La Juve sposta il mirino su Biella

Marco Mordente

Marco Mordente

Una domenica decisamente tranquilla quella appena trascorsa in casa Juve. Una domenica in cui l’entourage bianconero ha potuto tranquillamente ricaricare le batterie e soprattutto rilassarsi dopo l’incontro andato in scena sabato sera al Palamaggiò ed in cui Chatfield e compagni hanno sopraffatto la Vanoli Cremona.
Una partita decisamente dal doppio volto quella giocata dai ragazzi del presidente Gervasio e che, al redde rationem, ha fornito riscontri contrastanti e, per certi versi, poco indicativi.
Prima di esprimere un giudizio - che visti i tempi prematuri è da ritenersi assolutamente provvisorio – c’è da premettere che, oggi come oggi, la Juve è una squadra quanto mai lontana dalla migliore condizione fisica e che, nelle strette contingenze, paga dazio in ragione di una preparazione estiva nonchè di un precampionato che è un eufemismo definire sfortunati.
L’infortunio patito da Visser e soprattutto i mille interrogativi legati al malandato ginocchio di Wise hanno, di fatto, inciso non poco nella crescita tecnico-tattica di un gruppo che dalla sua ha il fisiologico bisogno di giocare insieme per conoscere meglio le due caratteristiche e le sue potenzialità.
Una situazione, questa, che proprio in occasione della partita contro la squadra di coach Attilio Caja si è avvertita in misura, se possibile, ancora maggiore alla luce della sfortunata botta rimediata al capo da Chatfield nel corso dell’allenamento dello scorso mercoledì e che ha indotto lo staff medico ad esprimere grosse riserve sul suo impiego fino a pochi minuti dalla palla a due. 
In realtà, poi, è stato lo stesso ragazzo di Queens (U.S.A.) a sciogliere ogni dubbio e, sotto la sua responsabilità, a mettersi a disposizione di coach Sacripanti in un match di notevole importanza.
Un match, in effetti, che non ha mostrato il volto migliore della Juve. Mai realmente in grado di esprimere un basket convincente, Maresca e compagni hanno fatto tremare i polsi ai circa 2.500 tifosi presenti sugli spalti dopo venti minuti giocati in maniera troppo contratta e con poca lucidità.
Con la Vanoli avanti anche di 15 lunghezze e con il colpo del k.o. più volte a portata di mano, i bianconeri hanno, poi, saputo trovare la forza di volontà ed una discreta compattezza per risalire pian pianino la china e recuperare il terreno maldestramente perduto.
Nella fattispecie, una grossa mano l’hanno fornita i cosiddetti ‘senatori’: al secolo Mordente, Michelori e capitan Maresca. Dai loro canestri e dal loro ‘body language’ è partita la riscossa su cui, in quel di Pezza delle Noci, avrebbero scommesso in pochi.
Una riscossa che ha trovato il suo giusto coronamento in un ultimo periodo in cui la Juve ha piazzato la zampata vincente ed ha steso al tappeto una Vanoli assolutamente irriconoscibile, nelle cui file il solo Vitali ha provato invano a raddrizzare una barca oramai senza guida e completamente in balia delle onde.
Due punti, dunque, nel carniere della Juve che valgono tantissimo soprattutto alla luce del peso specifico potenzialmente in grado di assumere nel contesto della stagione. Due punti che, a questo punto, consentono ai bianconeri di affrontare la settimana appena iniziata con maggiore tranquillità e di preparare serenamente l’ostica trasferta a Biella, in programma la prossima domenica.
Nel mentre, tra l’altro, come accade dall’inizio della preparazione estiva, si dovrà fare i conti con le risultanze provenienti dall’infermeria; nella fattispecie, bisognerà tenere sempre monitorato il ginocchio di Wise e, da ultimo, anche la sua caviglia, uscita malconcia dal match contro Cremona.
Nella speranza che gli imprevisti di natura fisica siano finiti, l’ambiente casertano della palla a spicchi auspica di vedere quanto prima il vero volto di una squadra a cui - secondo qualche addetto ai lavori - l’obiettivo salvezza potrebbe stare anche stretto. 
Marco Mordente

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