Avellino: Johnson out almeno un mese

Linton Johnson

Linton Johnson

Molto dipenderà da lui e dalla sua voglia di stringere i denti ma con ogni probabilità Johnson resterà fermo almeno un mese. E potrebbe andare anche peggio, tanto che la società pensa di tornare sul mercato ed utilizzare l’ultimo tesseramento a sua disposizione. La distorsione al ginocchio (rimediata dal centro di Chicago contro Cremona) è piuttosto seria e  al di là della deludente stagione del “Presidente”  la sua sarà un’assenza pesantissima. Guardando all’immediato futuro, ossia alla trafserta a Basket City senza il suo pivot titolare, la Sidigas fraticherà ulteriormente contenere l’agilità di Gigli e l’esperienza di Rocca sotto le plance. Senza dimenticare l’atipicità e la sostanza dell’ex Panathinaikos Smith, anche se coach Pancotto – comprensibilmente - teme innanzitutto i piccoli: leggasi Poeta, Hasbrouck e Minard. 
Certo è che alla Sidigas non ne va bene una e l’infortunio del buon Linton – un po’ rianimato dalla cura Lakovic – non ci voleva proprio. Già in pre-allarme il montenegrino Dragovic e il giovane Biligha, mentre il bulgaro Ivanov dovrà fare gli straordinari. Da valutare, come già accaduto domenica scorsa, un breve utilizzo del neo-arrivato Hunter da numero 4 tattico. Tornando alla stretta attualità: Bologna ha perso – e male – 8 delle ultime 9 partite e, un po’ come Avellino. ha decisamente ridimensionato i suoi obiettivi. Unica vittoria, pesantissima, quella con Montegranaro di due settimane fa. Ecco perché, la Virtus vuole battere anche la Scandone ed archiviare con grande anticipo la pratica salvezza. I play-off difatti  paiono irraggiungibili. Il clima è teso, il patron Sabatini e l’esigente tifoseria bianconera non se la sono certo mandata a dire... Per questo e per tanto altro la compagine felsinea giocherà con molta pressione addosso e la Sidigas, per una volta, dovrà rigirare la frittata ed essere furba ad approfittarne. Attenzione, però, perché Bologna ha orgoglio e tradizione e di solito queste sfide non le sbaglia. All’andata (in panchina c’era ancora coach Valli) la Scandone tirò col 67% da oltre l’arco e Richardson fu illegale. E naturalmente stravinse (87-77). Ma, come si dice in gergo, ogni gara fa storia a sé.

Marco Califano

Linton Johnson

I più letti