Trinchieri C.T. della Grecia? Meditate, meditate...

Dalle Olimpiadi fallimentari a casa sua, la Grecia ha sopravanzato l’Italia come risultati al vertice delle sue Nazionali maschili, mentre il sorpasso dei club era già avvenuto, con qualche eccezione. Oggi che alla guida della rappresentativa ellenica viene chiamato un allenatore italiano e dal non ancora eccelso pedigree internazionale, il sentimento prevalente e non immotivato è l’orgoglio: dopo quello che ha fatto Scariolo con la Spagna, dopo quello che ha fatto Messina in Russia e nella NBA, senza dimenticare i trascorsi oltreconfine di Mazzon e l’attualità di Pianigiani e Boniciolli... 

Bello, bello, tutto molto bello soprattutto perché all’estero sanno evidentemente trovare le perle in poche ostriche e molte cozze, mentre noi (scusate: voi, organi di rappresentanza e non solo degli allenatori) dovremmo riflettere meglio su questa situazione paradossale di una pallacanestro ai minimi storici in campo internazionale e con un campionato sempre più impoverito di talento e personalità e che pure propone l’eccellenza in due campi. Quello tecnico e quello arbitrale. Lasciamo stare il secondo, solo momentaneamente, rimaniamo agli allenatori.

Che fanno con quello che hanno, che sono sempre i principali capri espiatori, che un tempo si rapportavano al massimo con un dirigente e un presidente mentre oggi si vedono scavalcati (ma spesso o sono conniventi o, peggio, accondiscendenti) anche dagli agenti.

Gli allenatori italiani sono sempre stati i migliori d’Europa e lo dico da insofferente alle generalizzazioni, perché in maniera molto italiana hanno saputo essere pratici. I loro colleghi dell’ex Jugoslavia avevano a disposizione giocatori al top sotto l’aspetto fisico e dunque hanno sempre potuto dedicarsi, in maniera ottimale, alla teoria. I nostri hanno dovuto combinare tecnica e tattica, lavorare di fantasia per ottenere il meglio lavorando sui difetti e diversamente dai colleghi d’Oltreadriatico lavorare molto di psicologia e sul carattere. Sarà anche per questo che non si ricorda uno jugoslavo, ma anche un russo, non dico simpatico ma aperto.

I Greci rappresentano qualcosa a parte, per comoda vicinanza geografica apertissimi a giocatori slavi naturalizzati e a tecnici della stessa provenienza allettati. Oggi hanno scelto Andrea Trinchieri, con occhio lungo e naso che sa fiutare bene, e questo deve farci piacere. 

Con una postilla: nel 2010 Andrea venne proposto come allenatore dell’Under 18 e lui dicono avesse accettato, quasi gratis. La cosa non andò a buon fine, pare per ragioni geopolitiche. Italiani e Greci, una faccia una razza. Non è sempre vero.


Franco Montorro

Direttore BasketNet

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