Recalcati: "Non possiamo commettere certe ingenuità"

Carlo Recalcati

Carlo Recalcati

Il tecnico ha visto anche i lati positivi, ma preferisce sottolineare gli aspetti che sono da migliorare. 
Le sconfitte insegnano più dei successi. E' questa la massima con cui si presenta in sala stampa Carlo Recalcati. 
"Nessun passo indietro, ma una grande conferma: una squadra come la nostra non può permettersi il lusso di commettere ingenuità". Più che le basse percentuali a rimbalzo sono infatti le palle regalate, i falli commessi quando non si poteva e non spesi quando era il caso: queste le occasioni dove per Recalacati la sua squadra ha perso davvero. 
"Alcuni errori fanno parte del DNA di una squadra che è la migliore che si poteva costruire con il budget che avevamo a disposizione, ma che ha alcune lacune strutturali. Quello che non accetto sono le disattenzioni che ci hanno fatto perdere, quando avremmo anche potuto tornare a casa con i due punti. E' su questo che dobbiamo migliorare". 
Il coach di casa passa poi a parlare dei singoli: male Steele ("dovrebbe condurre la squadra, ma lo stop per infortunio lo ha frenato nella crescita, oggi era insicuro, per questo ha giocato poco", ha detto il tecnico), e da rivedere anche Burns: 
"dopo l'ottimo primo quarto i ritmi lo hanno mandato in confusione". 
Il tecnico preferisce evidenziare le negatività, ma sollecitato sui lati positivi non fatica a trovarne: "Ho visto lo spirito giusto, non abbiamo demeritato. Ma la nostra squadra è come se dovesse scalare una montagna ogni domenica, gli errori rendono l'impresa anche più difficile". 
Nella delusione della sconfitta c'è per Valerio Mazzola la consolazione dell'MVP, ma il centro non si dà pace per il passaggio sbagliato a Cinciarini. 
"Purtroppo quella palla persa ha spaccato la partita, mettendo in ombra quanto di buono avevo fatto prima e dopo. Errori come questo li paghiamo cari, ma non tutto è stato negativo: abbiamo giocato alla pari contro un avversario forte, e noi abbiamo una rosa quasi nuova. Possiamo crescere molto". 
Carlo Recalcati

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