Il ranking della Legadue alla vigilia del via

(f.m.) BasketNet amplia da oggi la propria redazione. Dopo "l'ingaggio" di Valerio Bianchini che ci delizia ogni settimana con il suo "Arcitecnico", adesso è il momento di aprire una finestra sulla LegaDue. E lo facciamo con Enrico Schiavina, profondo conoscitore delle realtà di Legadue e di Lega Nazionale. Lo ritengo il massimo esperto di minors italiane e sono contento che entri a far parte della mia squadra di Basketnet, così come ho avuto il piacere di lavorare con lui per quasi dodici anni a Superbasket. Ecco il suo primo contributo: il ranking di Legadue.
 
-

Parte la Legadue, per l'ultima volta a girone unico. Le solite 16 squadre al via, ma purtroppo con una sola promozione e un sola retrocessione. Quindi collo di bottiglia al vertice e stagione regolare meno interessante, oltre che basso rischio in coda e conseguente abbassamento del livello in seconda-terza fascia. Questo il nostro ranking e le valutazioni squadra per squadra.
1. BARCELLONA - Stranieri di qualità assoluta, Troy Bell è un potenziale Mvp di lega ma qui potrà gestirsi accanto ai due falsi georgiani Melvin Sanders e Taurean Green ed all'ex brindisino Craig Callahan. Poi profondità con Bucci, Cittadini, Mocavero, Giuri. Ma il personaggio dell'anno sarà il figliol prodigo Perdichizzi. Che può sognare la nona promozione in carriera.
2. CASALE – Ormai è una rarità trovare un club che dopo una retrocessione riparte dal campo, cercando di risalire sul campo... Tra l'altro confermando buona parte del nucleo retrocesso (Pierich, Malaventura, Martinoni Ferrero), senza far drammi né cercare scorciatoie. Tutta da verificare però la qualità degli americani, nuovi e giovani (Casper Ware e Rodney Green, ruoli 1 e 2) e del centro lituano Butkevicius.
3. VEROLI - Normale far piazza pulita dopo una stagione deludentissima. Marcelletti prova a ricostruire portando un pezzo dell'identità di Ostuni, da cui provengono lui e mezza squadra: Jurevicius, Berti, Rossetti, Rinaldi, Carenza. Punta di diamante Jimmy Lee Hunter, da scoprire il giovane Erving Walker, miniplay molto sotto il metro e 80 come peraltro era Aaron Johnson, tanto per tornare a parlare di Ostuni... Legna sotto con Bruttini e Infante, è squadra difensiva e molto fisica.
4. VERONA – Terzo anno in Legadue, mediocri i primi due, stavolta deve fare bene, molto bene. Ramagli ha volume di fuoco dietro con McConnell (scoppiettante da rookie a Jesi) e Charlie Westbrook, il nigeriano Lawal in mezzo, poi tanti italiani importanti: Chessa, Ganeto, Da Ros, Ghersetti, Boscagin, Frassineti. Bussa al club delle prime quattro.
5. SCAFATI - Aggiunto all'ultimo Antonio Porta al posto di Bulleri, l'ossatura italiana è robusta, col ritorno di Baldassarre, le conferme di Ghiacci, Sorrentino, Rosignoli e l'aggiunta di due attaccanti creativi come Tavernari e Bushati. Coppia americana meno esplosiva di quanto erano Marigney-Thomas, ma il vecchio Ron Slay è un lusso per la categoria, Mays è da scoprire. Se il solito fattore campo la aiuta ancora, può essere di nuovo la mina vagante.
6. FERENTINO – Dopo la decima (!) promozione personale, Gramenzi riporta in Legadue i suoi uomini di fiducia: Guarino e Carrizo, più Parrillo e Pongetti, fanno il classico nocciolo duro neopromosso irrobustito da americani di qualità (piace tantissimo Delroy James, strepitoso in coppa, poi El Amin ed Experigin) e tanti italiani importanti. Righetti su tutti, ma anche Tomassini, Gurini, Basei. Delle neopromosse è la più forte, ha l'entusiasmo per fare il botto.
7. PISTOIA - Quinto anno di Moretti, uno che ha sempre pescato (e valorizzato) stranieri di grande impatto. Stavolta punta su Antonio Graves e sul collaudatissimo (pure troppo?) Michael Hicks. Come al solito potente sotto, con Galanda, Toppo e il 2,15 Borra, maturato in DNA. Chiede molto ai giovani (Saccaggi, Alibegovic) e ai rinforzi da trincea (Meini, Cortese), ma ripetersi a livello di una finale-promozione sarà molto, molto difficile.
8. NAPOLI – Sarebbe Sant'Antimo, ma a far notizia è ovviamente il ritorno del basket pro nella grande città dopo delusioni e fallimenti in serie. Tre stranieri dal notevole potenziale offensivo, con un play-realizzatore da almeno 20 di media in Denis Clemente, più Andrew Warren e il cavallo pazzo ceko Hubalek. Problema per Bartocci, coach che conosce l'ambiente come nessun altro, la poca profondità: Allegretti e Casini a completare un ottimo quintetto, poi solo il giovane Ceron, Zacchetti e la scommessa Loncarevic.
9. JESI – Continua a reggersi sulle spalle di Maggioli e Hoover, 73 anni in due. E continua a pescare rookie americani che, spesso, si rivelano ottimi. Questo è il turno di Jesse Sanders (un'altro piccolo bianco di tecnica sopraffina) ed Eric Griffin (un'altra ala forte che salta in cielo), loro 45 anni in due, entrambi al primo anno fuori dal college. Dovrebbe essere l'ennesima stagione di onesta metà classifica. Che con quel budget è già tanta roba.
10. TRENTO – Per la prima volta tra i pro un'intera regione. All'esordio anche coach Buscaglia, con un americano esperto (BJ Elder) ma esterni esotici come il nigeriano di Houston Michael Umeh e il rumeno Alin. Però anche lunghi italiani importanti come Dordei e Garri, appoggiati dal giovane Pascolo, confermato dopo la promozione assieme a Forray e Spanghero. La missione è scaldare una piazza da sempre freddina e legata al volley.
11. TRIESTE – Qui al contrario l'entusiasmo della piazza non dovrebbe mancare, prevedibili 4 mila di media, anche se il PalaTrieste è grande e il fattore campo fatica ad incidere. Due americani di lunga esperienza, Jobey Thomas e Brandon Brown, per un numeroso gruppo di giovani e giovanissimi (con l'eccezione Carra) che deve maturare in fretta. Vale anche per Nikita Mescheriakov, bielorusso, fratellino del più noto Yegor.
12. CAPO D'ORLANDO – Ripescata dopo un anno deludente in DNA, proprio come nel 2004 quando poi travolse la Legadue, con McIntyre e soci... Stavolta però sarà molto più dura. Massimo Bernardi ha americani giovani (Ryan Battle e Alex Young, ruoli 1-2 e 3) ed un Otis George da ricostruire. Preso Roberto Rullo per tamponare il brutto infortunio a Marco Passera, c'è anche Poletti ma italiani come Benevelli, Portannese, Palermo sono noti solo in DNA. Due obiettivi: salvarsi e vincere il derby con Barcellona, storico perché mai giocato a livelli così alti.
13. BRESCIA – Ha rischiato di sparire, quindi è già tanto esserci. Ci si aspetta moltissimo da JR Giddens, che ha vestito le maglie di Celtics e Knicks ma è un po' pazzerello (e se non non sarebbe qui...) ma anche dal più anonimo Michael Jenkins. Dopo la rivoluzione è rimasto Stojokov, unico superstite della promozione del 2011, che avrà spazio in regia accanto all'esubero di Milano Juan Fernandez. Sotto ha qualità con Brkic ed il greco Barlos. Poi tante scommesse: Scanzi, Loschi, Vinati, Lombardi.
14. FORLI' - Promossa via ripescaggio nel 2010, eroica salvezza all'ultima giornata nel 2011, retrocessa ma ripescata nel 2012, sogna finalmente un po' di tranquillità, ma sarà dura. Dell'Agnello-Costa hanno fatto la squadra in economia, tenendo dall'anno scorso Terence Roderick, più Borsato e Natali. Poi Bo Spencer, playmakerino da ritmi alti, a spingere una squadra che dovrà per forza correre. Tanti nomi dalla DNA, alcuni già noti come Musso, Soloperto, Simeoli, ma occhio al '94 Amedeo Tessitori, ex gemello di Matteo Imbrò, quasi altrettanto promettente.
15. BOLOGNA – Che sia vera Fortitudo o no nessun lo sa, di certo vive un momento difficile, con l'attenzione del popolo F rivolta più ai tribunali che al campo, in attesa della tanto auspicata riunificazione. Nel frattempo però c'è da salvare il titolo di Legadue, impresa complicata per un santone delle minors come Salieri, che di solito fa miracoli coi giovani (attesi Pini, Montano, Verri, Diviach, Gasparin) ma stavolta dovrà estrarre sangue anche da rape straniere: Mosley salta al soffitto ma ha zero punti nelle mani, Ricky Harris non si è mai visto, Drenovac chissà. Unici punti fermi Pecile (se sta bene) e i possibili rilanci di Cournooh e Cutolo.
16. IMOLA – Difficilmente giudicabile adesso, visto che parte con un solo extracomunitario, il play-guardia Gay, più il centro sloveno Zagorac, dopo aver transato col vecchio bomber Whiting. Ha molti italiani esperti come Masoni, Maestrello, Valenti, Zanelli, più la gioventù dei promettenti Turel e Chillo. Il ritorno al PalaRuggi - bomboniera che potrebbe dare una mano – dopo dodici anni di esilio a Faenza è però una bella notizia. E se azzecca la guardia americana scalerà molte posizioni.
Enrico Schiavina

I più letti