Avellino, si riparla di Mancinelli

Stefano Mancinelli

Stefano Mancinelli


Wow... Lakovic! Questo il commento più frequente apparso sui siti di settore alla notiziona dell’arrivo del mancino sloveno. Una scelta che – per certi versi - alimenta qualche dubbio, ma l’impegno e i sacrifici della Sidigas vanno lodati a prescindere. La tempistica ridotta e i malumori della piazza imponevano di prendere un crack, almeno sulla carta. Play 34enne di 186 cm, ha alle spalle una carriera prestigiosa. Un nome importante e un’operazione da 50mila euro al mese... ma con l’incognita dell’età, dell’integrità e delle motivazioni dell’atleta il quale – a causa di un braccio di ferro col Galatasaray – non ha giocato granché. Un campionissimo, ma ad Avellino serve anche altro e non solo in entrata. Con due tesseramenti ancora a disposizione, il mercato della formazione biancoverde resta aperto. E siccome in giro si dice che la compagine irpina abbia vinto al Superenalotto, non meravigliatevi se ingaggerà Mancinelli. Un altro professore del gioco e dal pedigrée a 5 stelle – uno che copre entrambi gli spot di ala - ma con rabbia e voglia tutte da verificare. D’altronde, peggio di così non può andare... Però siamo sicuri che gente del genere si sbucci le ginocchia e lotti per la salvezza? Obbligatorio a questo punto sfoltire la rosa, anche per inviare al gruppo un messaggio forte e chiaro. Per la serie: comandiamo noi! Richardson e Dragovic hanno superato ogni limite e potrebbero andare fuori rosa. Hardy ha un contratto blindato – ennesima chicca... – e resterà, ma dovrebbe essere Shakur, quanto meno nell’immediato, a fare spazio alla stella Lakovic che ha intelligenza sopraffina, ma regista purissimo non è. 

Marco Califano

Stefano Mancinelli

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