L'Enel al gran completo. Ndoja: "Pronto al rientro"

II giocatore albanese spinge i biancazzurri verso la salvezza.

Settimana di allenamenti a ranghi completi in casa New Basket e per festeggiare il nuovo corso coach Piero Bucchi si fa accompagnare in conferenza stampa dal capitano. Ventotto anni e una vita da raccontare, come recentemente ha fatto a La7 per il programma "Sottocanestro", che vai la pena di vedere, in cui per la prima volta è stato lui a ricordare l'arrivo in Italia all'età di 6 anni in occasione dell'esodo dall'Albania. Atleta "particolarmente duttile per la capacità di giocare sia da numero 3 sia da 4 e con una buona mano" così lo descrive la scheda ufficiale messa a disposizione della società della sua squadra. Ma Klaudio Ndoja, che veste la maglia biancazzurra dell'Enel Basket già dal campionato 2011-2012, ha dimostrato di essere molto di più. È il collante dello spogliatoio, e non per niente si è conquistato il ruolo di capitano che oggi ricopre, ed è un giocatore generoso. Lo sa bene il suo coach, che la caratteristica della generosità l'ha sempre riconosciuta a lui come a tutta la sua squadra. Ma, fosse anche che per distrazione non lo avesse tante volte sottolineato Piero Bucchi, che il carattere è l'arma vincente di questo giocatore lo si vede a occhio nudo. E gli esempi sono tanti, dallo scorso anno quando, nonostante sia rimasto lontano dal campo per circa due mesi a causa di una patologia che lo ha costretto a riposo forzato, ha tenuto unita la squadra nella fase più difficile del campionato, per poi rientrare come un leone a godersi i play off vincenti, a quest' anno che ha dovuto, e ancora deve fare i conti con la sfortuna materializzatasi in infortunio che ne ha compromesso la partecipazione al sogno biancazzurro delle Final Eight. «Le coppe non mi piacciono, io le salto sempre», prova a scherzarci su Klaudio che non è nuovo a questo genere di rinunce, come lo scorso anno. «Ci tenevo in realtà, si giocava a un quarto d'ora da casa mia dove ho la famiglia e poi mi sarebbe piaciuto condividere il traguardo con il gruppo per noi era una festa e sarebbe stato meglio non festeggiarlo in borghese con la squadra e i tifosi. Ora sto meglio La caviglia migliora ma il fastidio è sopportabile Ma è andata così e spero che festeggeremo qualcosa di più grosso». Cosa per esempio? «La salvezza, questo è il nostro obiettivo, nessuno di noi lo ha perso di vista. Lo puntiamo da mesi e nessuno mai ne della squadra ne della società ha mai osato montarsi la testa e pensare che in corsa l'obiettivo debba cambiare. L'obiettivo rimane quello, quando poi lo raggiungeremo potremo forse pensare ai play off». Allora pensa al match con Cantù. Lei sarà fra i dieci, ma giocherà? «Ci sarò, ora sto meglio mi sto allenando. La caviglia va meglio mi dà ancora qualche fastidio ma è sopportabile. Se giocherò e come lo vedremo domenica». Ci spiega le fasi del suo recupero? Dopo l'infortunio il rientro, poi di nuovo in infermeria. Cos'è accaduto? «Il recupero previsto era di 10-15 giorni, sono rientrato un po' prima del tempo ma ho peggiorato un tantino la condizione della caviglia e ho allungato la fase di recupero, è questo che è accaduto in questo mese travagliato» Ora però bisogna pensare a Cantù, non è più quella che avete incontrato all'andata. Cosa vi aspettate? «Non mi piace parlare degli altri e del loro percorso o dei loro problemi. Piuttosto dobbiamo pensare a noi. Ci stiamo allenando di nuovo tutti insieme, quello che abbiamo bisogno di fare è ritrovare la forma, la solidità e il clima del palaPentassuglia, del nostro pubblico. Solo così potremo fare quelle partite che ci hanno permesso di vincere con Siena, con Reggio Emilia in trasferta. Se giochiamo come in quelle occasioni possiamo vincere e raggiungere il nostro obiettivo».

I più letti