Il passaggio dal Minibasket al basket giovanile (5)

In palestra l'Istruttore non deve solo lavorare sui fondamentali in modo esasperato (ci sarà tempo dopo!), ma deve sviluppare la mobilizzazione, proporre esercizi di pre-acrobatica, di equilibrio, di lateralità e bilateralità, a coppie, in situazioni diverse, esercizi didattici, gare e giochi.

Sicuramente i fondamentali individuali (e di riflesso quelli collettivi) miglioreranno, migliorerà la capacità di anticipazione e di scelta, il controllo dei gesti e dei movimenti, i fondamentali di gioco diventeranno più efficaci.

L'insegnamento dei gesti tecnici, dovrà passare attraverso le tappe della coordinazione grezza (che corrisponde all'assimilazione della base tecnica del gesto da imparare), della coordinazione raffinata, con la precisazione ulteriore dei diversi gesti e movimenti e della stabilizzazione della coordinazione raffinata e dello sviluppo della disponibilità variabile.

Nella prima tappa, l'Istruttore deve semplificare al massimo l'apprendimento dei fondamentali; è necessario creare condizioni tali che già ai primi tentativi il ragazzo riesca a percepire sensazioni corrispondenti a quelle della corretta esecuzione del gesto (dimostrazione e spiegazione chiara e corretta da parte dell'Istruttore).

I fondamentali di gioco devono essere capiti dai ragazzi, non solamente eseguiti senza sapere il perché si fanno; la correzione non deve essere troppo analitica, occorre procedere dal facile al difficile, dal conosciuto allo sconosciuto.

Progressivamente il gesto deve essere interiorizzato, devono essere rimosse le parti inutili (sincinesie) e all'inizio si deve curare l'essenzialità del gesto e non la sua esteticità.

E' importante che l'Istruttore crei nei suoi giocatori l'immagine generale del gesto o del movimento da apprendere (chiedere se hanno capito a cosa serve, perché si deve fare e come si deve eseguire).

E’ importante lasciare loro la possibilità di sbagliare senza l'assillo di essere puniti e consenta loro un ampio spazio alla creatività e alla fantasia motoria.

Quando l'Istruttore avrà valutato che il gesto e stato assimilato, memorizzato e rappresentato correttamente, passerà alla fase successiva, cioè alla "messa a punto" del sistema dei movimenti.

Questa fase inizia dopo l'acquisizione della forma generale del gesto e prosegue fino allo stadio della forma raffinata (con pochi errori).

Il processo di perfezionamento della coordinazione dei movimenti rappresenta l'aspetto più evidente di questa fase; in questo preciso momento si concentrano i processi di eccitazione, si producono varie reazioni inibitorie, si registra una ulteriore precisazione de decorso dei processi corticali, si va verso l'automatizzazione del movimento (senza una attenzione consapevole).

Così facendo, la coordinazione motoria è perfezionata e stabilizzata e il compito motorio viene assolto con grande sicurezza e consapevolezza.

Tutto ciò non può essere ancora definito come abilità motoria specifica, perchè non è ancora stato consolidato un sistema di movimenti ben formato e inoltre il gesto può essere ancora disturbato dalla fatica, dall'emozione, dall'ansia, dalla pressione dell'Istruttore (che vuole tutto e subito) e dall'aumento dello sforzo fisico.

Professor Maurizio Mondoni

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