I pronostici non li sbaglia solo chi non li fa

Franco Montorro

Franco Montorro

I ranking di inizio campionato sono obbligatori quasi quanto gli auguri a Natale: a non farli passi per maleducato o snob. Poi - da giornalista - è quello che i lettori si aspettano da te, per avere conferme o sulla tua competenza o, per i più malfidati, sul tuo tifo latente. Diverso il caso degli addetti ai lavori. I dirigenti che hanno fatto il mercato in quasi tutti i casi si lamentano per una posizione inferiore ai capolavori in entrata che pensano di aver realizzato. Gli allenatori sperano di avere una squadra posizionata il più indietro possibile nelle ipotesi di griglia iniziale, perché tutto quello che guadagnano è oro.
In ogni caso, l’unica faccia davvero in discussione è quello del cronista che si sbilancia, anche se è un esercizio che poi ripete in pratica ad ogni vigilia di partita, ma che risulta ridotto, contingente. E poi, ci sono sempre la scusa e i capri espiatori del momento: la fischiata, l’erroraccio...

Andiamo come in un GP di Formula 1, dalla pole all’ultima fila:

Milano Cantù 

Siena Venezia 

Varese Sassari

Bologna Avellino

Roma Reggio Emilia

Brindisi Pesaro 

Biella Caserta 

Montegranaro Cremona

E proseguiamo con qualche nota generale. Il giudizio è rivedibile anche a breve, diciamo fino al termine delle operazioni di mercato alla vigilia del turno ufficiale ed è stato certamente rivisto dopo la sua stesura originale, sabato scorso, in base al risultato della Supercoppa. E’ la somma di diverse componenti: società, staff tecnico, roster, ambiente. Ognuna con valenze diverse, perché se ad esempio prima e anche dopo l’inserimento fra le due finaliste del 2012 di Cantù, Milano pareggia Siena in un semplice computo (meglio come panchina e come giocatori, peggio come società e come ambiente) il peso specifico di ogni singola voce ad oggi mi fa preferire l’Olimpia. 

Oppure, quasi all’estremo, nella zona calda della bassa classifica l’esperienza e il carisma di Recalcati possono rappresentare un valore aggiunto enorme per una Montegranaro che parte di rincorsa rispetto a quasi tutte le dirette concorrenti. Teniamo conto di un livellamento netto prima di immaginarci di dover spezzare il campionato di Serie A in tre tronconi: Milano, Cantù e Siena da finale scudetto; le squadre, dalla seconda fila di Venezia alla quinta di Reggio Emilia, in corsa per i playoff; tutte le altre impegnate nella zona salvezza. Ma da Venezia a Cremona, 13 squadre con una compressione dei valori che sicuramente provocherà assestamenti e cambiamenti del ranking in corso d’opera. Non credo che Caserta possa arrivare ai playoff o Sassari uscirne, ma i distacchi non saranno abissali, a metà classifica.
Mi spingo oltre nel prevedere che da quattro a sei club almeno cambieranno allenatore, forse anche qualcuno di più, ma non è detto che i più a rischio siano quelli delle ultime fasce, e che alcuni ribaltoni in panchina saranno comunque agevolati da quelli che hanno più interesse a farlo: i dirigenti, per distogliere l’attenzione dalle proprie colpe; gli agenti per richiamare l’attenzione sui loro assistiti ancora da piazzare.

Franco Montorro
Direttore Basketnet

Franco Montorro

I più letti