I Franco... Bolli di Franco Montorro

Non trova conferma la notizia che ad ogni abbonato della Virtus Bologna verrà rimborsata una spesa compiuta presso una nota catena della grande distribuzione. Era una battuta, chiaro. La notizia, dico: la Virtus invece lo è abbastanza, battuta. La sua tifoseria sta peggio, abbattuta.


Ricky Minard potrebbe essere ricordato come uno degli usa più scadenti della Virtus Bologna. Il problema è che non ci si ricorda più di tutti gli ultimi Usa scadenti della Virtus Bologna. Troppi.


Far girare le scatole a Fabio Di Bella non è impresa di poco conto. E pensare che a Montegranaro la parola impresa aveva e dovrebbe avere ancora tutto un altro significato.


Incontrerò il presidente Petrucci, domenica a Bologna e lui lo sa che gli farò una precisa domanda sulla Commissione Procuratori Fip. La schiena dritta di alcuni nel 2008 lo pretende.


Esiste un qualsiasi esperto della Questura o di un qualsiasi partito politico che possano valutare quanta gente segue davvero una partita interna al Paladozza, della Bologna Biancoblu?


Stefano Vanoncini quest’anno non dovrebbe avere problemi: Montegranaro gioca a Cremona e quindi lui non dovrebbe avere difficoltà a raggiungere casa sua, vicina, e votare, al massimo lunedì. Ma il “J’accuse” lanciato a suo tempo resta valido: qualcuno potrebbe non fare in tempo a raggiungere il suo seggio e la legge italiana non consente di votare in uno sostitutivo. Leggendo la composizione dei roster, soprattutto di Serie A, qualcuno potrebbe commentare “Poco male”, vista la scarsità di giocatori-elettori italiani, ma il problema riguarda un sacco di altre persone.


A proposito e in splendidi obblighi di par condicio, nel senso che tutti i partiti si sono in pratica comportati allo stesso modo tranne uno: dello sport e men che meno del basket non ha in pratica parlato nessuno in campagna elettorale. Lo ha segnalato con cura e arguzia Roberto Di Lorenzo qui:
http://www.facebook.com/notes/roberto-di-lorenzo/lo-sport-nei-programmi-dei-partiti/10151481919190928
Roberto è un Uomo di sport (la U maiuscola non è casuale) al quale invidio tante cose e una, forse per lui inattesa: vivere a Napoli e per il basket, a Napoli.


La chiudo con le elezioni e tengo a distinguere questa parola da “politica”, che è altra cosa, superiore (come “sportivo” rispetto a “tifoso”): una delle tante cose che mi piacciono della pallacanestro italiana, anzi delle sue persone, è - in questi giorni, soprattutto - la tranquillità e la serenità con cui, diversamente da quanto accade quasi in ogni altro dove, fra una telefonata e un caffè, un’intervista e una chiacchierata di basket quando il tema delle elezioni fa capolino la vincitrice assoluta è l’ironia. Battute, scommesse, lievi sfottò. Sembriamo abitanti di un’isola sperduta e invece chissà, forse abbiamo tutti solo una consapevolezza del bene comune, e un’amicizia diffusa e non confusa che ci fanno fare quadrato per la “res publica”.


Non ho scritto le precedenti righe in maniera completamente staccata dalla realtà cestistica, ma perché bene comune e cosa pubblica dovrebbero essere due ambiti importanti e costituenti della nuova pallacanestro che necessariamente dovremo andare a ridisegnare. E allora faccio di nuovo mio l’appello lanciato da Virginio Bernardi a nome dei procuratori, nella sua recente intervista a BasketNet, a Fip e Leghe: lavoriamo insieme, ognuno per quanto di sua competenza; apriamo le commissioni di lavoro a tutti gli addetti (ai lavori, appunto). E, lo chiedo a lei, presidente Petrucci: tenga conto della loro opinione. E’ gratis, lei è troppo intelligente e scafato per capire se e quando, nel caso, è interessata.

Ma apra le stanze e dia retta a questa mia impressione (libero di confutarla, già domenica): in genere, soprattutto in politica, chi ha qualcosa da dire lo dice, mentre chi non ha niente da dire, lo urla. Nel basket, c’è chi ha tanto da dire e da dare, pochi che urlano - è vero - ma troppi che stanno zitti e si fanno gli affari loro. Non la chiami demagogia, purtroppo è ormai solo disincanto.


Ultima nota, per la Lega Basket: se la Nazionale è la vetrina del movimento e la Federazione è il... produttore e il grossista principale, la Serie A deve attivarsi ma poi essere messa in condizione di lavorare sì per il meglio ma anche al meglio. 


Franco Montorro
Direttore BasketNet

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