Gli appunti-spunti del ... martedì

Franco Montorro

Franco Montorro

Non credo alla storia del DNA delle squadre, semmai al formarsi e al consolidarsi nel tempo di tanti ecosistemi diversi - che possono anche chiamarsi tradizione - e al’interno dei quali tanto prima ogni nuovo arrivato riesce ad integrarsi, tanto meglio le cose vanno per tutti.

Così la cambiatissima Siena vince ancora la Coppa Italia, la quinta di fila, obbligando qualcuno a spolverare vecchie raccolte di articoli per non correre il rischio di ripetere le stesse cose, per questa Montepaschi che torna prepotentemente al centro dell’attenzione. Torna a primeggiare, non lo fa più (o non lo fa ancora?) con la baldanza delle annate migliori, come testimonia la posizione di rincorsa nella classifica del campionato. E fatica: non più del dovuto  e nemmeno del previsto, semplicemente vince senza stravincere. Ma convincendo, perché questa è una squadra che sta trovando una nuova, precisa identità, aiutata come detto dall’esistenza di un forte e collaudato ecosistema.

Luca Banchi, al primo successo assoluto da capoallenatore in carriera, dopo un bronzo e un argento con Nazionali di categoria, ha lavorato da subito sulla difesa trovandosi quindi in anticipo a metà dell’opera. Contemporaneamente è cresciuta la leadership di Bobby Brown, insieme a quella di Daniel Hackett ed ecco che la Mens Sana scopre una trazione posteriore di qualità e concretezza. poi, un contributo lo danno tutti, compreso quel David Moss che non mi hai mai convinto del tutto e sul quale ero scettico, ma che invece si sta mostrando un elemento affidabile anche nel lavoro “sporco”. Non sarà mai uno Stonerook, però non è solo l’optional che credevo.

Dove arriverà questa Siena? In Italia sicuramente in finale e con i favori del pronostico se le riuscisse il classico colpo di mercato inatteso e a poco prezzo.


Varese perde, ma cade in piedi e lo stesso andrebbe detto delle altre due semifinaliste, Roma e Sassari, quelle che con Cantù penso si andranno a giocare gli altri tre primi posti nella griglia di partenza dei playoff. Note comunque armoniche, nonostante le sconfitte, per Brindisi e Reggio Emilia. Le partite secche sono crudeli ma non cancellano i meriti degli sconfitti e per Trenkwalder ed Enel le prove offerte al Forum sono ricche di spunti convincenti in prospettiva volata playoff.


Di Milano c’è poco da dire, ormai, e non vale la pena cercare sinonimi su sinonimi per definire in maniera diversa la sciagurata conduzione delle gare dei milanesi. Come diceva Gino Bartali «Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare». Il problema è che i tifosi milanesi lo sentono ripetere da anni, in un ecosistema che dopo i fasti degli anni 80 è andato, evidentemente, perduto.


Franco Montorro

Direttore BasketNet

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