Due F, due Aquile: un miracololo e un pasticcio


Due Fortitudo, due Aquile. Di fatto. Una settimana dopo il Fortitudo contro Fortitudo in DNA, che in realtà era Eagles Bologna contro Fortitudo Agrigento, ecco Aquila contro Aquila in Legadue, o meglio Biancoblu Bologna-Aquila Trento. Allora, se l'unica vera Fortitudo vista di recente a Bologna era quella siciliana, l'unica vera Aquila è quella trentina appena passata per il PalaDozza... E avanti con le battute.
Scherzi del calendario, e proprio mentre la querelle attorno all'eredità della vecchia F sta montando al parossismo. Altro scherzo: Biancoblu e Eagles hanno giocato per la prima volta in contemporanea in casa, l'una al PalaDozza, l'altra a San Lazzaro. Poi la prima ha di nuovo vinto e la seconda ha perso, anche se è un confronto che non ha senso, essendoci una categoria di distanza.
Paradossale, o forse grottesco, o ancor meglio ridicolo: due sedicenti eredi della vecchia F in campo nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza. Se mai qualche appassionato avesse avuto voglia di seguirle entrambe - pochi certo, piuttosto sono molti quelli che non ne riconoscono nessuna delle due - non avrebbe potuto farlo. E il proprietario è lo stesso...
Altro paradosso: le due squadre in campo continuano a far bene, specie una BBB molto oltre le sue possibilità, sempre più prima in Legadue, eppure a Bologna se ne parla pochissimo. Ciò che tutti vogliono sapere è cosa farà Giulio Romagnoli, che oggi ha in mano entrambi i club. Il doppio patron che recentemente ha visto Petrucci e Meneghin e avrà sicuramente implorato di poter riavere il codice 103 per la sola squadra che resterà nell'estate 2013, ha anche detto che non è vero che vuol liberare subito i giocatori più importanti degli Eagles. "Finiremo la stagione con le due squadre, sarebbe una vittoria enorme" ha detto. Se ci riesce gliene andrà reso merito, ma non si vede come mai farà ad accontentare la Fossa e chi vede un futuro solo ripartendo dagli Eagles. 
Servirà un miracolo, che solo la Fip potrà forse fare. Di miracoli nel frattempo continua a sfornarne la BBB, ora 5 su 5 in campionato dopo aver battuto anche Trento, che sulla carta dovrebbe esserle superiore in tutto. 
Nel derby delle aquile, la Biancoblu (erede legittima della F o usurpatrice, l'aquila dello stemma SG ce l'ha sul petto...) continua a sorprendere, vince anche tirando col 36% dal campo, soffrendo e sbuffando, con eroismi come quello del rookie Verri, un muro difensivo sul veterano Elder e il temuto Umeh, fresco dei 38 punti contro Imola, tenuto a 3/11 e 5 perse.
L'Aquila Trento, il vecchio nome con cui tutti chiamano il club che in realtà è iscritta alla Legadue come Pall. Trento 2009, avendo acquistato un titolo sportivo e cambiato codice Fip tre estati fa (ricorda qualcuno?), era 3-0 tra precampionato e coppa contro i bolognesi ma stavolta è andata sotto sia sul piano dell'intensità che su quello tattico. Ennesimo sforzo disumano della banda Salieri, con niente o quasi dai tre stranieri (Harris 2 punti, Drenovac n.e., qualcosina solo il saltatore Mosley), del solito Pecile e poi di Cutolo, Cournooh, anche Vitali junior. Come facciano questi ad essere primi in Legadue lo sanno solo loro e il loro sottovalutatissimo coach.
A poca distanza da lì gli Eagles perdevano invece per la prima volta in casa, contro Latina, trascinata da un Marko Micevic (16+12) che qualcuno ricorderà nell'ultima F che vinse la B1 col tiro di Malaventura a Forlì. Bravi gli avversari, e un passo falso ci può anche stare, dopo tante difficoltà fuori dal campo e le tante voci che ronzano nelle teste dei giocatori, tra pubbliche richieste di decurtazione degli ingaggi e ipotesi di smobilitazione forzata.
Considerazione finale: sommando i 3033 spettatori dichiarati al PalaDozza e il solito migliaio al PalaSavena - per due partite tutt'altro che di cartello - vengon fuori i soliti quattromila. Di questi tempi, tantissimi. Vogliamo continuare a tenerli divisi?
Enrico Schiavina

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