La Fossa Fortitudo alla Final Eight: ecco perché

La Fossa dei Leoni, cuore del tifo biancoblù.

La Fossa dei Leoni, cuore del tifo biancoblù.


Almeno 250 in partenza da Bologna per il Forum di Assago, nella trasferta organizzata dalla Fossa dei Leoni - la “curva” Fortitudo, il cuore antico biancoblu - in occasione della finale di Coppa Italia. Una conferma della passione che anima i sostenitori storici dell’Aquila, quella vera, quella al momento scomparsa e non certo sostituita dall’ibrida creatura che milita in Legadue. 

Cosa ci vanno a fare i “fossaioli” a Milano? La risposta è corale, non virgolettata perché a più voci: per testimoniare la loro esistenza, nonostante tutto, e per chiedere che il tifo sia rimesso al centro dell’attenzione da chi di dovere: Lega e Federazione. Un discorso super partes e senza colori perché, sostengono, una Final Eight con partite di giovedì è di partenza un qualcosa contro i sostenitori che non possono che in minima parte muoversi a sostenere la loro squadra. 

Facile dare ragione: in tempo di crisi e senza più troppi presidenti danarosi a investire vagonate di soldi, i club - questa, ribadisco, la richiesta della Fossa - dovrebbero prestare più attenzione alle esigenze dei tifosi.

Frasi sparse, raccolte alla partenza verso Milano: 
«E’una maniera per sentirci vivi e per ribadire che la Fortitudo è un ideale, non solo un nome o un simbolo»...
«Non abbiamo una squadra da sostenere, ma per sentirci vivi, per essere vivi, servono anche queste manifestazioni»...

«Ho visto negli occhi di qualcuno lo stesso fuoco di quando siamo partiti per Milano, nel 2005, per la partita scudetto decisiva»...

«Non stiamo lottando solo per la Fortitudo, ma per tutto il basket italiano che è alla deriva»...

Numerosi gli striscioni, dal nostalgico in ricordo di Gary Schull nell’anniversario della scomparsa ad un significativo “Petrucci, ecco la Fortitudo” e non mancano quelli contro la Biancoblu.

Ignorati dalla stampa locale, trattati come giapponesi ostinati sull’atollo, anche “traditi” o infamati da personaggi che pure consideravano icone del loro stesso tifo. Li ho criticati e il dialogo fra me e loro è stato spesso aspro, però devo dire corretto e sempre guardandosi negli occhi. Non ho approvato tutto quello che hanno fatto in passato e a loro non è certo piaciuto tutto quanto ho scritto io su di loro e sulla Fortitudo, nel caso specifico di oggi ammiro la loro voglia di fare gruppo e di essere comunque super partes, a rappresentare un po’ tutti i tifosi e in particolar modo i gruppi ultras, credo che tutta la pallacanestro italiana dovrebbe idealmente essere più da curva che da parterre, più da trasferta in pullman che da Suv parcheggiata a cinque metri dall’ingresso Vip.

Franco Montorro
Direttore Basketnet

La Fossa dei Leoni, cuore del tifo biancoblù.

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