Al via la nuova stagione NCAA!

Il conto alla rovescia è ormai terminato, ed una nuova stagione NCAA è agli albori. Nessuno tra gli appassionati della palla a spicchi può restare indifferente al fascino del campionato collegiale, che pur essendo un torneo giovanile, trova paradossalmente più seguito del campionato NBA, il sold out è spesso la regola, e non l'eccezione come invece accade dalle nostre parti. 
Oltre 300 college suddivisi quasi tutti in 33 conference, quasi poichè alcuni di essi, in genere quelli provenienti dalla Division II inizialmente non hanno allocazione restando delle mine veganti, 5000 atleti, e di essi solo una minima parte vivrà una carriera da professionista, un'esigua minoranza varcherà la soglia della NBA coronando un sogno cullato dall'infanzia, per tutti gli altri il termine dei canonici quattro anni rappresenterà la chiusura di un'entusiasmante parentesi della propria vita.

La situazione di Kentucky la vincitrice dello scorso anno
La storia insegna che non ci sia cosa più facile del passaggio dagli altari alla polvere nel giro di una stagione, il ricambio generazionale non consente una qualsivoglia programmazione a lungo termine, ed anno dopo anno si è costretti, se non a ripartire da zero, a rifondare una squadra sulle ceneri di quella precedente, ripetersi è una chimera, e così sarà per i campioni in carica di Kentucky che hanno lasciato nello scorso draft l'intero quintetto più il sesto uomo, ma ci riproveranno perchè sono stati protagonisti di un reclutamento molto profondo riuscendo ad inserire nel roster Nerlens Noel, il miglior prospetto delle HS insieme a Shabazz Muhammad che ha optato per UCLA, Alex Poythress ed Archie Goodwin anche loro nella Top 10 dei freshman, oltre al grezzo Willie Cauley che nei progetti di Calipari sarà per ora solo un'alternativa a Noel in attesa di tempi migliori che non tarderanno a venire. 
Ciò che resta della scorsa stagione non è comunque da buttar via, Kyle Wiltjer talento sacrificato in panchina per ragion di stato nel campionato appena passato, e Ryan Harrow finalmente disponibile dopo l'anno di stop a causa del trasferimento da North Carolina State, lasciano presagire che anche al prossimo draft i Wildcats saranno vittima di un saccheggio.

Le Favorite del torneo
Sebbene molto attrezzata, la squadra di Calipari non è la favorita numero uno, ma il gradino più alto del ranking prestagionale è occupato dagli Indiana Hoosiers eliminati lo scorso anno proprio da Kentucky nelle Sweet Sixteen e che da troppo tempo mancano l'appuntamento con il prestigioso traguardo delle Final Four.
Come tradizione ad Indiana si punta su di un collettivo vincente e non sui singoli, e Cody Zeller a parte, candidato autorevole alla prima scelta assoluta del prossimo draft insieme ai rookie Noel e Muhammad, coach Crean può contare su di un'ossatura collaudata e d'esperienza, senza nomi altisonanti, a cui è stato aggiunto il talento di Yogi Ferrell, point guard rapida e creativa, con pochi rivali in campo aperto, che per diversi aspetti ricorda il leggendario Dee Brown trascinatore dei Fighting Illini di qualche anno fa, giusto per non evocare scomodi paragoni con Isiah Thomas che degli Hoosiers ha scritto la storia.
Il ruolo di favoriti ha nociuto a non poche squadre, ed in una conference competitiva come la Big Ten non ci vuole molto a sprofondare nelle posizioni di rincalzo per ritrovarsi nel tabellone NCAA con una collocazione sbagliata.
Le rivali di sempre non staranno certo a guardare, Ohio State cercherà di raccogliere i frutti del massiccio reclutamento delle ultime due annate, e se da un lato Thad Matta dovrà rimediare alle perdite di Jared Sullinger e William Buford, dall'altro Deshaun Thomas ed Aaron Craft scalpitano per dimostare di non essere giocatori da secondo giro, mentre Lenzelle Smith e Shannon Scott finalmente avranno i minuti a disposizione per esprimersi al meglio, ed oltre loro, senza nascondere un pizzico di campanilismo, un occhio di riguardo per il nostro Amedeo Della Valle che dovrà sudarsi minuti e fiducia, ed almeno inizialmente sarà dura per lui, unico rookie della squadra.
Nella Big Ten sono molteplici le rivalità consolidate, e non poche le partite che possono valere da sole una stagione, i rivali di Michigan State difenderanno ad ogni costo il titolo di conference sperando nel pieno recupero dell'atletico e spettacolare Brandon Dawson la cui assenza pesò nell'eliminazione alle Sweet Sexteen dello scorso marzo.
Tom Izzo presumibilmente si consolerà della perdita di Draymond Green con la crescita di Adreian Payne, ed inoltre potrà contare su di un backcourt in cui, dai progressi di Keith Appling e dall'innesto di Gary Harris, trapelano sensazioni positive.
A sperare in una stagione che possa culminare con le Final Four sono però anche, e forse di più, i cugini di Michigan che da troppi anni, dall'era dei Fab Five, non superano lo scoglio del secondo turno, questa potrebbe essere la volta buona per una squadra con diversi elementi dal pedigree nobile: i figli d'arte Tim Hardaway jr, Glenn Robinson III e Corey Person, oltre a Jon Horford, fratello di Al, anche se questi ultimi due ricoprono un ruolo marginale nelle rotazioni di John Beilein.
Non marginale è invece il sorprendente Trey Burke, point man tascabile che continuando nella parabola evolutiva potrebbe raggiungere posizioni da lotteria nel prossimo draft, così come non marginale sarà l'apporto del rookie Mitch McGary.
Il torneo NCAA è comunque solo la punta di un iceberg, prima ancora viene il titolo di conference, traguardo prestigioso in contesti dalla grande tradizione come appunto la Big Ten o la ACC, un po'meno per altre come la Horizon, la Ivy League o la Ohio Valley che a volte non garantiscono neanche l'accesso alle march madness, ma dalle quali nascono favole come quella della cenerentola Butler, per due volte consecutive arenatasi contro l'ultimo scoglio, ed ancora estremamente prestigioso sarà per quest'anno il titolo della Big East, prima che pezzi importanti come Syracuse e NotreDame emigreranno nella ACC.
Resteranno invece i Louisville Cardinals di Rick Pitino, team dalle individualità modeste che fa di coesione e sistema il suo punto di forza, ed a ragione viene considerato il più serio antagonisti di Indiana.
Non mancheranno le squadre outsider, sovvertendo settimana dopo settimana, partita dopo partita, ogni pronostico grazie all'esplosione, a volte inattesa e comunque sperata, di qualche giocatore che riuscirà poi a confermarsi conquistandosi una chiamata prestigiosa al draft, oppure verrà risucchiato nelle sabbie mobili della normalità: i Syracuse Orange punteranno su Brandon Triche e Rakeem Christmas, i vice campioni di Kansas sulla consacrazione di Elijah Johnson e sul rookie Perry Ellis sperando che raccolga la pesante eredità dei gemelli Morris e di Thomas Robinson, ed infine UCLA regina dell'ultimo reclutamento con pezzi da novanta come Shabazz Muhammad e Kyle Anderson, esterno atipico ed elegante che dall'alto dei suoi 205cm ha incoraggiato qualche scomodo paragone con Kevin Durant, a completare un nucleo di spessore, ma le eventuali fortune dei Bruins dipenderanno dalla posizione accademica di Muhammad che per ora non potrà essere utilizzato a causa della sospetta violazione delle regole sul dilettantismo che in passato hanno mietuto non poche ed autorevoli vittime.
Discorso a parte meritano Duke e North Carolina, non è corretto definirle outsiders anche quando non sono favoritissime potendo entrambe lustrarsi il petto con undici partecipazioni alle Final Four e quattro titoli, a dimostrazione del fatto che non fanno semplicemente parte della storia NCAA, ma ne sono la storia, e se per Krzyzewski qualche correttivo su di un telaio collaudato potrà essere sufficiente a far dimenticare l'amarezza dell'eliminazione al primo turno ad opera della modestissima Leigh Muntain, per North Carolina non sarà così: saccheggiata al pari di Kentucky nell'ultimo draft, Roy Williams dovrà ricostruire una squadra dalle fondamenta, e dalla qualità del reclutamento si intuisce il tentativo di seminare costruendo un gruppo i cui risultati saranno raccolti verosimilimente l'anno venturo, consentendo ai vari Marcus Paige e Brice Johnson di crescere all'ombra di Reggie Bullock e James McAdoo che quasi sicuramente tenteranno la carta del draft, con prospettive particolarmente rosee per quest'ultimo, e non è da escludere che se alle loro individualità dovesse aggiungersi l'esplosione di PJ Hairston, al torneo NCAA i Tar Heels avranno molto da dire.
La sensazione è però che tra le due litiganti di questa rivalità eterna, ne approfittino i Wolfpack di North Carolina State che finalmente tra le due principesse non sembrano destinate al ruolo di vaso di coccio, bensì a dettar legge nella ACC con CJ Leslie atteso dalla definitiva consacrazione che lo catapulti al top nel prossimo draft, ed il fuciliere Rodney Purvis, freshman le cui ambizioni sono supportate da un indiscutibile talento.
La corsa è dunque incominciata, e da qui alle follie di marzo ne scorrerà di acqua sotto i ponti, non mancheranno le sorprese, pronostici smentiti, altri confermati, ed alla metaforica mezzanotte delle march madness ci sarà sicuramente una piccola cenerentola che catalizzerà l'attenzione di tutti gli appassionati accattivandosene la simpatia, giocatori che assaggeranno la gloria per qualche istante, altri che invece vedranno i loro sogni svanire su di un ferro!

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