Fip: a chi demanderà Gianni Petrucci?

Gianni Petrucci tornerà alla guida della Federazione quasi 14 anni dopo averla lasciata per andare alla presidenza del Coni. Avrà un potere assoluto che nessuno è in grado di contestargli, ma dovrà comunque delegare carichi e incarichi, perché nessun generale si occupa di vitto, alloggio e minuto mantenimento. Dunque, all’interno del rinnovato consiglio federale ci saranno - badate bene alla terminologia - capitani, tenenti, marescialli aiutanti di campo. Lasciando perdere i rappresentanti delle varie categorie, generalmente, passando ad una nomenclatura non militare, ministri senza portafoglio, il ruolo di destinatari delle deleghe del potere esecutivo lo avranno i cinque consiglieri espressi dai Comitati Regionali. Secondo la tradizione che fa molto elezioni presidenziali Usa (scusate l’ardire, il sorriso ironico è scappato anche a noi) che i più forti si spartiscono tutto. Ed allora: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio si fanno un pokerino condiviso, il quinto consigliere chiunque sia conterà come una coppia nei confronti di una scala reale. Così vanno le cose, questo è il meccanismo arcaico che nessuno vuole smantellare e che manda al governo della pallacanestro italiana persone di apparato, come nella migliore tradizione della Prima Repubblica della politica.
Non ho niente contro i funzionari e contro chi comunque “se ne mette” per il basket lontano dai riflettori, ma non sono nemmeno nato su Marte per non sapere che ad un certo livello anche nel basket governare al vertice, sia pure regionale, non comporta solo oneri. Forse qualche onore, onesto e per carità senza lucro, c’è comunque.

Però, ripeto, mi piacerebbe che nel momento stesso della loro candidatura al Consiglio Federale tutti i candidati espressione dei Comitati Regionali producessero cifre certificate sul loro operato. Rendimenti economici, ma non solo. Ad esempio sul numero delle società e dei tesserati iscritti al momento del loro arrivo e ad oggi. Poi, nello specifico, sul numero degli arbitri con particolare riferimento a quelli esordienti, i giovani “fischietti” che si affacciano all’attività, perché mi risulta che in certe regioni “big” le cifre di decrescita siano allarmanti. Mi piacerebbe anche avere una giustificazione - ma sarò poi più preciso - su certe operazioni immobiliari che all’apparenza sembrano sconcertanti: ovvero acquisti di sedi per comitati regionali per cifre che sfiorano il milione di euro, assolutamente sproporzionate sia per quello che riguarda il valore dell’immobile in sé (e parlo con assoluta cognizione di causa), che per la decisione di sottrarre certe cifre ad altre iniziative che forse sarebbero più opportune.
Caro Presidente Petrucci, come postilla alla lettera aperta di qualche tempo fa le dico che una grande differenza fra il basket che lei ha lasciato e quello che ritroverà è che se in Federazione e nelle leghe si è persa la voglia o la capacità di lottare in maniera comune, altrove, come a BasketNet e fra il suo affezionato e propositivo seguito, è invece vivissimo un sentimento che non è di antipolitica. Tutt’altro: è politica nell’accezione originale, che riguarda l’amministrazione delle cose di tutti. C’è chi la fa e chi la giudica, nell’interesse comune. Nel nostro caso, il secondo, vigiliamo, diffondiamo e avvertiamo: anche quella dei canestri è una repubblica, se qualcuno pensa che l’elezione dei consiglieri federali sia dispensata da una nostra accurata e preventiva analisi sulle “referenze” consigliamo la lettura del testo “Signora Illusione” di Aurelio Fierro: dolce chimera...

Franco Montorro

Direttore BasketNet

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