Basket Olimpiadi Atene 2004: quando gli Dei iniziarono a ballare tango

Atene 2004: il grande trionfo dell’Argentina di Ginobili ed una medaglia d’argento storica per l’Italia. In vista delle olimpiadi di Londra 2012, con l'Italia assente, il nostro Ago ci ricorda forse il momento più bello attraversato dalla nostra nazionale in tempi recenti.
28 agosto 2004. Una data marchiata a fuoco nella storia argentina. Il giorno in cui anche gli dei greci impararono a ballare il tango. Un tango fatto di rimbalzi, assist, difesa ferrea e attacchi veloci. Ad orchestrare questo danza, lui, il gran maestro Emanuel Ginobili.
Che gli dei fossero attratti dalla passione trasmessa da quel ritmo latino di giocare la pallacanestro lo si era capita dalla prima partita del girone eliminatorio contro la Serbia e Montenegro con il canestro impossibile all’ultimo decimo di secondo di Ginobili. Sarà la prima di tre vittorie nel girone.
Il quarto posto costringerà gli argentini a sfidare i padroni di casa della Grecia. La vittoria sugli ellenici arriverà, pur con qualche complicazione, regalando a Ginobili e compagni una semifinale da brividi con gli U.S.A. Davanti ai 14.500 spettatori del palazzetto di Oaka, va in scena uno degli spettacolo cestistici di ogni tempo. Una lezione di basket ai luminari della materia.
Il Dream Team portato in Grecia da Larry Brown non è la miglior versione di sempre ma di quella squadra fanno parte Iverson, Duncan, Marbury, Odom e due giovani dal futuro roseo: Lebron James e Carmelo Anthony.
Le grandi superstar non possono nulla di fronte allo strapotere aregntina. Schonochini e Montecchia si prendono gioco della difesa stanunitense chiudendo un contropiede con un passaggio dietro la schiena del primo ed un lob del secondo sopra la testa, e le braccia infinite, di Marbury. Scola stoppa Duncan. Il biondo Hermann è un cecchino dall’angolo. Aggiungeteci 29 punti di Ginobili e avete la ricetta per la partita perfetta.
La finale con l’Italia è senza storia. L’Argentina gioca meglio. Si prende subito il vantaggio e lo terrà per tutti i quattro quarti. 84-69 il risultato finale. Un destino già scritto. Gli azzurri provano a opporre resistenza ma non possono nulla contro la corazzata di Ruben Magnano, il coach argentino.

L'argento della nostra nazionale
L’argento per la nostra nazionale resta comunque un risultato eccezionale. Quell’olimpiade fu l’ultima occasione in cui gli azzurri della pallacanestro riuscirono ad infiammare tutto lo stivale.
La semifinale con la Lituania è una gemma secolare che tutti i 12 giocatori portati da Recalcati ad Atene hanno nel cuore. 18 triple mandate a bersaglio, un parziale di 21-0 nel secondo quarto che ci ha rimesso in partita, un finale punto a punto deciso da Basile e capitan Galanda.
Sul secondo gradino del podio ci togliamo lo sfizio di guardare dall’alto gli americani ma dobbiamo inchinarci allo strapotere tecnico e fisico argentino.
Una squadra forgiata dal campionato italiano (Scolochini, Ginobili, Montecchia e Delfino) e con altri talenti pronti a sbarcare nell’NBA (Nocioni e Scola). In quell’occasione l’Argentina dimostrò come la passione e lo spirito d’animo siano le vie migliori per raggiungere il successo. Salirono sul gradino più alto e costrinsero anche gli dei a slacciarsi i calzari per ballare insieme. Epici.

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