DNA-Report: Piazza grande

Dal basso del suo metro e 72, Alessandro Piazza è uno che difficilmente passa inosservato. Figurarsi se segna 28 punti e 10 assist all'esordio con una nuova squadra, la Viola Reggio Calabria.

In questo inizio di stagione si è parlato parecchio di Piazza, per svariati motivi. Intanto non si è capito perché un giocatore che nelle ultime cinque stagioni (Teramo e Cremona in A, Forlì, Rimini, Barcellona in Legadue) ha dimostrato di valere ampiamente un torneo pro decida di scendere in DNA. Magari per tornare alla sua alma mater, quella Fortitudo che per qualcuno a Bologna era appunto reincarnata negli Eagles. Di cui Piazza è stato capitano, trascinatore (14.9 punti e 5.6 assist in 10 gare, alcune di grande spessore) e uomo simbolo, anche nelle sofferte trattative per non sparire, quando il club ha cambiato proprietà a metà novembre.

Bolognese doc, a un certo punto sembrava che tutti sotto le Due Torri sapessero nei dettagli le rotonde cifre del suo contrattone, tanto se ne è parlato in giro, persino sui media locali. Contratto firmato però in estate con Sacrati, e l'altra cosa che non si è capita è come lui e gli altri Eagles possano aver creduto di poterli prenderli davvero, quei soldi, da quella società. Dopo due mesi di agonia infatti è arrivata tristemente la fine, e il conseguente liberi tutti.

Qui di nuovo non si è capito perché a quel punto non si sia fatto sotto nessuno dal piano di sopra, ma solo la Viola (o forse è il caso di chiamarla “prosecuzione della Viola Reggio Calabria”?), nome e città suggestiva ma situazione tecnica e societaria tutt'altro che rosea.

L'esordio di Piazza in arancionero comunque è stato strepitoso. Non solo il già citato 28+10, anche 5 recuperi per 37 di valutazione. Una partita enorme per una vittoria importante, a Codogno contro una delle squadre più attrezzate della DNA, Casalpusterlengo. Poi Reggio Calabria è ancora ultima in classifica, ma con lui e una squadra sulla carta niente male, rigenerata anche dal recente cambio di manico (ora è la vecchia volte Francesco Ponticiello), la prospettiva cambia radicalmente.

Perché al netto dell'infinita querelle-Fortitudo, delle beghe contrattuali, dei travagli reggini, una cosa è sicura: a 25 anni, questo Piazza se non è il miglior interprete del suo ruolo in DNA, poco ci manca. Il consiglio per quelli di Reggio Calabria è di goderselo, finché possono.
Enrico Schiavina

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