Max Menetti: "Mancate cattiveria e intensità fin dall'inizio"

II tecnico sfoggia sportività: «Devo prima di tutto fare i complimenti a Venezia»

Max Menetti, festeggiato in sala stampa con una torta con raffigurata una sua immagine per il compleanno numero quaranta, non può essere soddisfatto della gara dei suoi, che non sono mai riusciti a mettere il naso avanti in una gara che l'Umana Reyer ha condotto dal primo minuto al quarantesimo, seppur Reggio abbia provato a più riprese a riprenderla: «Devo innanzitutto - esordisce l'allenatore reggiano -fare i miei complimenti a Venezia. Noi abbiamo commesso qualche errore ma credo che ci sia mancata soprattutto la cattiveria, l'intensità, nella prima fase del match; facevamo un paio di buone cose in attacco e subito un errore difensivo o viceversa, chiaro che contro queste squadre, con questa qualità, gii errori si pagano a caro prezzo. Probabilmente la gara l'abbiamo persa nel primo quarto, dove abbiamo inspiegabilmente interrotto la nostra fluidità offensiva dopo i primi tre-quattro possessi e di conseguenza la fiducia, perdendo di vista le nostre caratteristiche che sono prettamente difensive. Ci siamo ripresi nel secondo quarto e siamo riusciti a riaprire una gara che si è poi decisa a qualche minuto dalla fine. Se guardiamo la valutazione è pari, ma di fatto Venezia ha sbagliato meno nel momento decisivo; noi abbiamo vinto tante partite con questi numeri sia a livello di percentuali che rispetto ad altre statistiche, non siamo una squadra che necessità di tirare con il 60%, non abbiamo dei frombolieri e penso che il modo di vincerla era questo, semplicemente dovevamo entrare in ritmo a livello di cattiveria e di determinazione per evitare distrazioni che contro queste squadre vogliono dire un 10-0 di parziale subito». Il coach biancorosso analizza le difficoltà di accoppiamento contro Szewczyk nel primo tempo che ha fatto il bello e cattivo tempo contro la poco fisica difesa reggiana: «Il polacco ci ha dato un fastidio pazzesco più dentro l'area che dal perimetro, dove comunque ha infilato quattro triple più per errori e pecche d'intensità nostre che per meriti effettivi suoi, seppur ci abbia messo una buona dose di talento». Sulle prestazioni poco incisive di alcuni giocatori reggiani, l'allenatore reggiano chiarisce la posizione della società e il rapporto con essi: «Questo gruppo andrà avanti così fino alla fine, perché abbiamo raggiunto le Final Eight così e non vedo perché dovremmo stravolgerci. Chi è in difficoltà va aiutato in ogni momento da tutti, senza sparare su di loro ma lavorando tutti per un obiettivo comune». Menetti sapeva bene che la Venezia odierna non era paragonabile a quella affrontata a inizio ottobre e si rammarica non tanto per gli errori commessi quanto per la scarsa intensità messa in campo, guardando già alla prossima gara contro Roma: «Dobbiamo tornare in palestra e lavorare sodo perché domeica Roma è sul livello della Reyer e - conclude - sarà un'altra battaglia».

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