Gli appunti-spunti del lunedì

Abituato, non per colpa mia, quest’anno a parlare più male che bene della EA7, rilevo e sottolineo la buona prova in trasferta a Roma e soprattutto nel contenere in difesa l’Acea. Niente di trascendentale, però molto più di un brodino per riprendersi dalla degenza dopo il fallimento in Coppa Italia. Buona tenuta nel secondo tempo e Fotsis e Gentile a riguadagnare considerazione. Il “però” c’è e non va ignorato: Gigi Datome non ha giocato e quindi Roma ha ruotato solo sette giocatori. Al di là dell’assenza del miglior giocatore italiano della Serie A, peso non da poco, nota di “costume”: perché metterlo comunque a referto, visto che non penso che il suo non utilizzo sia stato deciso all’ultimo momento?

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La pochezza della Virtus Bologna è sotto gli occhi di tutti, tranne quelli che si affidano alle cronache del paio di testate compiacenti l’attuale gestione. Nella terra dei neutrali c’è chi inizia a interrogarsi se questa squadra rischi la retrocessione, la prima sul campo nella sua storia. Allo stato delle cose, la sola idea - diffusa - rappresenta già una bocciatura al programma, anche solo alle fantasiose strategie di comunicazione del club, dove c’è gente che cento ne pensa e ne dice, ma altra che in campo poche ne fa.

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Montegranaro-Caserta poteva provocare i più tribali istinti di compatimento per due società economicamente frustrate, ma dalla classifica in partenza assai diversa. La Sutor ha stravinto riducendo il gap sulla Juve ma soprattutto portandosi così quattro punti avanti i fanalini di coda. Il campionato è ancora lungo, la tristezza diffusa, al di là del risultato contingente tutta la mia stima è per il lavoro che i Recalcati e i Sacripanti devono fare, pedalando su bici dalle ruote sgonfie in salita. Nota a margine: si sono incontrate le uniche due squadre senza sponsor da inizio stagione, in un campionato che vede Cantù dover cambiare ed aspetta fine mese per il cambio di denominazione “scaduto” della Saie 3 Bologna. A parte la gloria recente dei marchigiani (ma anche la ricchezza di un territorio che meno di altri ha risentito della crisi globale e lo dico per “sentito dire” da diverse realtà istituzionali e imprenditoriali), tre società storiche della nostra pallacanestro che non trovano nessuno disposto ad investire su di loro come strumento di promozione. Casi diversi, casi emblematici.

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C’è una netta, non so quanto provvisoria frattura fra la zona playoff e la mediocrità sottostante, con Brindisi e Reggio Emilia, cioè le due neopromosse, a dividersi con Venezia quota 20 del settimo, ottavo e nono posto. L’Enel ha regolato una Cantù ancora “work in progress” dopo i cambiamenti prima della Final Eight, mentre l’Umana ha perso nella prevedibile gara di tiro a segno sul campo di Sassari; sconfitta comunque indolore. La Trenkwalder ha inguaiato ancora di più Biella che nei prossimi turni andrà a Siena e a Varese, con in mezzo una casalinga, possibile, preziosa boccata d’ossigeno con la già descritta Armata Brancaleone alias Virtus Bologna.

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Chi manca all’appello? Avellino che fa il suo dovere di squadra in casa battendo Cremona. Due squadre che si salveranno, ma non so con quanti squilli e con che futuro, sia pure in una Serie A con pochi ori e molta bigiotteria.


Franco Montorro
Direttore BasketNet

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