NBA Power Ranking 2012-13

Il power ranking della prossima stagione NBA.
1) Miami Heat
Con il mercato estivo che si è tramutato, fra gli altri, in Ray Allen, gli Heat sono pronti a ripetersi con un Bosh sicuro nel ruolo di centro ed LBJ che da 4 può essere ancora più immarcabile di quanto già non lo sia. Ad Est avranno pochi rivali e visto com’è andata a finire la scorsa finale è lecito parlare di Back-to-Back dalle parti di South Beach.

2) Oklahoma City Thunder
Il talento non si discute e adesso hanno anche un bagaglio di esperienza notevole. Kevin Durant è il candidato principe per il premio di MVP. Il ritorno di Eric Maynor e la scelta di Perry Jones III rendono la loro panchina molto profonda, cosa utile soprattutto quando fa caldo sul serio. La trattativa per il rinnovo di Harden può essere elemento di distrazione per lui e per la squadra ed è questo il vero pericolo che corrono i Thunder.

3) Los Angeles Lakers
Regina del mercato estivo, L.A. ha un quintetto spaventoso per talento e completezza. Gli anni di Nash e Kobe non si noteranno più di tanto soprattutto se riusciranno ad equilibrare correttamente il loro potenzialmente inarrestabile attacco. Il canadese in difesa soffre quasi tutti (specie i più atletici vedi Westbrook), ma con Howard ad oscurare il canestro se lo possono permettere. I dubbi sono tutti sulla panchina, con il solo Jamison degno di nota e sulle reale capacità dei primi 5 di performare al massimo per tutta la stagione restando lontani dagli infortuni. I Lakers sperimentarono un organico similare nel 2004, ma nonostante coach Zen in panca, andò a finire male. Vedremo.

4) San Antonio Spurs
Etichettarli come vecchi e finiti è ormai un gioco a cui è meglio non partecipare. I nero- argento torneranno in vetta ad Ovest e chissà che non possa scapparci anche una finale NBA. L’attacco sarà ancora una volta nelle mani di Parker e Ginobili, ma con Diaw e Jackson fin dal training camp saranno più efficaci. L’anno passato sono implosi in finale di conference avanti 2-0. Poco probabile che, in situazione analoga, accada di nuovo.

5) Dallas Mavericks
L’estate dei Mavs è stata complicata, ma non per questo deludente. Hanno perso 2 super come Kidd e Terry, ma hanno guadagnato Mayo e Collison, giovani e affamati (in teoria). Il loro reparto dietro è intrigante, Dirk sarà come sempre illegale, Kaman e Brand sono giocatori esperti e di valore e coach Carlisle sa come vincere. Possibili finalisti a Ovest.

6) Boston Celtics
Ok se n’è andato He Got Game ed il contachilometri di KG continua a correre, ma con Bradley sano e l’addizione di Terry, i C’s rimangono i più accreditati per sfidare Miami ad Est. Tornerà Green, che deve ancora far vedere quasi tutto e Courtney Lee è stato un colpo più che interessante per Ainge. The Boston Pride is Still Alive.

7) Los Angeles Clippers
Sono gli stessi dell’anno passato con qualcosa in più per esperienza e professionalità in Grant Hill e qualcosa in meno per talento con la partenza di Nick Young e Mo’ Williams. Le perdite saranno però più che compensate da Jamal Crawford (alla 5a squadra negli ultimi 5 anni) che lotterà come al solito per il titolo di sesto uomo dell’anno. Bene anche l’aggiunta di Willie Green. L’infortunio subito da Griffin ha fatto scattare qualche allarme, viste le carriere dei vari Kemp e McDyess, frenati proprio da simili incidenti. Lamarvelous si è legato ai Clippers più per la moglie che per ambizioni di titolo, non scordiamocelo.

8) Denver Nuggets
Masai Ujiri ha messo nelle mani di Karl una squadra che ha tutto per tentare la scalata del monte Western Conference. Sono atletici e profondi abbastanza per impensierire tutti, ma manca, forse, un ultimo tassello. Nonostante i playoffs i dubbi su McGee rimangono e anche per questo il loro gioco in area pitturata continua ad essere debole. Ma con Iguodala, Gallinari e Lawson ne vedremo delle belle. I rookies Fournier e Miller sembrano interessanti, ma sono sicuramente acerbi.

9) Chicago Bulls
Se quel fantastico fenomeno che porta il nome di Derrick Rose non fosse infortunato, parleremmo dei Bulls come una contender. Purtroppo dovranno fare a meno del loro numero 1 per tanti, troppi mesi e questo significherà, quasi sicuramente, una stagione di alti e bassi e una posizione ai playoffs più difficile. Curiosi di vedere Marco Belinelli in questo nuovo sistema.

10) Memphis Grizzlies
Devono ancora capire come massimizzare il talento di Rudy Gay, ma i Grizzlies sono comunque una squadra che in singola serata possono battere tutti. Non si dimenticheranno il primo turno dei playoffs 2012 e questo potrebbe non essere del tutto un male. Zach Randolph è atteso ad una stagione di livello, dopo l’infortunio che ne ha condizionato la precedente.

11) New York Knicks
Alla soglia delle 40 primavere Jason Kidd è ancora un giocatore capace di impattare positivamente dentro e fuori dal campo. Ma a parte questo i Knicks hanno davanti una stagione difficile, con la pressione della città che rende il tutto parecchio più complicato. L’attacco fatto di isolamenti di Woodson farà felice Melo, ma meno gli altri, a cominciare da Stoudamire. Vederli oltre il secondo turno dei playoffs vorrebbe dire assistere al passaggio di una cometa: possibile, ma poco probabile.

12) Brooklyn Nets
Il solo fatto di giocare a Brooklyn e non più in una palude ha alzato esponenzialmente la credibilità di questo club, a tal punto da riuscire, in un’estate, a mettere insieme una squadra davvero molto interessante. Sarà la chimica della stessa, soprattutto in attacco, lo scoglio più grande da superare, ma se così fosse i Nets potrebbero riservarci delle grandi sorprese. DWill e Joe Johnson rappresentano il backourt più temibile ad est. Non perdetevi l’esordio stagionale nel derby contro i Knicks.

13) Minnesota Timberwolves
Come nel caso dei Bulls, se Ricky Rubio fosse presente fin dall’inizio parleremmo di Minnesota in altri termini. Fino al rientro dello spagnolo sarà Kevin Love a caricarsi sulle spalle l’intera squadra, che senza Beasley e con Kirilenko (super colpo) è sicuramente più equilibrata. Ovviamente tutti attendiamo con ansia di vedere le reali condizioni di Brandon Roy (una delle storie più belle degli ultimi anni). Se il 7 anche solo si avvicinasse ai livelli di quando era un All Star allora occhio ai lupi, anche in contumacia Rubio.

14) Indiana Pacers
I playoffs passati hanno sicuramente iniettato una grande dose di fiducia alla squadra allenata da Frank Vogel. Sono grossi e atletici, ma peccano di un vero All Star su cui sviluppare il loro gioco, dato che Granger non sembra sempre essere il go to guy di cui necessitano. Chissà che non esploda definitivamente Paul George sebbene il temuto sophmore slump (il calo del secondo anno) sia in agguato.

15) Philadelphia 76ers
Andrew Bynum sarà il miglior lungo ad est e questo dovrebbe essere sufficiente per una comoda qualificazione ai playoffs. Hanno perso il loro miglior realizzatore (Lou Williams) ed il loro miglior giocatore (Andre Iguodala) compensando con il genio e la sregolatezza di Nick Young. L’ottima stagione passata era stata frutto di un lavoro di squadra che con questo nuovo assetto difficilmente si ripeterà, ma hanno tutto per provare a passare quantomeno il primo turno nella post season.

16) Utah Jazz
Fino ad oggi sono stati capaci di ricostruire e rimanere competitivi allo stesso tempo e nella NBA odierna equivale ad un capolavoro. La frontline è di livello superiore anche ad ovest con Millsap, Favors e Jefferson, senza dimenticare l’ottimo Hayward e Kanter. Sono invece sotto la media NBA per quanto riguarda il reparto esterni nonostante le acquisizioni di Mo Williams e Randy Foye, e non sono da escludere movimenti di mercato da qui a Febbraio.

17) Golden State Warriors
Ad Oakland tutto dipenderà dalle condizioni di Andrew Bogut. Se l’australiano riuscirà a giocare (e bene) allora i Warriors hanno più che una speranza di partecipare ai playoffs. Hanno scelto bene con Harrison Barnes, Curry è una delle miglior Point Guard della lega, Klay Thompson è potenzialmente uomo da 20 punti per gara mentre Lee è più che affidabile nel ruolo di ala forte. Ma anche con Bogut, rimangono i dubbi della difesa e della panchina. Coach Mark Jackson deve dimostrare di essere davvero un allenatore e non un ex commentatore televisivo (oltre che un grande ex giocatore).

18) Atlanta Hawks
Con la partenza di Joe Johnson il destino dei Falchi è in mano a Josh Smith e Al Hortford, come dire bene, ma non benissimo. Se fossero ad Ovest non avrebbero chances, ma nella Eastern Conference possono aspirare a un posto nei playoffs, specie se Jeff Teague ed il neo arrivato Devin Harris sapranno reggere dietro, aiutati da Lou Williams.

19) Cleveland Cavaliers
L’entusiasmo attorno alla città che fu di LeBron sta crescendo, grazie al rookie dell’anno 2012 Kyre Irving, futuro All Star. Se coach Byron Scott riuscirà nel far esprimere tutto il potenziale dei suoi giovani giocatori, allora potranno giocare anche in maggio. Tyler Zeller e Dion Waiters sono due rookie che possono avere un buon impatto anche nell’immediato mentre Tristan Thompson è atteso a un anno di buona fattura.

20) New Orleans Hornets
Saranno sufficienti una manciata di partite per capire fin dove potrà andare New Orleans. Se Davis riuscirà fin da subito ad incidere sotto le plance e Rivers si dimostrerà una point guard titolare nella NBA, allora con un Gordon cannoniere gli Hornets potranno aspirare anche a lottare per i playoffs. Ma non sarà facile dato che i due rookie rispettivamente come centro e point guard sono un po’ fuori ruolo. Questa stagione servirà anche a capire di che pasta sono fatti Xavier Henry e Al-Farouq Aminu che sino ad oggi hanno deluso.

21) Phoenix Suns
La partenza di Nash è stata per Phoenix la fine di un lungo e bellissimo sogno dal quale si sono svegliati a mani vuote o quasi. Non ci sono dubbi che Michael Beasley sia capace di segnare 22-25 punti per gara, così come sono indubbie le sue attitudini ed il suo approccio anche fuori dal parquet che gli sono valsi, almeno finora, una carriera al di sotto del suo vero potenziale. Scola rimane un 4 di signor livello, ma oltre a lui e a Dragic, rimane pochino.

22) Washington Wizards
Se John Wall da grande solista qual è riuscirà anche ad innalzare il livello dei compagni allora nella Capitale si potrà assistere a partite NBA anche dopo Aprile. Ma non sarà facile. La squadra c’è, con Nene e Okafor sottocanestro che ad est sono merce rara e Trevor Ariza rimane un 3 affidabile e produttivo. Il rookie Bradley Beal ha tutto per fare bene.

23) Portland Trail Blazers
La frontline dei Blazers con Aldridge ed il rookie Leonard sarà difficile da arginare per molte squadre NBA, ma ad ovest questa Portland sembra destinata ad un’altra lotteria. Attenzione al rookie Damien Lillard. Interessante il nuovo coaching staff con a capo Terry Stotts

24) Toronto Raptors
Tutto ruota intorno al Mago, che la scorsa stagione è stato limitato più dagli infortuni che dagli avversari. Con Valanciunas formerà un coppia interessante anche se tutta da verificare. Cedere Calderon sembra la scelta più logica dopo l’acquisto dell’eccellente Kyle Lowry, ma è cosa più facile a dirsi che a farsi. Terrence Ross è un rookie da tenere d’occhio. Molto bene anche la presa di Landry Fields. Dopo anni passati con poche idee e mal assortite, Toronto sembra avere finalmente una linea progetto da perseguire. Lecito vederli lottare per i playffs.

25) Milwaukee Bucks
Far convivere Brandon Jennings e Monta Ellis è un compito che lasciamo volentieri a coach Skiles. E non sarà semplice portarlo a compimento viste le caratteristiche dei due che tendono ad isolarsi con la palla a mano e a escludere il resto dei compagni che peraltro non appaiono proprio di primissimo livello. Difficile non vedere i Bucks di nuovo fuori dalle 16 che contano anche nel 2013.

26) Orlando Magic
Finalmente terminata l’estenuante saga di Dwight Howard i Magic proveranno a ripartire con un nuovo coach come Jacque Vaughn ed un nuovo General Manager, Rob Hennigam che ha scelto di punture sulle scelte future per ricostruire. Lo spirito di rivalsa nei confronti dell’ennesima superstar che lascia Orlando porterà la squadra, soprattutto il nuovo arrivato Afflalo, a giocare al massimo ogni partita. Purtroppo non sarà sufficiente per un posto ai playoffs.

27) Sacramento Kings
Prendere Thomas Robinson e affiancarlo a Cousins è stato un azzardo soprattutto difensivamente parlando, ma non è da escludere che paghi qualche dividendo. Evans non ha tenuto fede alle attese del suo anno da Rookie e ad oggi forse converrebbe cederlo. E poi tanti giocatori, tutti buoni, nessuno fenomenale. Hanno preso Aaron Brooks e le occasioni di vedere Fredette con un ruolo importante si sono assottigliate. La previsione è quella di una stagione molto lunga per i Kings.

28) Houston Rockets
Il mercato estivo di Morey e McHale è stato caratterizzato dalla costosa acquisizione di Jeremy Lin e da un disperato tentativo di accaparrarsi Dwight Howard finito come sapete. Con Lin, il realizzatore Kevin Martin e tre rookie molto interessanti (Jeremy Lamb, Royce White e Terrence Jones) ma che non sembrano capaci di risollevare le sorti di una squadra.

29) Detroit Pistons
I tempi dei Pistons ospiti fissi delle finali di conference sembrano appartenere ad un’altra epoca. Nonostante Greg Monroe sia uno dei segreti meglio tenuti della NBA, Detroit ad oggi è una squadra con poco futuro e nessun presente. Brandon Knight e il rookie Andre Drummond ci proveranno comunque.

30) Charlotte Bobcats
Se volevamo una prova sull’esistenza degli dei del basket, assistere negli anni, specie l’ultimo, alle performance dei Charlotte Bobcats di Michael Jordan è stato più che sufficiente. Gli dei contrariati per aver concesso così tanto talento ad MJ in campo, hanno deciso di riprenderselo fuori dai 28x14. Kidd-Gilchrist per quanto eccezionale non sarà in grado, di reggere il peso di un intero attacco ed i Bobcats si ritroveranno l’anno prossimo ancora nella speranza che la palline da golf li premino.

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