La Juve e le accuse fuoriluogo di Petrucci

Il patron della Fip aveva dichiarato che le scadenze devono essere rispettate.

Quello che teoricamente poteva essere un fine settimana da vivere in estremo relax in attesa dei responsi delle Final Eight di Coppa Italia di scena al Mediolanum Forum di Assago (oggi pomeriggio, alle 18,00, in programma l'attesa finalissima) , si è rivelato nell'ambiente della palla a spicchi casertana e, in generale, di quello nazionale, un week-end all'insegna delle bacchettate e delle conseguenti inevitabili polemiche. L'ennesima lettera scritta dal presidente Gervasio finalizzata a catalizzare l'attenzione del mondo dell'imprenditoria locale sulla pericolosa situazione della società di Pezza delle Noci ha avuto un'eco incredibile, in poco tempo espansa-si ben al di là dei confini del territorio casertano. Un comunicato, quello del n. 1 della Juve, che, se da un lato, ha posto l'accento in maniera perentoria sulla verosimile impossibilità del front office bianconero di portare a termine la stagione agonistica in mancanza di un intervento risolutivo da parte delle istituzioni locali e ancor di più di qualche mecenate innamorato di questo sport, dall'altro ha suscitato le ire del neo presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Gianni Petrucci. Ire che hanno scosso non poco il carrozzone del basket "made in Italy" e che, senza inutili vittimismi, oltre che alla contingente situazione che si sta vivendo in Terra di Lavoro, erano evidentemente dirette in generale ad un movimento alla disperata ricerca di maggiore credibilità e considerazione. Un Petrucci, come un 'picconatore' di cossighiana memoria, insomma (e, a dirla tutta, in effetti, qualche addentellato con la politica il presidente F.I.P. ce l'ha eccome, considerato che da un anno ricopre anche il ruolo di sindaco del comune di San Felice Circeo-LT). Un Petrucci che, senza mezzi termini, ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo sulla cui opportunità è bene per un attimo soffermarsi e fare una piccola considerazione. Parole pesanti ("Partecipare ad un campionato professionistico non è un obbligo e le società non devono firmare contratti con giocatori sapendo in partenza di non avere i soldi per onorarli", e ancora: "Rilasciare dichiarazioni come quelle del presidente Gervasio sono delle autentiche bestemmie; rischiamo che il nostro campionato diventi parrocchiale alla faccia di chi ci mette soldi e lavora seriamente") che evidentemente non hanno tenuto conto della contingente situazione economica che sta vivendo il Bel Paese e, in generale, il Vecchio Continente; parole dettate forse più dall'esigenza di protagonismo di un uomo desideroso di far sentire la sua voce a circa tre settimane dal suo nuovo insediamento nella federazione che da un'attenta e critica disamina di un carrozzone - quello della palla a spicchi - da troppo tempo incapace di riprendere in modo convincente il suo cammino. Parole, da ultimo, che sono risultate offensive agli occhi dei tanti addetti ai lavori, quotidianamente impegnati a far quadrare i conti e invece tacciati da Petrucci di non lavorare seriamente e di trasformare il nostro campionato in un torneo "parrocchiale". In una stagione, insomma, in cui le società con i conti in regola si contano sulle dita di una mano (e su alcune di queste pende la spada di Damocle dell'e- volversi di procedimenti giudiziari: intelligenti pauca), c'è anche da fare i conti con il massimo esponente della federazione che incautamente tuona contro chi - il presidente Gervasio è solo uno dei tanti - cerca di attirare l'attenzione mediatica e dell'imprenditoria con il solo scopo di continuare ad adempiere regolarmente le obbligazioni che il sistema impone. Che dire: una situazione paradossale ma incredibilmente vera; una situazione che ha suscitato l'imbarazzo generale e che, purtroppo, fotografa fedelmente una realtà con cui ogni giorno è assai difficile fare i conti. Ma non solo la Juve ha problemi. Infatti in casa Sutor, la società e l'atleta, Tamar Slay, hanno presentato denuncia alla locale stazione dei carabinieri in quanto l'auto in uso al giocatore, nottetempo, è stata danneggiata ad opera di ignoti. "Condanno aspramente quanto accaduto - afferma il presidente della Sutor, Tiziano Basso - rivolgo un invito a tutti a mantenere la calma e a restare lucidi ".

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