggi ci si fosse messi a un tavolo, posso assicurare che erano tutte situazioni risolvibili".
Intanto, con il rientro del presidente Franco Del Moro dalle vacanze in Grecia, ad inizio settimana si dovrebbe conoscere la decisione che prenderà lo sponsor Sauro Bianchetti.
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