Menetti: “Bando ai brusii, contro Roma serve grande unità d'intenti"

Massimiliano Menetti

Massimiliano Menetti

La Trenkwalder affronta l'Acea, imbattuta da 5 partite: “Poco da dire, coach Calvani e i suoi stanno facendo un lavoro straordinario".
Stop ai brusii almeno fino al 40'. Occorre la massima unità di intenti, tra tutte le componenti. Roma, per la Trenkwalder (palla a due domani al Bigi alle ore 18.15) è un ostacolo veramente alto. Se non si rema tutti dalla stessa parte si rischia il secondo ko consecutivo in casa. 
"La squadra sta bene, grazie a Dio - dichiara nel consueto incontro coi giornalisti del sabato, coach Max Menetti -. Abbiamo fatto finalmente una settimana regolare di lavoro. Antonutti e Brunner sono tornati ai soliti carichi, e devo dire che qualitativamente siamo rimasti molto soddisfatti di ciò che abbiamo visto". 
"Su cosa abbiamo lavorato? Sui nostri obiettivi che sono quelli di non ripetere certi errori visti contro Venezia, provando a trasportarli nel match con Roma. Rivedendo la gara di domenica, diciamo che nell'arco dei 40' abbiamo commesso 15 errori, veramente gravi, che ci sono costati la partita. Ora, la gara perfetta non esiste. Ma se da 15, fossimo scesi a 10 errori ecco che magari il match avrebbe potuto prendere una piega diversa. Fermo restando che Venezia si è confermata un'ottima squadra che si è presentata a Reggio in forma smagliante. Noi siamo stati condizionati dal primo quarto, dove non eravamo partiti male, ma ci siamo disuniti dalla mancanza di precisione. Costruivamo bene, ma non finalizzavamo. Questo ci ha tolto tensione difensiva e Venezia, come fanno le grandi squadre, ci ha punito in ogni modo. Però non abbiamo mollato. Abbiamo carattere, e per ben due volte abbiamo avuto la palla del pareggio nell'ultimo minuto. Sono segnali che mi tengo molto caro questi qua". 
"La partita dell'andata a Roma? Fu molto particolare. Perché anche rivedendola, noi a 4' dalla fine del primo tempo eravamo ampiamente in partita, col punteggio sul 30-26 se non erro. Poi ci fu la chiave di volta che fu un contropiede sbagliato da noi e loro, sulla loro transizione, infilarono una bomba con Datome, e da lì fu un incubo. Fino a 5' dalla fine, dove abbiamo avuto una reazione d'orgoglio che aveva un senso solo ed esclusivamente per noi stessi. Ma è anche vero che prima ci eravamo scollati troppo facilmente. Però è stato un passo importante per la nostra crescita, perché, va da sè, che, a volte, bisogna cadere rovinosamente per sollevarsi e fare passi importanti". 
"Giochiamo in casa nostra - analizza il tecnico della Trenkwalder -. Pensando a Roma mi vengono in mente sfide mitiche. Basti pensare che l'unica volta in cui è stato squalificato il nostro campo era per il famoso accendino tirato a Towsend, quando in panchina per noi c'era Dadone (Dado Lombardi, ndr) e per loro Valerio Bianchini. La verità è che Reggio si esalta nelle sfide alle grandi piazze del basket italiano. Quella di domani non fa differenza. Ecco perché chiedo a tutti una forte unità di intenti. Questi ragazzi vanno sostenuti da inizio alla fine, poi magari se giocano male è giusto criticarli. Ma bisogna creare un ambiente che aiuti chi in questo momento è maggiormente in difficoltà. I brusii che si sono tornati a levare domenica scorsa non fanno bene a nessuno. Ma soprattutto tolgono sicurezza in chi, magari, in questo particolare momento ne ha già poca. Per questo rinnovo un appello a tutti a starci vicino e a spingerci con convinzione. Anche perché, una cosa mi sento di garantire per tutti i miei ragazzi: l'impegno è sempre massimale. Il 100% in allenamento e in partita è garantito, che si vinca o si perda". 
"Se mi aspettavo di trovarmi Roma a pari punti con Siena? Guardate, sapevo che erano buoni, ma onestamente non credevo così buoni. E allora è giusto togliersi il cappello davanti alla bontà del lavoro di coach Calvani, che conosco da una vita e di cui ho la massima stima. Datome è l'Mvp italiano del campionato, D'Ercole sta facendo un torneo incredibile. Goss è un "2-1" da grande squadra ed è uno che ha una solidità e una continuità pazzesca. Poi, ragazzi, diciamolo onestamente, quando vinci 7 trasferte su 9 e sei in striscia aperta da 5, c'è poco da dire. Bisogna solo fare i complimenti a chi guida questa squadra, a chi ha scelto i giocatori e questi ultimi per come si sono amalgamati e per come si sanno esprimere sul campo". 
"E' meglio affrontarli dopo una vittoria, piuttosto che una sconfitta? - conclude Menetti - E' una bella domanda. Pippo Marchioro diceva che era sempre meglio affrontare un avversario dopo una sconfitta e “noi", cioè la squadra da lui allenata, dopo una vittoria. La situazione per quanto ci riguarda è esattamente l'opposto. Non lo so… Io dico solo una cosa, se Roma avesse perso a Cantù, anziché averne vinte 7 su 9 in trasferta, avrebbe un record di 6 su 9. Cambierebbe qualcosa nelle valutazioni sul campionato dell'Acea? Non credo proprio. La verità è che per una “piccola" come noi, cambia zero nell'approccio all'avversario. Bisogna essere solo consapevoli che sarà durissima e ci vorrà l'impegno da parte di tutti".
Massimiliano Menetti

I più letti