La Juve annichilita da una super Olimpia

Jeleel Akindele

Jeleel Akindele

Il copione del film andato in scena al Mediolanum Forum di Assago è quello che, nell’immediata vigilia, già pregustavano nel capoluogo lombardo e che nell’ambiente casertano, di contro, temevano. I 40 minuti nell’impianto che nel ’91 consegnava lo storico Tricolore a Shackleford&c. portano, questa volta, in dote una sconfitta senza se e senza ma. Una "debacle", in termini di punteggio (e non solo), figlia di un divario incolmabile che la Juve ha provato a limitare fino all’inizio della seconda frazione con coraggio ed una buona dose di determinazione. Poi, quando l’Olimpia ha deciso di pigiare il piede sull’acceleratore non c’è stata più partita. 
Troppo forte la corazzata milanese, accreditata da tutti come la maggior candidata a diventare la regina del 91.mo campionato di massima serie quest’anno targato Beko. Difficile, dopo un match del genere, provare a capire quali meccanismi sono realmente già ben oleati nel motore bianconero; ciò che è certo è che c’è da lavorare tanto in termini di intensità difensiva e, ancor di più, in una circolazione della palla che troppo spesso è apparsa farraginosa. Al redde rationem, dal punto di vista individuale, a meritare un giusto plauso è forse il solo Akindele, bravo a dannarsi l’anima nel pitturato contro avversari tutt’altro che abbordabili.
Per la palla a due, lo starting-five proposto da coach Scariolo è composto da Cook, Langford, Hairston, Fotsis e Bourousis; per la Juve, orfana per i noti motivi burocratici del lituano Jonusas, ci sono Wise, Chatfield, Maresca, Jelovac e Akindele.
Le primissime battute dell’incontro sono all’insegna di un sostanziale equilibrio. A rompere il ghiaccio ci pensa Wise, subito a segno con una tripla e, dopo poco, ben spalleggiato da Akindele, autore prima di due pregevoli punti nell’area dei tre secondi e poi di un’ottima affondata. I padroni di casa, dal canto loro, non sembrano patire la maggiore pressione psicologica sul loro groppone rinvenibile nel notevole gap tecnico a loro vantaggio rispetto alla compagine casertana: a parte il canestro di capitan Cook, è Malik Hairston a fare subito la voce grossa. L’ex Siena, in effetti, sfrutta tutto il suo talento per mettere in grande difficoltà il diretto avversario Maresca, costretto in più di una circostanza a leggergli mestamente la targa. I tre canestri in fila di Hairston danno coraggio alla compagine meneghina che, tuttavia, deve fare i conti con una Juve piuttosto disinibita e pronta a capitalizzare tutto il proprio potenziale (10-9 al 5’). 
Nel frattempo inizia anche la girandola dei cambi: nelle file casertane, viene concessa fiducia al giovanissimo Cefarelli, a Mordente, a Michelori ed a Stefano Gentile; coach Scariolo ha davvero l’imbarazzo della scelta nell’attingere alle rotazioni a propria disposizione: chiamati a calcare il parquet del Mediolanum Forum, allora, sono pezzi da novanta - che in qualsiasi altra squadra partirebbero, senza batter ciglio, nello starting-five - come Hendrix, A. Gentile, Stipcevic, Basile e Melli. Cambiano i protagonisti in campo e, con essi, anche, per certi versi, gli equilibri. Ciò che balza agli occhi è che la compagine del presidente Proli riesce a sciorinare una circolazione di palla migliore, foriera, in più di una circostanza, di tiri ad alta percentuale. Nella fattispecie, la egregia giocata di A. Gentile e la tripla frontale messa a segno da Melli costringono gioco forza coach Sacripanti a chiamare la prima pausa di riflessione. Un time-out che, a ben vedere, non serve a chiarire le idee ad una Juve che, col passare dei minuti, dà la sensazione di perdere progressivamente lucidità e compattezza. Una circostanza, questa, che presta inevitabilmente il fianco all’agevole mini-allungo milanese: i liberi di un utilissimo Basile e la bomba scoccata proprio dall’ex Cantù - al cospetto della zona 2-3 bianconera - mandano nel dimenticatoio un primo quarto che vede L’EA7 Emporio Armani poter gestire sette lunghezze di vantaggio (24-17 al 10’). 
La seconda frazione si apre proprio come si erano chiusi i primi dieci minuti: sono due canestri dell’esperto Basile a menare nuovamente le danze; Caserta, però, prova a rispondere con i primi due punti scritti a referto da un anonimo Jelovac e con un "jumper" dalla media distanza di Chatfield. I discreti riscontri forniti dai casertani, a ben vedere, rappresentano il classico fuoco di paglia. Il fallo tecnico per proteste sanzionato a coach Sacripanti sposta non di poco l’ago della bilancia a favore di Cook e compagni. I padroni di casa, in buona sostanza, non deve propriamente ricorrere agli effetti speciali per allargare, in men che non si dica, la fornice ed a frapporre tra loro e la Juve una distanza di sicurezza. Un positivo Melli capitalizza un viaggio sulla linea della carità, Bourousis sfrutta, in post-basso, la linea di fondo e quando, dopo neanche due giri di lancette, arriva il tecnico fischiato anche a Stefano gentile (reo anch’egli di aver proferito qualche parolina di troppo agli arbitri) su Caserta calano le tenebre. Già, perché improvvisamente nell’impianto di Assago c’è una sola squadra ed è ovviamente l’Olimpia. Un’Olimpia che non offre alcun punto di riferimento agli avversari e che continua a trovare beneficio anche dalle seconde linee. L’ingresso in campo prima di Giochetti e poi di Chiotti coincidono con un ulteriore parziale capace di fare davvero male. Il tiro dalla lunga distanza messa a segno da S. Gentile è il classico palliativo che non serve a guarire una Juve sempre più in balia di un’EA7 Emporio Armani sorniona ed in pieno controllo. L’assetto dinamico trovato da Scariolo che vede a presidio dei tabelloni la contestuale presenza di Chiotti e Fotsis è la scelta tattica capace di spaccare in due la partita quando mancano ancora più di venti minuti dal suono della sirena finale. La capacità della coppia di lunghi di fare "a sportellate" nel pitturato e, allo stesso tempo, di palesare ottimi movimenti in attacco sono le armi che costringono Caserta in un angolo, quasi impotente nell’arginare l’ottima transizione dei milanesi. 
Il canestro, poi, di Stipcevic, che chiude anche il secondo periodo, significa addirittura il +16 per Milano (53-37 al 20’). 
Al ritorno dagli spogliatoi dopo la classica tazza di the, la bomba infilata dall’ex Mordente ed il buon gioco da tre punti griffato da Akindele sembrerebbero far ben sperare. In verità, l’Olimpia non dimostra una gran voglia di mollare la presa e di favorire il rientro dei "viaggianti". Nelle strette contingenze, benché Jelovac e nuovamente provino a dare coraggio ai loro compagni, è Bourousis a salire in un amen in cattedra ed a fare la voce grossa nello spot di 5. Il greco, con un importante passato nell’Olympiacos, è pressoché incontenibile fisicamente ed i suoi nove punti consecutivi sono lì a sbattere in faccia alla Juve una realtà piuttosto difficile da metabolizzare (65-51 al 24’). 
Ad Assago, dunque, il destino del match è saldamente nelle mani di Milano. La buona volontà di Akindele - l’unico giocatore su cui i biancorossi fanno fatica a difendere - non è sufficiente a reggere un’onda d’urto che diventa progressivamente sempre più impetuosa. A dimostrarlo è il punteggio che vede l’EA7 Emporio Armani poter amministrare ben 21 lunghezze di vantaggio, complici i siluri di Stipcevic e Basile che trovano impietosamente per Caserta il fondo della retina (77-56 al 30’). Quasi pleonastico affermare come la partita per la Juve sia bella che andata. Le energie fisiche in casa bianconera iniziano a scarseggiare, di quelle mentali invece non vi è più traccia. L’ennesima bomba realizzata da Stipcevic allarga la forbice sul +24 e consente a Milano di azionare, con largo anticipo, il pilota automatico. 
Che dire, allora: sul tabellone luminoso c’è quasi un intero periodo ancora da giocare ma ciò che aspetta i bianconeri è solo una lenta e dolorosa agonia. Senza sussulti e con i remi oramai abbondantemente tirati in barca, si giunge finalmente al suono della sirena.97-71 il finale. Per Caserta una pagina buia ampiamente messa in bilancio che occorre subito relegare nell’oblio. Domenica prossima il primo impegno casalingo contro la Vanoli Cremona.
Jeleel Akindele

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