Messina: "Chi va in Europa, subito ai playoff"

Ettore Messina

Ettore Messina

Il coach del CSKA parla della stagione e propone una ricetta per le big.
Ettore Messina, nuovo coach del CSKA Mosca, ha rilasciato un'intervista a Il Corriere dello Sport, parlando della stagione di Euroleague che sta per iniziare, che vede la sua squadra grande favorita per il titolo finale. Ecco le sue parole.
"Esperienza in NBA? Sicuramente ho introdotto qualcosa di diverso a livello di metodologia dell'allenamento, dell'uso dell/immagine. per sostituire alcune volte la ripetizione dei gesti in palestra con dei video anche individuali. E' stato interessante conoscere tante tattiche a livello di situazioni speciali, come quelle nei finali di tempo. Ed è stato istruttivo vedere come questi coach Usa si rapportano ai loro grandi giocatori. No, la mia visione del basket non è cambiata. Anzi, è stata confortata dal fatto che anche da loro tutto parte dall'idea di solidità di squadra, con un attacco dove il movimento di palla e di uomini e le spaziature sono concetti fondamentali. E mi ha confortato anche accorgermi che anche nella NBA i giocatori che fanno la differenza sono quelli che hanno la capacità di essere molto esigenti con se stessi". 
Euroleague che pensa ad una Grande Lega Europea? 
"Credo che ipotizzare la scomparsa dei campionati nazionali non sia una cosa positiva, e comunque non credo che ci sia la volontà di arrivare a questo. Probabilmente c'è il bisogno di riconsiderare quelli che sono gli obiettivi; e soprattutto le necessità dei tifosi, che vogliono assistere al derby contro la squadra della stessa nazione ma anche vedere molte più partite contro grandi club europei. Alla fine penso si andrà verso la partecipazione dei club più importanti alle loro leghe nazionali a partire dalla seconda fase, come accade ad esempio nella Lega Adriatica con le formazioni serbe. Perchè in fondo vedere giocare le squadre più importanti contro quelli più deboli non è un gran vantaggio per nessuno. Viceversa, inserire quelle due, tre squadre che fanno l'Eurolega nelle rispettive leghe a partire dai play off probabilmente potrebbe essere una soluzione; la stessa che nella Lega Adriatica hanno sperimentato con successo". 
Pianigiani all'estero? 
"Il primo anno non è mai facile. Ma aver portato con sé una persona come Dalmonte, sicuramente lo aiuterà. La chiave è sempre il rapporto con le altre persone di là, in questo caso con club e giocatori turchi". 
Il suo lavoro come ct? 
"Eccellente. Ha ricreato mentalità, spirito di gruppo ed entusiasmo". 
Milano ha messo insieme, per nomi e qualità dello staff un squadra da play off, poco ma sicuro. Siena e Cantù si sono rinnovate entrambe: bisognerà vedere in quanto tempo riusciranno a ritrovare l'equilibro e la solidità che le hanno caratterizzate negli ultimi anni. 
"Per me comunque hanno la possibilità di arrivare tranquillamente alle top 16. Quest'anno c'è molto molto equilibro, i play off saranno ancora più interessanti". 
Tre giocatori da seguire? 
"Mirotic del Real, sicuramente un giocatore che in questo momento sta spostando gli equilibri, Papanikolau dell'Olympiacos e Vlado Micov del Cska". Le offese del bimbo a Basile? 
"Siamo lo specchio della nostra società, dove se ne vedono di tutto i colori: dagli assessori che prendono tangenti per le colonie dei bambini al dirigente che taglia le gomme dell'auto di una persona con disabilità. Ecco che fatalmente tanti vanno nei palazzi dello sport e individuano nell'avversario il nemico da insultare anziché un compagno di avventura. E' il frutto della nostra società. Non è sbagliato solo quello che vediamo nei nostri impianti: è sbagliato quello che vediamo fuori". 
Ettore Messina

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