Dalla Salda: "La strada e' ancora lunga. Dobbiamo mantenere la giusta tensione"

Alessandro Dalla Salda

Alessandro Dalla Salda

Con l'AD della Trenkwalder, Alessandro Dalla Salda, non più tardi di tre settimane fa, si parlava di cosa avesse questa squadra, di quali fossero i problemi principali, di come poter uscire dalla striscia negativa di risultati. Ora tutto è cambiato, non tanto in seno alla squadra, che è rimasta sempre positiva e ha sempre lavorato sodo credendo nei propri mezzi, quanto nella sensazione che la stessa trasmette ai tifosi e addetti ai lavori. Certo, le vittorie sono la miglior medicina per ogni male, ma questa Trenkwalder ha messo sul parquet qualcosa in più: ha ritrovato la capacità di soffrire, la voglia di lottare su ogni pallone con gli occhi della ti- gre e ha ritrovato quella tensione mentale che pareva perduta. Dalla Salda, finalmente un trend positivo. Che sapore hanno tre vittorie consecutive? Tre successi in Serie A sono certamente qualcosa di molto positivo. Abbiamo ritrovato quella tensione nervosa che non riuscivamo a tirare fuori quando era necessaria, ora invece vedo che la squadra è ritornata ad avere il piacere di sacrificarsi, inteso come capacità di far vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, tirando fuori il meglio anche dai nostri difetti, coprendo le lacune che abbiamo. C'era da mettere in moto il meccanismo, ora stiamo carburando e questo, sommato allo spirito di sacrificio e al lavoro svolto, sta portando a risultati positivi. Non crede si sia rivista anche la capacità di soffrire nei momenti difficili? Vero, ed è l'aspetto che mi ha fatto più piacere nelle ultime due vittorie. Anche contro Pesaro, come nella gara di Milano, l'avversaria è rientrata al -4: ecco, noi in quel momento siamo stati bravi a ricacciarli indietro, non per fortuna o demeriti loro, ma per nostra capacità nel sapere cosa fare per uscire dal momento difficile; questo è senza dubbio anche un merito tecnico e significa che il lavoro è stato incanalato nella direzione giusta. Questa Trenkwalder ha trovato anche un leader in Andrea Cinciarini... Andrea è un giocatore di grande spessore; basta guardarlo negli occhi per capire la sua voglia di vincere e di arrivare. Questa caratteristica è in grado di trasmetterla ai compagni e quando lui è in campo, si ha la certezza che tutti renderanno oltre il loro massimo. Menetti ci ha sempre ripetuto che ci saremmo innamorati di un giocatore come lui, perché Reggio ama gli atleti che lottano e fanno tutto per la maglia. Però vorrei anche puntualizzare una cosa... Prego... La squadra è stata volutamente costruita, per certi versi, senza un leader: quando ci siamo lasciati alle spalle l'esperienza con Dawan Robinson, "lider-màximo" di questo gruppo, non avrebbe avuto senso scimmiottare qualcosa che difficilmente sarebbe stato ripetibile, perché a suo modo Robinson era unico. Siamo stati bravi e fortunati a trovare una leadership di gruppo, aspetto che poteva diventare un'arma a doppio taglio se le cose fossero andate male, perché in quel caso non si ha l'appiglio al leader per provare a uscirne. Questo senza sminuire minimamente quanto detto su Andrea, che riteniamo un giocatore bravo tecnicamente e di cuore. Contro Pesaro si è visto qualche sprazzo di vero Do-minic James, soprattutto difensivo. Abbiamo notato molti cenni d'intesa e d'incoraggiamento tra lei e il giocatore: c'è rinnovata fiducia nei suoi confronti? Dominic non ha mai dato adito a critiche a livello di atteggiamento professionale e i compagni questo lo hanno sempre riconosciuto. Certo, le sue gare erano vuote a livello di iniziativa, di personalità e questo non potevamo accettarlo; mentre se il ragazzo "resta sul pezzo", come si suol dire, può esprimere le sue migliori doti, atletiche, fisiche, di difesa come ha fatto ieri. Abbiamo parlato molto con lui, con il suo agente i-taliano, per provare a capire meglio noi-lui e lui-noi. Poi può starci anche che alcuni giocatori non si riescano ad ambientare, è successo negli anni passati; non deve piacere per forza Reggio Emilia e ci vogliono tempi diversi per l'ambientamento. Arriverà anche la sua famiglia a breve e questo speriamo lo aiuti ulteriormente. Ci aspettiamo di più di certamente, ma la squadra lo sta aiutando come meglio non si potrebbe fare. Peccato che alcune avversarie dirette per la salvez- za, domenica abbiamo ottenuto vittorie importanti... Credo che il nostro obiettivo sia legato a noi stessi. Dobbiamo pensare una partita alla volta, tenere profilo basso e umiltà, mantenendo una tensione nervosa sempre al massimo livello, andando in campo con la certezza di potercela fare contro tutti. Se questa tensione sarà quella giusta, allora potremo andare oltre le nostre possibilità, com'è stato negli ultimi anni dalla salvezza delle Legadue fino allo scorso anno. Dobbiamo arrivare a dieci vittorie, che ritengo un obiettivo che ci potrebbe regalare la salvezza; da quel momento in poi vedremo dove saremo e cosa potremo fare ancora, ma per ora non guardiamo troppo avanti ne' alle altre. Il lavoro che ci a-spetta è ancora tanto e dobbiamo tenere la giusta tensione.

Alessandro Dalla Salda

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