Angelo Gigli: «Non siamo depressi»

Il centro della Virtus Angelo Gigli è stato intervistato dal Resto del Carlino. Ecco le sue parole: "Tra di noi non si respira un clima di insoddisfazione o di insofferenza, ma siamo motivati a cambiare le cose per vivere una situazione più soddisfacente. Alla base delle nostre difficoltà ci sono cause che non dipendono da noi, ma noi lavoreremo per superarle"....

Quali sono questi motivi?

"Gli infortuni vanno e vengono e non ci permettono mai di lavorare tutti insieme. La conseguenza è che questo non ci consente di preparare la partita come una squadra giovane come la nostra dovrebbe fare. Tre sconfitte consecutive non fanno bene all'umore, ma bisogna anche dire che abbiamo incontrato tre avversari con cui avremmo fatto fatica anche al completo. Non siamo spensierati, ma neppure depressi: dobbiamo crescere e l'unico modo per farlo è quello di stare in palestra e allenarsi".
C'è anche un po' di inesperienza?
"Questo aspetto non va sottovalutato, ma non è la ragione principale della nostra situazione. Quando si è giovani è normale essere inesperti ma, ho constatato con grande piacere, che anche i ragazzi dell'under19 hanno un atteggiamento molto professionale anche se non tutti sono dei professionisti. E' la miglior base di partenza per invertire la direzione di marcia".
La partecipazione alla Final Eight è a rischio?
"Noi domenica con Brindisi dobbiamo vincere e forse la Coppa Italia è l'ultimo motivo per cui ci serve questo successo. Mi sento di dire che ce lo meritiamo per la voglia che abbiamo di reagire e lo merita il pubblico per il sostegno che ci sta dando. Ci serve una prestazione convincente".
L'eventuale vittoria sarebbe una svolta?
"No. Non dico che è la norma battere gli avversari che sono alla nostra portata, ma se vogliamo andare ai playoff queste partite vanno vinte. La svolta arriverà solo quando troveremo un po' di continuità nei risultati".
I tre Usa non convincono?
"Vengono da esperienze molto diverse e non hanno ancora avuto la possibilità di lavorare con continuità. Oltre al nostro ruolo sul campo io e Poeta possiamo dare tanto a questo gruppo perché siamo i più esperti e perché siamo gli unici rimasti. Io tra ginocchio e influenza solo ora sto lavorando alla grande così come Peppe ha avuto un problema fisico. Mancano due giornate alla fine dell'andata e abbiamo fatto pochi allenamenti al completo. Questo ha pesato molto sull'inserimento dei tre statunitensi".

I più letti